L'Osservatorio consegna l'Appello al Presidente Prodi

Venerdì 5 ottobre 2001 a Trento è stato consegnato nelle mani di Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea, l'appello "L'Europa oltre i confini", per un'integrazione certa e sostenibile dei Balcani nell'Unione Europea

06/10/2001 -  Anonymous User

All'incontro con Prodi, avvenuto a porte chiuse presso il Palazzo della Provincia di Trento restaurato a nuovo, hanno partecipato oltre ai rappresentanti dell'Osservatorio sui Balcani, alcuni dei firmatari trentini dell'appello. Tra questi, il parlamentare Giovanni Kessler, il vice-Presidente della Provincia di Trento Roberto Pinter e il Preside della Facoltà di Giurisprudenza Roberto Toniatti.

Durante l'incontro il Presidente della Commissione Europea ha ribadito, come già detto nel suo intervento pubblico tenuto dal palco di Piazza Dante, l'importanza della sfida che i paesi europei stanno affrontando nella costruzione della "casa" Europa. "E' fondamentale l'apertura verso nuovi paesi, possibile solo se gli stati membri saranno disponibili a cedere alcune quote di sovranità" ha inoltre aggiunto.

In questo processo è essenziale costruire un'Europa in cui "non esistano rapporti di forza e predominanze", un'Europa che deve quindi tendere, riprendendo le parole di un parlamentare di minoranza rumeno, ad una "unione di minoranze".

Quindi un processo di integrazione che nasce dal basso, esattamente come recitato dal testo dell'appello consegnatogli. "In questo senso" - ha sottolineato il Dr. Roberto Toniatti in risposta a Prodi - "la realtà trentina ha già avviato molteplici relazioni transnazionali a vari livelli, tra università, istituzioni, territori, realtà della società civile".

In chiusura dell'incontro, i rappresentanti dell'Osservatorio hanno annunciato l''intenzione di organizzare la presentazione ufficiale dell'Appello, avvenuta in Italia poche settimane fa a Roma, anche nei Balcani. L'invito a partecipare a questo evento, previsto per la prossima primavera a Sarajevo in concomitanza del decennale dell'inizio della guerra in Bosnia Erzegovina, è stato accolto dal Presidente Prodi con molto interesse.


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