Tra pochi giorni avverrà il trasporto di 30 tonnellate di Piralen dalla Serbia verso un inceneritore tedesco. Il progetto di bonifica è iniziato a seguito della firma della Convenzione di Stoccolma da parte del Governo della Repubblica Serba.

10/10/2002 -  Anonymous User

Mentre lo scorso 3 ottobre presso la sede della Missione OSCE di Belgrado avveniva la presentazione della "Guida alla nuova legislazione per l'ambiente" su CD-Rom, in questi giorni la Serbia si prepara a liberarsi di una vera e propria bomba ecologica (Danas 5-6.10.2002).
Secondo dichiarazioni rilasciate dalla Ministra per l'Ambiente Andjelka Mihajlov, entro la metà di ottobre verrà portato a termine il trasporto in Germania di circa 30 tonnellate di Piralen (Policloruro di fenile - PCB) - sostanza da tempo proibita in tutto il mondo - dove verranno distrutte presso l'inceneritore ABB (Politika, 03.10.2002).
Il progetto di bonifica del territorio della FRY dai depositi di Piralen, un olio un tempo usato per sistemi di raffreddamento poi definito altamente cancerogeno e quindi proibito, è cominciato a seguito della firma della Convenzione di Stoccolma - avvenuta nel maggio di quest'anno - da parte del Governo Serbo. La firma di detta convenzione prevede infatti l'obbligo dell'eliminazione di tutto il Piralen presente sul territorio jugoslavo entro il 2015.
"In Jugoslavia non esiste alcun deposito adibito allo stoccaggio di questa pericolosa sostanza" ha dichiarato la Ministra in occasione della sua visita alla "Iskra-Nameska" dove ha assistito al travaso dalla vecchia cisterna - in cui l'olio era depositato dal 1995 - in bidoni adibiti al trasporto, "e non abbiamo nemmeno siti dove poterlo distruggere". "Inoltre" ha aggiunto la dr. Mihajlov "non possediamo dati precisi sulla quantità di Piralen presenti in Serbia e possiamo basarci solo su stime fatte dal nostro ministero". Secondo queste stime si parla di circa 500 tonnellate, di cui 150 vengono ancor'oggi usate per i trasformatori della "Elektroprivreda"
(Ekoforum e Blic, 02.10.2002).

La copertura del costo di trasporto e distruzione - circa 17.000 Euro - di queste 30 tonnellate di Piralen e della cisterna che verrà bonificate e riciclata, sarà coperto dall'UNOPS (United Nation Enviromental Programm). Non si tratta in realtà del primo trasporto di questo tipo. Durante il 2002 sono già state trasportate in Germania altre 31 tonnellate dalla raffineria "Nis" di Novi Sad, mentre le 250 tonnellate della fabbrica "Zastava" di Kragujevac sono state incenerite in Svizzera.
Si attende ora la conclusione della complessa procedura amministrativa e burocratica. Il Governo della Repubblica di Croazia ha richiesto persino il versamento di una garanzia finanziaria per il transito del pericoloso carico, a coperture del rischio che esso rimanga sul proprio territorio.


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