Allargamento UE, Cipro apre un anno intenso

Presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea nel primo semestre del 2026, Nicosia vuole raggiungere “risultati tangibili attraverso un processo basato sul merito” con Ucraina, Moldova e Balcani occidentali, in particolare con Montenegro e Albania

14/01/2026, Federico Baccini Bruxelles
Consiglio dell’Ue © Unione Europea

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Dalla situazione imprevedibile in Ucraina alle grandi speranze per Montenegro e Albania, fino alla necessità di sbloccare i negoziati con la Moldova.

Si prospettano altri sei mesi intensi per l’allargamento dell’UE sotto la guida del governo cipriota, che dal 1° gennaio al 30 giugno detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea, l’organo che riunisce in varie formazioni i ministri dei 27 Stati membri.

“Perché l’UE stessa sia credibile, dobbiamo portare a termine il processo di allargamento”, è quanto spiega l’ambasciatrice Christina Rafti, rappresentante permanente di Cipro presso l’UE. “Intendiamo fare del nostro meglio per portare avanti l’agenda su Ucraina, Moldova e Balcani occidentali”.

Secondo il programma della presidenza cipriota, Nicosia promette di ottenere “risultati tangibili attraverso un processo basato sul merito”, che può diventare sia un “investimento strategico” nel futuro dell’Europa sia uno “strumento di trasformazione” per i Paesi candidati, in modo da poter “riformare e risolvere problemi di lunga data con i loro vicini, sulla base del diritto, dei valori e dei principi europei”.

L’Ucraina rimarrà una “priorità centrale” anche per il primo semestre del 2026, nel “pieno rispetto” dell’indipendenza, della sovranità e dell’integrità territoriale di Kyiv.

La questione è particolarmente delicata a Cipro, un’isola divisa in due parti dall’occupazione militare turca del 1974. “Sappiamo cosa c’è in gioco”, ha sottolineato l’ambasciatrice Rafti, sottolineando che l’aggressione russa contro l’Ucraina “mina la sicurezza a lungo termine dell’Europa”.

I prossimi passi del processo di allargamento

“Nei prossimi due anni il Consiglio sarà chiamato ad adottare misure decisive in materia di allargamento”, si legge nel documento programmatico della presidenza cipriota, che porterà avanti il processo con tutti i candidati e i potenziali candidati “in linea con la metodologia stabilita, condizioni eque e rigorose, nonché il principio dei meriti propri e della reversibilità”.

Ciò significa che tutti i partner devono “rispettare e sostenere pienamente” i valori e i principi dell’UE e “adempiere agli obblighi” richiesti per l’adesione all’UE.

Come anticipato dall’ambasciatrice Rafti, “porteremo avanti il lavoro tecnico sui negoziati con l’Ucraina, in modo da poter agire rapidamente non appena le condizioni lo consentiranno”. Con l’Ungheria che attualmente blocca l’avvio dei negoziati di adesione di Kyiv, la presidenza cipriota dovrà impegnarsi a fondo con Budapest o valutare le decisioni che possono essere prese dai 26 membri, “a meno che non cambi qualcosa”.

Molto dipenderà dal fatto che Viktor Orbán rimanga o meno al potere dopo le elezioni in programma ad aprile. Una questione che riguarda indirettamente anche la Moldova, i cui negoziati sono legati a quelli dell’Ucraina nell’ambito del cosiddetto “approccio a pacchetto” e sono quindi bloccati dal veto dell’Ungheria.

Una delle ambizioni maggiori di Nicosia è quella di istituire il gruppo di lavoro ad hoc per redigere il trattato di adesione con il Montenegro, il candidato più avanzato nel processo di adesione ma che ora deve chiudere i restanti 21 capitoli negoziali.

L’Albania è un altro partner chiave nei Balcani occidentali, con i lavori attualmente incentrati sul completamento del rispetto dei parametri intermedi per i 33 capitoli negoziali, dopo l’apertura di tutti e sei i cluster.

Nonostante Cipro sia uno dei cinque membri dell’UE che non riconoscono il Kosovo – insieme a Grecia, Romania, Slovacchia e Spagna – l’ambasciatrice cipriota ha anticipato che le autorità kosovare saranno invitate a tutte le riunioni informali sull’allargamento, con l’obiettivo di incoraggiare il “fondamentale” dialogo con la Serbia per il percorso di adesione di entrambi i Paesi.

In parallelo saranno portate avanti le riforme interne all’UE, con l’obiettivo di garantire che sia l’Unione che i futuri membri siano “pienamente preparati” all’adesione. “Prepararsi all’allargamento significa considerare l’impatto interno sulle politiche dell’UE quando nuovi membri aderiscono”, ha sottolineato l’ambasciatrice Rafti, nell’attesa della presentazione da parte della Commissione della comunicazione sulla revisione delle politiche pre-allargamento.

Il continuo sforzo sull’Ucraina

Oltre a tentare di sbloccare i negoziati di adesione, il Consiglio guidato dalla presidenza cipriota continuerà a intensificare il supporto all’Ucraina sul piano politico, diplomatico, economico, militare e umanitario nello sforzo di raggiungere una pace “giusta e duratura”.

La “piena partecipazione” di Kyiv ai negoziati di pace rimane una priorità fondamentale. L’approccio dell’UE “pace attraverso la forza” sarà accompagnato da un “dialogo e coordinamento più stretti tra UE e Stati Uniti”, per mettere a terra un accordo di pace che rispetti le esigenze di sicurezza dell’Ucraina e dell’Europa.

A proposito di sicurezza, la presidenza cipriota riconosce che la soluzione “più efficace” rimane il rafforzamento di forze armate ucraine “forti, capaci e resilienti”, parallelamente al processo di adesione di Kyiv all’UE, che è strettamente legato agli sviluppi dei negoziati di pace.

Saranno esplorate “nuove misure” contro la Russia e la Bielorussia, oltre all’efficace attuazione e applicazione dei pacchetti di sanzioni già esistenti.

Il Consiglio continuerà infine ad attuare il sostegno finanziario a Kyiv attraverso lo strumento per l’Ucraina e i prestiti straordinari per l’accelerazione delle entrate (ERA) guidati dal G7, in parallelo al “rapido” esame della nuova proposta legislativa per il prestito da 90 miliardi di euro che soddisfi le esigenze dell’Ucraina fino al 2027.