Ucraina: dopo la guerra, รจ emergenza diritti umani

Il Commissario per i diritti umani del Consiglio dโ€™Europa ha diffuso un nuovo rapporto sulla situazione in Ucraina. Emerge un quadro drammatico. Ora che gli scontri armati sono cessati, รจ la vita quotidiana a uccidere

04/11/2015, Danilo Elia

Ci sono voluti almeno tre cessate il fuoco per mettere davvero a tacere le armi nellโ€™est dellโ€™Ucraina. Lโ€™ultima tregua, entrata in vigore lโ€™1 settembre scorso, sembra essere finalmente quella definitiva. Al ritiro dellโ€™artiglieria pesante dalla fascia demilitarizzata, รจ seguito quello delle armi leggere. Di fatto non si spara piรน lungo la linea di frizione. E gli zero nei bollettini quotidiani delle vittime parlano chiaro. Per la popolazione delle zone di guerra รจ una benedizione. Ma sono ora altri, giganteschi, i problemi che affiorano.

Il 3 novembre il Commissario per i diritti umani del Consiglio dโ€™Europa Nils Muiลพnieks ha diffuso un rapporto dettagliato sullโ€™Ucraina. Lโ€™ultimo, in ordine di tempo, di una serie di relazioni compilate dai principali organismi umanitari internazionali. Il quadro desolante tracciato racconta di 1,3 milioni di ucraini che non hanno accesso allโ€™acqua potabile, di un sistema sanitario disintegrato, di mancanza di cure e medicinali per malati gravi, di un aumento dei malati di Aids, e di 1,5 milioni di sfollati interni con gravi limitazioni della libertร  di movimento.

Senzโ€™acqua

La mancanza di acqua pulita colpisce quasi la metร  dei residenti nelle zone controllate dai separatisti filorussi, le cosiddette repubbliche di Donetsk e Luhansk. Acquedotti danneggiati dalla guerra o dalla totale mancanza di manutenzione, pompe che funzionano a singhiozzo per i frequenti blackout e difficoltร  di accesso alla rete a causa di campi minati e ordigni inesplosi, rendono lโ€™acqua potabile un lusso disponibile quasi esclusivamente nelle principali cittร . I numerosi villaggi, sparsi per la pianura del Donbass, vivono la situazione peggiore.

Un recente studio della Missione speciale di osservazione in Ucraina (SMM) dellโ€™Osce, lโ€™Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, ha rivelato un alto rischio sanitario, con un aumento delle malattie legate allโ€™uso di acqua contaminata, anche per il discontinuo uso di cloro e disinfettanti nella rete idrica. รˆ chiaro che sono i soggetti piรน vulnerabili a risentirne maggiormente, come i bambini e i malati.

Esecuzioni sommarie e torture

Lโ€™allarme per le condizioni di vita di gran parte della popolazione del Donbass si scontra con la difficoltร  per gli osservatori internazionali e per le organizzazioni anche non governative di operare su un territorio controllato da autoritร  non riconosciute, spesso senza chiare gerarchie e un’unica catena di comando. Molte volte, miliziani armati impediscono lโ€™accesso degli operatori internazionali alle zone interessate. E il fondato sospetto รจ che dietro la mancanza di collaborazione dei separatisti ci sia lโ€™esigenza di nascondere gravi violazioni dei diritti umani.

Lโ€™Ufficio per i diritti umani delle Nazioni unite (OHCHR) ha diffuso a settembre un rapporto inquietante. โ€œAbbiamo avuto notizie di omicidi, rapimenti, torture, maltrattamenti, violenze sessuali, lavori forzati ed estorsioni di denaro nelle repubbliche di Donetsk e Luhanskโ€, ha detto Gianni Magazzeni, direttore del settore Americhe, Europa e Asia dellโ€™OHCRH. โ€œSi stima che siano tre milioni le persone che continuano ad abitare in questi territori. Tre milioni di persone che vivono senza alcuna tutela dei diritti umaniโ€.

Ospedali distrutti

Il Donbass esce da piรน di un anno di guerra combattuta tra le periferie delle cittร , nei villaggi, tra case di legno e condomini prefabbricati di epoca sovietica. Gran parte delle 8mila vittime sono civili. Colpi di obice e mortaio hanno crivellato una delle aree piรน densamente popolate dellโ€™Ucraina. Innumerevoli sono state le abitazioni colpite. Ma non sono stati risparmiati nemmeno asili, scuole e ospedali.

Secondo il rapporto dellโ€™OHCHR, qualcosa come 150 strutture sanitarie sono state distrutte dai bombardamenti indiscriminati. Ospedali e mezzi di soccorso, chiaramente indicati e riconoscibili, sono stati bersagliati dallโ€™artiglieria. Il governo di Kiev ha da un anno sospeso ogni finanziamento e fornitura di attrezzature e medicinali agli ospedali nelle aree fuori dal proprio controllo. Passata lโ€™emergenza dei feriti in guerra, gli ospedali di Donetsk e Luhansk continuano la loro attivitร  cercando di far fronte alla mancanza di attrezzature e medicinali โ€“ soprattutto per terapie specialistiche, come antiretrovirali, insulina, cure per la tubercolosi e attrezzature per la dialisi โ€“ grazie agli aiuti delle organizzazioni umanitarie.

Ma la situazione รจ persino piรน grave per i malati non ricoverati, per gli anziani e i disabili che hanno difficoltร  a raggiungere gli ospedali, e per chi vive nei villaggi lontano da Donetsk e Luhansk.

Mine antiuomo

Chi รจ sul territorio queste cose le sa bene. Evgenij Shibalov รจ uno dei fondatori di Cittadini responsabili (Otvestvennje grazhdane), unโ€™organizzazione umanitaria formata da volontari tutti di Donetsk nata durante la guerra. Per mesi, รจ toccato a loro fare il lavoro sporco. โ€œLe grandi organizzazioni non vogliono correre rischiโ€, ha raccontato a OBC โ€œquando si sparava ogni giorno eravamo gli unici a raggiungere le zone sotto i colpi dellโ€™artiglieria per distribuire medicine e cibo a chi ne aveva bisognoโ€. Evgenij e i suoi ogni mattina raccoglievano gli aiuti nelle sedi delle organizzazioni internazionali e li portavano fin sulla prima linea, nei quartieri sotto il fuoco incrociato delle parti in guerra, nei villaggi remoti. Anche adesso che il pericolo non sono piรน mortai e obici ma ordigni inesplosi e campi minati, nessuno come loro raggiunge in modo capillare le zone piรน remote.

Ma non basta. La carenza di medicine per cure specialistiche espone i malati e i loro familiari a un duplice rischio. A quello di unโ€™interruzione della cura di malattie gravi, come per esempio lโ€™Aids, si aggiunge il pericolo di andare a procurarsi i medicinali nei territori controllati dal governo, dove sono disponibili. Chi lo fa, spesso preferisce evitare i checkpoint militari e passare per strade secondarie o per i boschi, dove รจ altissima la possibilitร  di inciampare in un ordigno inesploso o una mina. Secondo gli ultimi dati disponibili, era questa la causa di almeno un quarto delle vittime nel periodo febbraio-agosto. E ora che le armi non sparano piรน รจ con tutta probabilitร  la principale. โ€œIl numero delle vittime civili da mine e ordigni inesplosi resta altoโ€, ha dichiarato recentemente lโ€™Alto commissario Onu per i diritti umani, Zeid Raad al-Hussein.

Gruppi armati

A preoccupare, perรฒ, non sono solo le condizioni degli abitanti delle zone sotto controllo dei separatisti. โ€œAbbiamo raccolto orribili testimonianze di esecuzioni sommarie compiute da gruppi armati, ma anche dallโ€™esercito ucrainoโ€, ha reso noto Raad al-Hussein. โ€œCosรฌ come torture e maltrattamenti in detenzione, sia da parte di gruppi armati che della polizia ucrainaโ€.

Anche al di fuori delle aree separatiste esiste una zona grigia per i diritti umani. Lโ€™intera regione dellโ€™est sottoposta alle azioni militari di Kiev resta ancora in gran parte soggetta a una labilitร  del diritto. La Missione di monitoraggio dei diritti umani Onu in Ucraina (HRMMU) denuncia senza mezzi termini lโ€™inattivitร  delle autoritร  ucraine nellโ€™indagare e punire i numerosissimi casi di torture e violenze commesse dalle forze armate o dai battaglioni paramilitari nella zona di operazioni militari (Ato). Segno che la strada verso una pacificazione del paese richiede uno sforzo maggiore non solo da parte dei leader separatisti ma anche da parte delle autoritร  di Kiev.

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