Secondo l'UE alcuni reattori bulgari vanno chiusi. Il Governo non condivide questa posizione ma si è in questi giorni dichiarato pronto a fare delle concessioni: "Chiuderemo, ma prima inviate degli esperti UE per valutare la sicurezza di questi impianti".

27/09/2002 -  Anonymous User

Il Governo bulgaro ha fatto marcia indietro. Almeno in parte. L'Unione europea da tempo insiste per la chiusura di due reattori nucleari della centrale di Kozloduy e pone questa richiesta all'interno delle trattative sull'entrata nell'UE. "Chiuderemo i due reattori" - si fa sapere dal gabinetto bulgaro - "però prima di farlo vogliamo che le autorità competenti dell'UE facciano un sopraluogo tecnico dei due reattori".
La nuova posizione è stata presentata il 24 settembre scorso dal Ministro per l'energia Milko Kovachev ed il Ministro per gli affari europei Meglena Kouneva.
Kovacev ha affermato che "non rappresenta alcun problema per la Bulgaria accettare la posizione comune degli Stati europei che chiedono che i reattori 3 e 4 delle centrale vengano chiusi entro il 2006, ma desideriamo comunque che sia la stessa UE a promuovere una dettagliata analisi della situazione dei reattori".
"Il Governo sorprende con la nuova posizione su Kozloduy", riporta il quotidiano 'Dnevnik' il 25 settembre scorso, e cita le parole dello stesso Kovachev che in questo caso pone più l'attenzione sul fatto che dovrà essere la stessa UE a provare che i due reattori vadano chiusi. "Su questo tema ci sono senza dubbio spazi di dialogo con la Commissione", ha aggiunto Melena Kouneva.
Dnevnik riporta anche le posizioni dell'opposizione che accusa il Governo di svendere gli interessi nazionali. "Non si può fare marcia indietro rispetto alla data stabilita nel memorandum di intesa con la Commissione europea sottoscritto nel 1999". "Dismettere i due reattori prima dell'entrata in funzione nel nuovo impianto nucleare di Belene significa la fine dell'energia nucleare in Bulgaria", affermano alcuni esperti.
Ed opinioni compatte a favore del nucleare e contro le pressioni UE emergono anche dalla lettura di altri quotidiani. In '24 Chassa' ad esempio si afferma che "il Ministro Kovachev, che in gioventù era presente all'inaugurazione dei reattori 3 e 4, dovrà ora chiuderli nonostante siano assolutamente sicuri". Si afferma inoltre che "l'accordo con l'UE che porterà alla chiusura dei due reattori implicherà la perdita per il Paese di ingenti risorse finanziarie e si farà sentire su ogni nucleo familiare".
'Trud' commenta "... l'impianto nucleare è ostaggio della morale dell'UE" ed un altro quotidiano - 'Sega' - sottolinea come sulla contrarietà alla chiusura dei due reattori vi sia un sostanziale consenso in Bulgaria "... tutte le forze politiche, gli esperti e la popolazione sembrano concordare sul fatto che siano sicuri e che occorre prolungare la loro esistenza il più a lungo possibile. Ma dobbiamo essere integrati nell'UE. E quindi il problema diviene da tecnico a politico. Entrambe le parti in causa, sia l'UE che la Bulgaria, si trovano a dover fare un passo indietro. E' quindi probabile che la Bulgaria entro il 2006 dismetterà i reattori e che l'UE invierà i suoi esperti".


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