Assenze – Fabio Piana
09/02/2010, Redazione
Un percorso fatto non solo di immagini ma anche di prosa e poesia. Lo propone Fabio Piana, che si è ispirato al dopoguerra in Kosovo ed al tema delle sparizioni e detenzioni forzate. Alcune delle fotografie inserite in questa galeria fanno parte di una mostra itinerante dal titolo "Kosovo – Note a margine di un conflitto" e sono state pubblicate sulla rivista PaginaZero.

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Prizren - Fabio Piana

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"Mon père/nessuno era stato/come te./Così solo,/così mio,/così padre,/sperduto in questo mondo/come me" (Kajetan Ković, Mon père) Gjakovë/Đakovica, febbraio 2003

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"E non ho saputo che tanta amarezza potesse riempire l'anima dell'uomo. Ho dimenticato che la donna sta, come una porta, all'entrata e all'uscita di questo mondo." (Ivo Andrić, La morte di Alidede) Ritratto di Vaska, una delle ultime donne serbe rimaste nella chiesa ortodossa di Gjakovë/Đakovica. La chiesa è presidiata dai militari italiani

4-22
"Tutta la saggezza sta nell'aggrapparsi fermamente alla sfumatura che infiamma le masse ed eccitarle. Il fatto che il nostro secolo turbolento esiga di infiammare le masse non significa che noi stessi dobbiamo eccitarci. Le nostre convinzioni sono, in ogni caso, solo una scenografia per uno scontro di caratteri destinato ad accadere" (Aristid Teofanović, Via col plenum) Prizren, febbraio 2003

5-22
"Non portatemi/certificati medici,/Né lettere di familiari, della polizia o dello stato,/Dite solamente scomparsi,/Guariremo le vostre ferite con dei fio-ri/Aspettandovi,/Aspettandovi,/Dite solamente scomparsi,/Fiori rosso sangue sbocceranno /La lezione continua..." (Flora Brovina, L'anno 1981) Prizren, giugno 2003

6-23
"Perché dopo tutto, cosa sono?/Un'onda congelata nello spazio/Strappata dall'oceano del tuo petto,/Tu tendi le tue mani verso di me senza raggiungermi" (Luljeta Lleshanaku, Con te) Mogli e madri di persone scomparse durante un incontro di auto aiuto organizzato dall'associazione "Mother's appeal" di Gjakovë/Đakovica

7-21
"Un foglio di carta bianco, completamente bianco,/Con una chiazza blu, una chiazza blu all'estremità/È il verso che dovresti dedicare/Alla sua partenza..." (Mimoza Ahmeti, Carta) Gjakovë/Đakovica, febbraio 2003

8-15
"Uomini e bestie/Avanzano lungo il filo del disastro/(uniti nel silenzio/E nello spazio) Fino ad arrivare/A un terra arida/Priva di infanzia." (Gëzim Hajdari, Nella valle) Gjakovë/Đakovica, febbraio 2003

9-18
"Incastrato tra i tifosi scatenati comprese, percepì fisicamente, il significato di alcuni concetti astratti come collettività, capo, idea, come anche il senso di quello slogan vetusto del pane e del circo che riassume in sé sentenziosamente tutta la platea della storia moderna" (Danilo Kiš, Apatride) a Dario, con Amicizia - Klinë/Klina, gennaio 2003

10-19
"Sarà perché nei Balcani è normale essere alternativamente invasore e liberatore, senza cam-biare né mestiere, né opinione, né residenza. Soltanto la divisa." (Dražan Gunjaca, Roulette balcanica) Deçan/Decani, febbraio 2003

11-14
"Un uomo non può avere due mari al mondo" (Bozidar Stanisić, Il giardino australiano di Mr Virgin O´Brian) Pejë/Peć, agosto 2003

12-14
"In ognuno di noi abita un grande deposito di figure umane, di tutte le figure umane che, magari solo di passaggio, una sola volta, e per un attimo, abbiamo avuto occasione di vedere nella nostra vita" (Mihajlo Pantić, L'assicurazione dell'eternità esistenziale) Raho-vec/Orahovać, febbraio 2003

13-10
"Sto tornando/Alla tua aspra beneficenza/Sto tornando Sto tornando /Alla tua bellezza selvaggia/ Sto tornando Ancora una volta/Sono destinato a incontrarti/Come una madre" (Azem Shkreli, Rugovë) Pejë/Peć, agosto 2003

14-10
"Sulle spalle dei miei tempi/Riposai il capo. Non dormii. Non sonnecchiai./ Sulle spalle dei miei tempi,/Come sulla spalla di Lei Ero perduto nei miei pensieri" (Fatos Arapi, Sulle spalle dei miei tempi) Gjakovë/Đakovica, febbraio 2003

15-11
"Tutto,/fintanto che eri con me,/potevo./Persino,/come mi avesse disegnato Chagall,/volare sopra Sarajevo./Strano che per disturbo dell'ordine/non mi abbia mai arrestato la polizia./Si vede che anche la polizia era innamorata" (Izet Sarajlić, Tutto allora potevo) Klinë/Klina, gennaio 2003

16-11
"Viaggiare è un po' una magia, qualcosa come un film senza sceneggiatura, dove accettiamo di fare da attori pur non sapendo l'importanza dei nostri ruoli, e non riuscendo prevedere la successione degli avvenimenti. Forse ci limitiamo a intuire qualcosa" (Mihajlo Pantić, Viag-gio a Zagabria) Skopje, febbraio 2003

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"... la mia migliore idea, purtroppo irrealizzabile, è quella di dipingere il vuoto, in modo che uno arrivando davanti al mio quadro provi il desiderio di stendere la mano per tastare la tela, e la mano semplicemente trapassi dall'altra parte, come dietro uno specchio." (Mihajlo Pantić, Sulla terrazza) Pejë/Peć, agosto 2003




