31 marzo 2020
(© frank60/Shutterstock)

Insieme a numerose organizzazioni attive nella difesa dei diritti umani, OBCT chiede che il provvedimento pensato per alleggerire l'affollamento delle carceri in vista della diffusione del Coronavirus comprenda anche giornalisti, intellettuali e filantropi detenuti ingiustamente con accuse di terrorismo, quali ad esempio Ahmet Altan e Osman Kavala. Ecco il testo integrale dell'appello.

Vista la crescente preoccupazione sulla diffusione del Covid 19 nelle carceri, il governo turco sta accelerando la preparazione di un decreto legge che dovrebbe decidere il rilascio di 100.000 detenuti. Un gesto che accogliamo con favore. Strutture sovraffollate e la mancanza di dotazioni igieniche di base costituiscono già una serie minaccia alla salute della popolazione carceraria, che ammonta a circa 300.000 detenuti e circa 150.000 addetti alla sicurezza. La pandemia del Coronavirus non farà che aggravare la situazione. In ogni caso resta la nostra preoccupazione per i giornalisti e i difensori dei diritti umani che resteranno in carcere, visto che le accuse di terrorismo non rientreranno nel pacchetto di misure governative.

Le organizzazioni firmatarie di questo appello chiedono alle autorità turche di rilasciare subito giornalisti e difensori dei diritti umani che sono stati ingiustamente condannati o accusati di crimini legati al terrorismo.
Secondo la legge attuale, i detenuti possono godere di libertà condizionata dopo aver scontato almeno due terzi della pena. La bozza di legge che si prevede sia approvata a giorni dal Parlamento li renderebbe in grado di godere di libertà condizionata dopo aver scontato metà della pena; donne incinte e detenuti oltre i 60 anni di età con problemi di salute saranno messi agli arresti domiciliari. Ma alcuni reati, compreso il terrorismo, non permettono di essere inclusi nei benefici. La nuova legge non si applicherebbe alle detenzioni preventive o alle pene per cui è stato presentato appello in secondo grado. Si tratterebbe così del terzo pacchetto di riforme compreso nella Strategia di Riforma Giudiziaria presentata la scorsa estate.

Il terrorismo è un reato molto grave ma in Turchia la legislazione anti-terrorismo è ampiamente applicata ai danni di giornalisti, accademici, avvocati e difensori dei diritti umani. Come documentato nei tanti processi che abbiamo seguito, molti imputati devono subire lunghe detenzioni preventive o sono condannati per terrorismo semplicemente per aver espresso opinioni di dissenso, senza alcuna prova che abbiano mai incitato o ricorso alla violenza, o che abbiano aiutato organizzazioni illegali.

Tra questi, il grande giornalista e scrittore Ahmet Altan, il politico curdo Selahattin Demirtaş, il filantropo Osman Kavala, oltre a numerosi accademici, difensori dei diritti umani e giornalisti. Demirtaş ha già manifestato problemi cardiaci in prigione, e sia Altan e Kavala hanno più di 60 anni, per cui rientrerebbero nella categoria più vulnerabile al Covid 19.

Noi chiediamo al governo e al Parlamento di fare in modo che le misure prese per alleggerire il rischio sanitario in carcere rispettino il principio di non discriminazione. L'effetto della proposta di legge è quello di escludere alcuni detenuti dal rilascio sulla base delle loro opinioni politiche. Migliaia di persone sono dietro le sbarre semplicemente per aver esercitato i loro diritti alla libertà di espressione e di assemblea. Adesso devono affrontare un rischio sanitario senza precedenti. Se non bastasse, dovrebbero comunque essere rilasciati perché non costituiscono alcun pericolo per l'ordine pubblico o la sicurezza degli altri. Questa è un'opportunità per mettere fine alla loro ingiusta detenzione, per non farli affrontare un virus così contagioso senza norme igieniche sufficienti né cure mediche.

Firmatari

ARTICLE 19
Punto24, Platform for Independent Journalism
Amnesty International
ARTICOLO 21 
Association of European Journalists (AEJ_
Cartoonists’ Rights Network International (CRNI)
Committee to Protect Journalists (CPJ)
Danish PEN
English PEN
European Centre for Press and Media Freedom (ECPMF)
European Federation of Journalists (EFJ)
Freedom House
German PEN
Index on Censorship
Initiative for Free Expression – Turkey (IFoX)
International Press Institute (IPI)
IPS Communication Foundation/bianet
IFEX – the Global Network Defending and Promoting Free Expression
Norwegian PEN
Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa (OBCT)
PEN Canada
South East Europe Media Organisation (SEEMO)
Swedish PEN
Wan-Ifra/World Association of News Publishers

Questa pubblicazione è stata prodotta nell'ambito del progetto European Centre for Press and Media Freedom, cofinanziato dalla Commissione europea. La responsabilità sui contenuti di questa pubblicazione è di Osservatorio Balcani e Caucaso e non riflette in alcun modo l'opinione dell'Unione Europea. Vai alla pagina del progetto