Abbiamo analizzato i siti web di notizie in Transnistria dopo un anno e mezzo dall'insediamento del nuovo presidente Vadim Krasnoselski. Sono emerse prove evidenti di rimozione selettiva di articoli "scomodi", ma nessun segno di epurazioni nelle redazioni

18/06/2018 -  Giorgio Comai

In Transnistria – stato de facto indipendente situato all'interno dei confini internazionalmente riconosciuti della Moldavia – a seguito del voto per le presidenziali del dicembre 2016 il rischio di aumento delle tensioni sembrava particolarmente elevato poiché Vadim Krasnoselski, uscito vincitore dalla tornata elettorale, aveva minacciato di imprigionare il presidente uscente Yevgeny Shevchuk in diretta TV durante un dibattito pre-elettorale. Inoltre figure di alto rilievo vicine a Shevchuk sapevano di avere molto da perdere in caso di risultato elettorale sfavorevole. La transizione, tuttavia, è stata gestita pacificamente – almeno in parte, sotto l'attenta vigilanza di Mosca – al fine di evitare una grave crisi.

Se, in cambio di un'uscita di scena pacifica, Shevchuk e gli altri membri della sua cerchia ristretta erano stati rassicurati sulla loro sicurezza, l'accordo non è stato però poi mantenuto. L'ex presidente è dovuto fuggire a Chişinău per paura di dover subire un processo a Tiraspol, e un certo numero di funzionari di alto rango (tra cui l'ex ministro degli Interni, il capo del Comitato doganale e il capo della Banca repubblicana) sono stati incarcerati. A quanto pare, molti altri avrebbero trovato rifugio a Odessa.

I funzionari di grado più basso hanno invece per lo più mantenuto il posto. Ma che ne è stato dei giornalisti dell'emittente statale Pervy Pridnestrovski? Il canale televisivo è stato un elemento centrale della lotta pre-elettorale, con notizie che promuovevano esplicitamente la linea dell'allora presidente Shvechuk, incolpando l'opposizione (guidata dal futuro presidente Vadim Krasnoselski) della crisi economica e gettando dubbi su motivazioni e interessi del contendente Krasnoselski e dei suoi sostenitori nella potente holding Sheriff.

Poco dopo le elezioni, Pervy Pridnestrovski ha iniziato a definire come criminali le stesse politiche che aveva presentato in una luce positiva fino a poco tempo prima, riportando debitamente le indagini su funzionari di alto rango del governo precedente. Nel suo primo incontro con i giornalisti come presidente eletto, Krasnoselski aveva dichiarato che non si sarebbe vendicato di coloro che lavoravano nei media statali e nei servizi di sicurezza che si sono schierati con Shevchuk prima del voto. Tuttavia, la vecchia dirigenza del canale televisivo è stata rimossa già prima dell'investitura di Krasnoselski, e secondo alcune fonti un certo numero di giornalisti ha lasciato la Transnistria all'indomani del voto.

Com'è andata a finire? I giornalisti dei media statali sono rimasti o se ne sono andati? E la nuova dirigenza ha rimosso le notizie pubblicate durante la dura campagna presidenziale?

Cancellare notizie scomode

Queste domande possono essere affrontate analizzando sistematicamente i siti web dei principali organi di informazione prima e dopo il voto. Sfortunatamente, in precedenza non avevo tenuto copia del sito di Pervy Pridnestrovski. Tuttavia, solo poche settimane prima delle elezioni, ne avevo analizzato il canale YouTube per un altro articolo. La seguente tabella elenca tutti i video che erano sul canale di Pervy Pridnestrovski il 25 novembre 2016 (due settimane prima del voto), ma non erano online al momento della stesura di questo articolo a fine maggio 2018. Sembra molto probabile che la stragrande maggioranza delle 27 clip così identificate (vedi elenco completo) siano state rimosse per motivi politici, in quanto si concentrano principalmente sulle attività di Krasnoselski e dei suoi sostenitori del gruppo imprenditoriale Sheriff, accusati in quegli articoli di condotta criminale o altamente dannosa per la Transnistria.

Anche le pagine corrispondenti a questi video sono state rimosse dal sito web ufficiale del canale TV, ma le prove dell'esistenza di questi materiali rimangono online: un sito web di proprietà privata che rispecchia i contenuti di Pervy Pridnestrovski conserva ancora tutte le pagine corrispondenti (vedi link di esempio), mentre molti video sono disponibili sul social network Odnoklassniki (vedi link di esempio) o altrove su Internet.

È successo lo stesso con l'agenzia di stampa Novosti Pridnestrov'ia?

Novosti Pridnestrov'ia è un'agenzia di notizie di Tiraspol di proprietà delle autorità locali. Hanno anche loro rimosso selettivamente vecchie notizie in contrasto con la narrazione presentata dalle nuove autorità?

Paragonando una versione dell'archivio di Novosti Pridnestrov'ya risalente all'inizio di ottobre 2016 (quasi due mesi prima del voto), che avevo usato per le mie ricerche, con un elenco di pagine ancora disponibili sul sito web a fine maggio 2018 (oltre 70.000 notizie in totale), risulta ancora una volta che una serie di articoli sono stati selettivamente rimossi per scopi politici.

Sfortunatamente, a causa della tempistica di scraping, l'elenco (vedi elenco completo) non include alcun materiale pubblicato dopo il 5 ottobre e prima del voto dell'11 dicembre 2016. Tuttavia, è evidente una rimozione selettiva dei contenuti. Alcuni degli articoli rimossi includono forti critiche agli oppositori dell'allora presidente Shevchuk. Tuttavia, la maggior parte delle notizie rimosse in questo caso riguarda in realtà aspetti economici, in particolare il commercio di valuta gestito dalla Banca repubblicana della Transnistria, oltre ad articoli di cronaca contenenti accuse alle società della holding Sheriff, il cui appoggio a Krasnoselski e, più in generale, i contrasti con l'allora presidente Shevchuk, sono stati parte fondamentale della campagna elettorale. Va inoltre ricordato che le attività della Banca repubblicana della Transnistria nel 2016 sono attualmente al centro di inchieste giudiziarie in Transnistria e che negli anni di Shevchuk dibattiti governativi sulla politica monetaria della Transnistria hanno spesso visto opporsi autorità centrali e gli interessi del gruppo Sheriff e delle banche private ad esso collegate.

Se le notizie sono state rimosse, che cosa è successo ai giornalisti che le hanno riportate?

Come spesso accade per le agenzie di stampa, Novosti Pridnestrov'ia non cita gli autori dei materiali che pubblica. Al contrario, il sito del canale televisivo Pervy Pridnestrovski pubblica spesso sul proprio sito il nome dei giornalisti a fianco del sito. Considerando l'alta frequenza delle pubblicazioni (Pervy Pridnestrovski ha pubblicato oltre 4.500 articoli sul suo sito e oltre 6.000 video su YouTube solo nel 2017), la rimozione di circa due dozzine di articoli non preclude la possibilità di analizzare la traiettoria dei singoli giornalisti, in particolare quelli che apparivano abitualmente in TV.

Per affrontare questa domanda, ho analizzato le quasi 20.000 pagine attualmente disponibili sul sito del canale TV Pervy Pridnestrovski e ho estratto il nome dell'autore di ciascun segmento di notizie attualmente disponibile sul sito web. Prima di entrare nei dettagli, ecco alcune statistiche descrittive per fornire un contesto.

Una quota crescente di notizie pubblicate sul sito web di Pervy Pridnestrovski include riferimenti ai giornalisti autori del servizio.

Quanti giornalisti sono citati come autori degli articoli e quanti pubblicano regolarmente? Nei grafici seguenti, i contributori "regolari" sono identificati come coloro che hanno scritto in media almeno una notizia a settimana in un dato anno.

 

I contributori regolari sono dietro la stragrande maggioranza delle notizie per le quali l'autore è citato in ciascuno degli ultimi cinque anni. La domanda è: sono gli stessi giornalisti? Le elezioni presidenziali del dicembre 2016 hanno portato ad un inaspettato numero di licenziamenti?

Questo non sembra essere il caso né per i contributori occasionali né per quelli regolari. Solo due dei dieci giornalisti apparsi regolarmente sugli schermi di Pervy Pridnestrovski nel 2016 hanno lasciato il lavoro alla fine dell'anno, in linea con la cifra corrispondente degli anni precedenti.

Includendo anche contributori occasionali (chiunque sia stato citato come autore di almeno un servizio) e dati incompleti per i primi cinque mesi del 2018, il numero di giornalisti che ha lasciato dopo il voto presidenziale del dicembre 2016 sembra in linea con i dati degli anni precedenti (considerando anche il fatto che il numero totale di giornalisti è aumentato).

Ma allora... perché se ne sono andati?

Ci sono buone ragioni per credere che i due giornalisti che hanno lasciato alla fine del 2016 lo abbiano fatto a causa dell'esito delle elezioni. Infatti, entrambi hanno lasciato il canale televisivo subito dopo il voto.

Uno di loro era senior editor della sezione informazione e notizie politiche. Prima delle elezioni, ha scritto articoli che mettevano in discussione l'indipendenza di Krasnoselski (alcuni sono ancora disponibili online). I suoi ultimi servizi sono stati trasmessi e pubblicati l'11 dicembre, lo stesso giorno del voto. L'altro, che lavorava sempre su aspetti politici ed economici, ha lasciato l'azienda due settimane dopo il voto. Anche lui aveva contribuito a materiali che mettevano in discussione le motivazioni del gruppo Sheriff che sosteneva Krasnoselski.

Questi sembrano essere gli autori delle notizie più esplicite che sono state in seguito rimosse dal sito web. Tuttavia, altri articoli rimossi sono attribuiti a giornalisti che hanno continuato a lavorare per Pervy Pridnestrovski.

Niente di strano?

Questi dati presentano una storia che non è particolarmente sorprendente e può essere riassunta come segue. Un nuovo presidente arriva al potere attraverso elezioni competitive in un contesto non democratico. I media di proprietà statale hanno sostenuto, ma senza successo, il presidente in carica; dopo le elezioni, il top management e alcuni giornalisti che si sono concentrati sulla cronaca politica vengono licenziati o lasciano spontaneamente il lavoro. La maggior parte dei giornalisti mantiene il proprio posto e si adatta alle nuove circostanze. La nuova dirigenza controlla gli archivi online, trova alcuni materiali che sono in netto contrasto con la narrazione proposta dalla nuova leadership politica, e decide di rimuoverli. Questi servizi non includono dettagli particolarmente compromettenti, sembra improbabile che attirino un'attenzione significativa (chi va a leggere notizie vecchie?) e tutti gli interessati conoscerebbero il contesto in cui sono stati pubblicati. Eppure, qualcuno deve aver pensato che, semplicemente perché in contrasto con la narrazione politica attualmente accettabile, non meritano la legittimità di essere ospitati sul sito ufficiale di un canale di proprietà del governo.

Nulla in questa storia sembra particolarmente sorprendente, tuttavia è una storia che vale la pena di riportare, in quanto dinamiche simili possono spesso non essere documentate: nell'era di Internet, quanto è frequente la censura retrospettiva e selettiva dopo un cambiamenti di regime politico o nella proprietà dei media?

I dati e il codice utilizzato per realizzare i grafici inclusi in questo pezzo sono disponibili su GitHub

 

Questo articolo è pubblicato in collaborazione con

e distribuito con licenza CC BY-SA 4.0


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