A Sofia, in fuga dalla guerra
22/08/2014, Redazione
Il campo profughi di "Voenna Rampa" a Sofia, che accoglie per la maggior parte persone e famiglie in fuga dalla guerra in Siria. Il fotoracconto di Matthias Canapini

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Molte delle persone presenti provengono dalle zone nord della Siria, la maggior parte da Aleppo, qualcuno dal Kurdistan. Hanno raggiunto il confine turco a bordo di pulmini o vecchie macchine, per poi entrare clandestinamente in Bulgaria a piedi.
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Ora ne sono rimasti 200 … donne, uomini, bambini, intere famiglie. Butto un occhio al cortile, osservando il contesto e annotando le prime impressioni nel mio quaderno.

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In alcuni corridoi manca la luce elettrica, alcune zone sono allagate ed in numerosi punti filtra acqua piovana e muffa dal soffitto. Chiedo di poter entrare in un paio di stanze, tenendo a mente che quei pochi metri quadri è loro nuova casa.

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Il campo è una ex - scuola diventata centro di accoglienza per i siriani in fuga dalla guerra.

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Osservo il perimetro, lo spazio, ma per quanto a lungo rimango li dentro, non respirerò mai l’atmosfera che queste persone vivono quotidianamente. Al posto delle tende hanno appeso veli, teloni o coperte per salvaguardare la poca intimità rimasta.

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I panni sono stesi all’esterno, lungo fili in nailon che corrono tra un ramo e l’altro.

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Finalmente mi permettono di visitare l’edificio, cosi senza perdere un attimo mi tuffo nei corridoi in cerca di sguardi, storie, contatto umano. Al piano terra scopro che vivono solo uomini da soli, mentre il secondo piano è riservato per le famiglie con bambini.

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Durante i mesi della grande emergenza il cortile della struttura era invaso da centinaia di tende, dentro le quali, tra il freddo e la stanchezza, vivevano circa 800 persone.




