Nelle scorse erano scoppiati scontri tra studenti albanesi e macedoni. Nel villaggio di Shemsevo aperta una diatriba attorno al nome di una scuola elementare. Le autorità cercano di mediare ma la tensione rimane alta.

29/11/2002 -  Anonymous User

Dopo gli scontri delle scorse settimane tra studenti delle scuole superiori macedoni ed albanesi di Struga, città sul lago di Ohrid, sono ricominciate le lezioni in una delle scuole coinvolte negli scontri, la "Niko Nestor". Il ritorno alla "normalità" è stato garantito grazie ad un numero ingente di poliziotti che hanno stazionato nei giardini di alcuni edifici scolastici e nei rispettivi giardini.
Sasho Cholakovski, da poco nominato portavoce del Governo, in una conferenza stampa ha chiarito come alla base degli scontri vi fosse una chiara volontà politica e questo, secondo il rappresentante del Governo, sarebbe dimostrato dal fatto che "al momento dell'inizio degli scontri né il preside della 'Niko Nestor' né il capo della polizia del dipartimento di Struga erano nei loro uffici.
Non è arrivata ancora ad una conclusione la vicenda riguardante una scuola elementare nel villaggio di Shemshovo. Tutto ha avuto inizio quando la componente albanese della popolazione del villaggio ha proposto il cambio di nome della scuola intitolata a "Dame Gruev" (rivoluzionario macedone d'inizio secolo) per sostituire quest'ultimo con "Jumni Jonuzi" (un insegnante locale con un passato per alcuni - macedoni - ambiguo). La proposta di cambiamento è stata sostanziata dalla posa nel giardino della scuola di un busto di Jonuzi. Questo ha acceso immediatamente gli animi tra le due componenti etniche. Dopo lunghe negoziazioni (difficili visto che ciascuna delle due parti ha continuato ad accusare l'altra di tentare di perpetrare pulizia etnica). E' stata trovata una soluzione salomonica che non ha però allentato la tensione sul campo. La scuola è stata rinominata con il nome del villaggio ed il busto spostato dal giardino della scuola in un'altra posizione. Ma gli studenti macedoni di Shemsevo non sono ritornati a frequentare le lezioni, "non lo faremo sino a quando il busto verrà effettivamente rimosso, cosa non ancora avvenuta", hanno dichiarato.


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