Anche nei Balcani si è iniziato a parlare in questi anni di Commissioni sulla Verità e sulla Riconciliazione, sulla falsariga di quanto avvenuto in Sud Africa. Ma l'urgenza di rielaborare il conflitto per poi superarlo è sentita solo da circoli ristretti.

20/07/2002 -  Anonymous User

Tutti i Paesi dei Balcani, seppur con mille contraddizioni, sembrano aver imboccato oramai la strada della pace o, come altri preferiscono dire, della "non guerra". Pian piano si riallacciano i rapporti diplomatici, economici e culturali con le Repubbliche vicine e si procede verso una progressiva ma costante apertura nei confronti del mondo esterno.Pochi però si fermano per cercare di capire cos'è successo in questi dieci anni di tragedie. Ciascuno preferisce tenersi le proprie verità e guardare avanti. In Bosnia spesso ad esempio ci si ritrova a sentire la frase: "Abbiamo già sofferto troppo per la guerra. Non bisogna parlarne, occorre andare avanti". Ma è forse possibile costituire un futuro su basi solide se alcuni nodi che hanno portato alla guerra non vengono affrontati? L'Osservatorio sui Balcani è stato in questi ultimi mesi attento a queste tematiche e si propone, anche in futuro, di seguirle in modo puntuale. Per ora si propongono ai lettori i tre testi sottoindicati.

Hannah Arendt a Belgrado
L'eredità di Hannah Arendt - Intervista con Dubravka Ugrešic
La verità sulla guerra ...
Verità e Riconciliazione: dibattito sulla Commissione in FRY


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