Inizia questa sera il Festival di Cannes e si concluderà il 22 maggio. Tra i favoriti i registi romeni Mungiu e Puiu

11/05/2016 -  Nicola Falcinella

Un Festival di Cannes , aperto stasera da “Cafè Society” di Woody Allen, che si annuncia sulla carta molto interessante e con la Romania sicura protagonista. La cinematografia più vivace e premiata dei Balcani in questo scorcio di secolo presenta ben tre pellicole nella selezione, con le sue due punte di diamante in corsa per la Palma d'oro.

Il festival, che si concluderà il 22 maggio con la cerimonia di premiazione, allinea 21 film in concorso: tra questi “Bacalaureat - Graduation” di Cristian Mungiu (che già vinse nel 2007 con “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni”) con Maria-Victoria Dragus e Vlad Ivanov e “Sieranevada – Sierra Nevada” di Cristi Puiu (conosciuto per “La morte del signor Lazarescu), riunione di famiglia alla morte del patriarca con Mimi Branescu, Bogdan Dumitrache.

In una competizione senza grandi favoriti, se non “The Salesman” dell'iraniano Asghar Farhadi aggiunto al programma in un secondo tempo o i soliti fratelli Dardenne, Mungiu e Puiu hanno buone chance di premi: il primo è stato in gara sulla Croisette e ha ottenuto riconoscimenti entrambe le volte, il secondo, spesso relegato nel parallelo Un certain regard, potrebbe finalmente vedersi riconosciuto il talento che possiede.

Importante la presenza, tra le Séance Spéciale, del documentario italo-greco “L'ultima spiaggia” di Thanos Anastopoulos e Davide Del Degan. Un ritratto degli storici bagni Pedocin di Trieste dove ancora uomini e donne sono separati da un muro. Un anno di osservazione per una riflessione, in forma di tragicommedia, sui confini, le identità e le generazioni. Anastopoulos è uno dei registi greci più importanti delle ultime generazioni (ha partecipato a Rotterdam, Berlino e Toronto con i tre lunghi di finzione “Atlas”, “Correction” e “The Daughter”), Del Degan si è segnalato con diversi cortometraggi.

Nel “Regard”, con altri 16 titoli in maggioranza di esordienti ed emergenti (c'è pure la storia di malavita “Pericle il nero” di Stefano Mordini con Riccardo Scamarcio), compete “Caini - Dogs” opera prima di Bogdan Mirica. Una coproduzione Romania, Francia e Bulgaria, con un bel cast composto da Dragos Bucur, Gheorghe Visu e Vlad Ivanov. Nella sezione anche “Uchenik” del russo Kirill Serebrennikov, vincitore della Festa di Roma con “Playing The Victim” e già in concorso a Locarno e Venezia.

Ancora romeni tra i cortometraggi. Nel concorso internazionale è stato selezionato “4.15 p.m. Sfarsitul lumii” di Catalin Rotariu e Gabi Virginia Sarga. Nella Cinéfondation, riservata ai prodotti delle scuole di cinema, ci sono “Toate fluviile curg in mare” di Alexandru Badea dell'Unact Caragiale di Bucarest e il bosniaco “Dobro” di Marta Hernaiz Pidal prodotto dalla film factory di Sarajevo.

Si annuncia interessante, in gara nella Semaine de la critique, “Albüm”, esordio del turco Mehmet Can Mertoglu, una coproduzione Turchia, Francia e Romania.

Nella Quinzaine des realizateurs, nella quale sono stati inseriti ben tre lungometraggi italiani (“Fai bei sogni” di Marco Bellocchio, “Fiore” di Claudio Giovannesi e “La pazza gioia” Paolo Virzì), ci sono i cortometraggi “Import” di Ena Sendijarević su una famiglia di profughi bosniaci che arriva in un villaggio olandese nel 1994, il georgiano “Léthé” di Dea Kulumbegashvili, “Listening to Beethoven” del grande animatore russo Garri Bardine e “Zvir” del croato Miroslav Sikavica.

Infine in Cannes Classic ci sarà il restaurato “Dolina miru – La valle della pace” (1956) di France Štiglic, uno dei capolavori del cinema sloveno, che al 10° Festival di Cannes vinse il premio per il miglior attore con John Kitzmiller.


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