Si è conclusa la fiera del terzo settore Civitas. Quest'anno uno dei fili conduttori dell'iniziativa è stata l'Europa allargata: in collaborazione con l'Osservatorio sui Balcani. Una cronaca dell'iniziativa

01/01/2004 -  Anonymous User

Civitas e l'Europa allargata. E' questa forse una delle maggiori novità dell'edizione 2004 della fiera del terzo settore che si è tenuta dal 30 aprile al 1 maggio scorsi a Padova.

Il 2004 rappresenta un momento cruciale nel processo di allargamento dei confini dell'Unione. Il primo maggio scorso sono entrati a farne parte dieci nuovi Paesi che saranno tra i protagonisti del nuovo futuro europeo.

"Cittadinanza europea - Azioni per la Qualità della Vita della Persona e delle Comunità" è il titolo del progetto centrale che è stato proposto a Civitas 2004, curato assieme all'Osservatorio sui Balcani, tra i primi in Italia ad aver evidenziato il carattere imprescindibile di un'Europa allargata anche ai vicini del sud-est Europa: per superare le contraddizioni di un'area balcanica dove ancora non si può parlare di pace; per superare le contraddizioni di un'Europa mutilata, non ancora in grado di far valere il suo portato sullo scenario internazionale.

Il progetto segna un passaggio importante nel percorso che in questi anni ha caratterizzato la Mostra Convegno della Solidarietà e dell'Economia Sociale e Civile: dopo una fase di forte e necessaria testimonianza di natura etico - culturale, oggi non si può eludere il dialogo con i territori che rappresentano lo specchio della "vecchia Europa".

La sfida che si pone è quella di una cittadinanza aperta e responsabile. E' la sfida dell'Europa, in grado di mettere in campo la propria tradizione di civiltà, di presidio dello stato di diritto, di spazio di libertà e di etica sociale: un'Europa che vuole vivere nella tradizione laica e cosmopolita delle sue città, nell'irriducibilità dei suoi territori che resistono all'appiattimento e alle dinamiche dello spaesamento proponendosi come soggettività forti nello spazio globale.

"Abbiamo pensato a Civitas come contributo alla cittadinanza europea, testimoniata dalle esperienze di economia sociale e dei territori. Per questo abbiamo invitato molti terriori del sud-est Europa che in questi anni hanno intrecciato forti legami con l'Italia", ricorda Samuela Michilini, dell'Osservatorio sui Balcani. Civitas 2004, un'agorà della cittadinanza europea.

"Tre in particolare i temi attorno ai quali si sono articolate le varie iniziative" - chiarisce Mauro Cereghini, direttore dell'Osservatorio - "innanzitutto una riflessione su quale sia la forma di partecipazione attiva e quale il luogo di governo più vicino alla persona ed in grado di orientare la politica verso l'interesse di una qualità della vita del singolo e delle comunità". "Poi" - prosegue Cereghini - "abbiamo affrontato la necessità di una rivalutazione delle politiche volte a restituire il primato alla dignità della persona. Infine ci siamo soffermati sul ruolo delle città, e di una rete tra le città europee, per favorire una democrazia che sia effettivamente partecipata".

All'interno della Mostra Convegno vi è stata la presenza di 5 stand espositivi da città dei Balcani, gestiti dalle municipalità locali con la presenza dell'associazionismo e delle istituzioni del territorio. Gli stand sono stati posizionati nel cuore della manifestazione, nei pressi della piazza centrale dell'evento, Piazza Europa.

Civitas ha rappresentato un importante momento per far conoscere le attività di questi programmi di cooperazione decentrata ad un pubblico più ampio (sono più di 40.000 i visitatori della fiera) ma anche per favorire la rete ed i contatti tra i vari territori del sud-est Europa presenti. Ne sono nate importanti opportunità per il prossimo futuro. Gli attivisti di Prijedor, città nel nord dela Bosnia Erzegovina, hanno ad esempio deciso di visitare la più giovane esperienza di Kraljevo, sud della Serbia, per poter presentare e dibattere con loro quanto è stato fatto sino ad ora; i rappresentanti dei contadini di Prijedor hanno stretto legami con quelli di Sarajevo, entrambi interessati alla promozione e valorizzazione dei prodotti locali; i giovani albanesi di Pejë/Peć si sono incontrati con i coetanei serbi di Kraljevo. Un percorso appena avviato, che va nella direzione di fare sistema, di fare in modo che i rapporti che l'Italia ha stretto con il sud-est Europa si rafforzino, intreccino e non siano esclusivamente bilaterali. Un modo, tra l'altro, per renderli più sostenibili.

L'appuntamento di Padova è stato inoltre ricco di seminari, conferenze e tavole rotonde. Non sono mancati gli eventi culturali tra i quali il più rilevante è stato la presentazione del documentario "Danubio, l'Europa si incontra", di Alberto Bougleux e Luca Rosini. Il racconto di un viaggio lungo il Danubio da Vienna a Belgrado. A promuoverlo l'Osservatorio sui Balcani che nel settembre scorso ha riunito centinaia di esponenti di quell' "Europa dal basso", di quella società civile europea che si trova spesso ad anticipare e sollecitare i passi delle istituzioni europee.


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