Alla Berlinale la Romania รจ di casa

Anche quest’anno il cinema romeno ha raccolto grandi consensi al Festival del cinema di Berlino, tenutosi lo scorso febbraio. Una panoramica su tutti i premi assegnati nella 65ma edizione

02/03/2015, Nicola Falcinella

Lโ€™ennesimo, meritato, premio alla scuola romena. Si รจ concluso cosรฌ il 65ยฐ Film Festival di Berlino che ha visto lโ€™Orso dโ€™oro andare verso lโ€™Iran, dal quale non puรฒ uscire (e non potrebbe neppure girare film) Jafar Panahi che in โ€œTaxiโ€ sostituisce lโ€™ironia alla frustrazione per raccontare il presente e i problemi del suo paese.

Ad โ€œAferim!โ€ di Radu Jude รจ andato lโ€™Orso dโ€™argento per la regia, ex equo con la polacca Malgorzata Szumowska di โ€œBodyโ€. La giuria ha riconosciuto la grande capacitร  del regista romeno, al terzo lungometraggio e con diversi corti allโ€™attivo, di mettere in scena magistralmente unโ€™avventura picaresca nella Valacchia del 1835 e raccontare vecchi e nuovi pregiudizi e soprusi sempre attuali da parte dei potenti e dei piccoli signori.

Senza premi โ€œVergine giurataโ€, di Laura Bispuri con Alba Rohrwacher, Flonja Kodheli, Lars Eidinger e Luan Jaha, storia tra Albania e Italia dal libro omonimo di Elvira Dones pubblicato da Feltrinelli. E trascurabile il film dโ€™apertura, โ€œNobody Wants the Nightโ€ di Isabel Coixet, coproduzione Spagna/Francia/Bulgaria, dove a Sofia sono state girate solo le scene in studio.

Solo il premio per il miglior contributo tecnico, alla fotografia di Evgeny Privin e Sergej Mikhalchuk, per il russo โ€œPod electricheskimi oblakami – Under Electric Cloudsโ€ di Alexei German jr. Riconoscimento al lavoro per lโ€™aspetto visivo che non valorizza abbastanza una delle pellicole piรน forti della competizione. Una potente e incisive riflessione su una Russia (siamo nel 2017) impaurita dove si respira aria di guerra, non si conosce la storia recente e si discriminano gli ebrei. Un film felliniano, diviso in capitoli collegati tra loro, tra incubi, sogni, assurditร , personaggi smarriti, statue di Lenin che indicano il nulla, strade non finite e morti.

Quasi sugli stessi sentimenti si muove lโ€™altro russo โ€œPionery-geroi (Pioneer Heroes)โ€ di e con Natalia Kudryashova, nella sezione Panorama. Un bel film, convincente e ben costruito anche se, naturalmente, ha ambizioni non paragonabili a quelle di German. Tre ragazzini compagni di classe che nel 1987 a Novgorod devono diventare โ€œgiovani pionieri di Leninโ€ e 25 anni adulti dopo in uno scenario completamente mutato e con piรน ombre che luci.

Ha ricevuto il premio dei lettori del Tagesspiegel โ€œFlotel Europaโ€ di Vladimir Tomiฤ‡, bel documentario autobiografico presentato nella sezione Forum. Prende il titolo dalla nave dove il regista, profugo a Copenhagen con la madre e il fratello maggiore, fu alloggiato e visse per circa tre anni. Nellโ€™estate 1992, anzichรฉ come di consueto andare al mare in Croazia, i tre partono per la Danimarca per sfuggire alla guerra a Sarajevo. In cittร  resta solo il padre, che la moglie cerca di raggiungere telefonicamente, mentre i figli non sanno che raccontare, ma talvolta gli inviano delle cassette vhs con dei videomessaggi.

"Snow Pirates - Kar korsanlari" dellโ€™esordiente Faruk Hacihafizoglu

"Snow Pirates – Kar korsanlari" dellโ€™esordiente Faruk Hacihafizoglu

Tomiฤ‡ con la sua voce ricostruisce avvenimenti, ricordi e sensazioni di quel tempo: la vita dei profughi, il senso di nuova comunitร , la nostalgia di casa, la voglia di inserirsi nella nuova cittร , le notizie che arrivano. Una nave divenuta casa per un migliaio di persone, un paese galleggiante nel mezzo di unโ€™altra cittร , portandoci i sapori e gli odori (quello di caffรจ si diffonde subito, sottolinea la voce) provenienti da una cittร  ancora piรน lontana e assediata. Un momento di passaggio e di svolta รจ rappresentato dallโ€™apprendere dellโ€™uccisione dello zio Nenad. Tomiฤ‡ cita piรน volte il film cult โ€œBoลกko Buhaโ€ (1978) di Branko Bauer, nel quale un gruppo di ragazzini si univano ai partigiani contro i nazisti e Boลกko Buha divenne una leggenda per la sua capacitร  di distruggere le postazioni nemiche. Cโ€™รจ una tenerezza, una nostalgia mitigata in โ€œFlotelโ€, cโ€™รจ la vita da profugo raccontata in maniera originale e personale, senza lamentele, senza indugiare su cosa mancava, conservando un poโ€™ lo sguardo del bambino che il regista era al tempo. E torna fuori anche la simpatia e lโ€™amore per la coetanea Melisa, tanto che il film ha pure un lato romantico.

Ancora in Forum un esordio interessante dalla Turchia, โ€œUntil I lose my Breath/Nefesim kesilene kadarโ€ di Emine Emel Balci. Serap (Esme Madra) รจ una ragazza ventenne appena uscita dall’orfanotrofio perchรฉ il padre era in carcere. Si รจ sistemata a casa della sorella, ma non sopporta il cognato invadente e violento. Ha perรฒ trovato lavoro in una sartoria e stabilito unโ€™amicizia con una collega. Il suo obiettivo รจ cercare il padre che ora fa il camionista su lunghe distanze e stabilire un rapporto con lui. Il suo desiderio รจ vivere assieme a lui, che รจ perรฒ evanescente e preso dalle sue cose, e poi riuscire a emigrare. Un buon film di pedinamento alla Dardenne, che ricorda anche โ€œUzakโ€ di Ceylan (senza averne lo stile visivo) nelle atmosfere. Non accade moltissimo, c’รจ lโ€™ostinazione della ragazza a riprendersi la vita, a raggiungere i suoi scopi e alla fine raggiunge una consapevolezza. La protagonista sta praticamente sempre in scena e si porta addosso il film.

Sempre turco, incluso nella sezione Generation per ragazzi, รจ lโ€™ancora piรน convincente "Snow Pirates – Kar korsanlari" dellโ€™altro esordiente Faruk Hacihafizoglu. Un film che inizia con un gruppo di ragazzini che gioca dโ€™inverno con la neve e racconta delle storie. Siamo a Kars, nell’est della Turchia, sotto la dittatura, a inizio anni โ€˜80. Il protagonista Serhat vive con il nonno e la madre: sogna il cinema e il pattinaggio, ma non c’รจ carbone per scaldare le case. Intanto suo fratello Vedat, che sta in una casa piena di libri, non puรฒ andare all’universitร  per via dei militari. I ragazzi cercano di procurarsi il carbone, destinato tutto agli uffici e negato ai cittadini comuni. Prima recuperano quello di scarto, poi raccolgono quello che cade dai mezzi che lo trasportano, poi provano a rubarne un poโ€™. Il dramma รจ in agguato, pur con la delicatezza che il regista dosa. La dittatura negli aspetti che piรน toccano la vita delle persone, anche dei bambini. Un film quasi neorealista, una bella storia, un bel gruppo di ragazzi, un bello sguardo sulle cose. Nel suo piccolo, un gioiellino.

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