Kozloduy

Sembrava un capitolo chiuso. Ed invece sull'impianto nucleare di Kozloduy si continua a discutere e litigare. Anche in seno alla compagine governativa.

25/11/2003 -  Anonymous User

Era stato uno dei punti sul quale il governo bulgaro aveva dovuto cedere rispetto a Bruxelles. La chiusura di due dei quattro reattori della centrale nucleare di Kozloduy. Non a norma rispetto agli standard europei. Ora arrivano le dichiarazioni in controtendenza da parte di una missione di dodici esperti del Gruppo per le questioni nucleari dell'Unione Europea. Secondo il capo della missione, Antonio Madona, citato dalla radio nazionale bulgara, i reattori III e IV della centrale nucleare di Kozlodui non comporterebbero pericoli secondo le normative europee in vigore. La stessa valutazione e' stata espressa anche dal rappresentante inglese Bill West, il quale ha aggiunto che sarà il governo bulgaro a decidere se chiuderli nel 2006. Secondo West tutte le raccomandazioni fatte nel corso delle missioni precedenti per migliorare la sicurezza dei reattori sono state eseguite da parte bulgara. Il rapporto conclusivo dell'attuale missione di esperti del Gruppo per le questioni nucleari dell'Unione Europea sarà pronto entro qualche settimana.
Il quotidiano bulgaro '24 Chassa' mette in rilievo lo scontro intestino al governo bulgaro sulla questione. "Non possiamo attenderci miracoli dal sopraluogo degli esperti UE", aveva dichiarato Solomon Passy, Ministro degli esteri bulgaro. Questa linea veniva subito ribadita anche dal Commissario europeo Gunter Ferhuegen. Rispondeva in modo polemico però il Ministro all'energia bulgaro Milko Kovachev, che in questi mesi si è strenuamente battuto contro la chiusura di parte dell'impianto di Kozloduy. "Queste dichiarazioni non fanno che interferire con il lavoro degli esperti". L'eventuale chiusura anticipata, ha inoltre affermato il Ministro dell'Energia bulgaro in un'intervista al canale televisivo Btv, comporterebbe la necessità di un sussidio da parte dell'Ue di 1,7 miliardi di euro per compensare le conseguenze economiche e sociali per la Bulgaria. "Ma sarebbe illogico agli occhi dei contribuenti dei Paesi dell'Europa occidentale pagare per far chiudere un impianto che funziona in modo sicuro", ha aggiunto il ministro Kovachev.

Kovachev in particolare è polemico per come il Ministero degli Esteri ha negoziato il capitolo nucleare con l'UE. I testi principali dei negoziati sono stati redatti dal Ministero dell'energia ma poi sono stati gli esperti di Solomon Passy a portare avanti le trattative. "Si era prevista la possibilità di chiudere i due reattori nel 2006 ma solo nel caso in cui si dimostrasse la loro reale pericolosità. Quest'ultima clausola è poi sparita", ha affermato Kovachev individuando poi due possibili strade che il Governo bulgaro può seguire. La prima, rinegoziare l'apertura dei due reattori. La seconda, ottenere, nel caso di chiusura, adeguate compensazioni.
Categorica però la presa di posizione del Primo ministro Simeone di Sassonia Coburgo-Ghota secondo il quale i due reattori vanno chiusi. "Non si può riaprire il capitolo energia delle negoziazioni con l'UE altrimenti entreremo nell'Unione nel 2030" ha affermato lo scorso 20 novembre. "Desidera o no la Bulgaria entrare a far parte pienamente dell'Unione entro il 2007 o intendiamo attendere ancora?".

Risponde il quotidiano Troud pubblica una lettera rivolta ai contribuenti europei. In quest'ultima si ricorda come i reattori di Kozloduy vengano erroneamente paragonati a quelli tristemente famosi di Chernobyl. "La Finlandia utilizza reattori costruiti con la medesima tecnologia. L'impianto nucleare di Kozloduy rispetta gli standard internazionali". Nella lettera si aggiunge poi che "quest'eccellente impianto nucleare è l'elemento più strategico dell'economia bulgara fornendo il 50% dell'energia del Paese. E' nostro desiderio sincero portare in Europa questo valore aggiunto. Per questo motivo ci rivolgiamo a voi, contribuenti europei, quali nostri unici alleati: aiutateci a far si che l'impianto di Kozloduy entri in Europa e che questa tecnologia moderna non venga gettata nell'immondizia della stupidità umana. In caso contrario peseranno sulle vostre spalle 1,7 miliardi di euro".

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