Festival di Cannes

Una volpe ed un coniglio che si rincorrono, la vita di un tredicenne, i litigi tra due vicini. Sono le storie raccontate da due cortometraggi ed un lungo, presentati da registi balcanici a Cannes. Un articolo di Nicola Falcinella, critico cinematografico.

30/05/2003 -  Nicola Falcinella

Un cortometraggio serbo premiato al Festival di Cannes, che quest'anno ha presentato pochissimi film dell'area balcanica. È "Bezi Zeko Bezi - Corri coniglio corri" di Pavle Vuckovic, 21 enne figlio del direttore dell' Institut za film di Belgrado, Miroljub. Il corto ha vinto la sezione "Cinefondation" dedicata ai lavori delle scuole di cinema di tutto il mondo e giudicata da una giuria presieduta da Emir Kusturica. Sette brevi minuti con l'inseguimento stilizzato di una volpe a un coniglio all'interno di una foresta innevata. Gli animali non sono altro che giovani mascherati, ma le tagliole e le trappole sono vere, così come il cacciatore. E se la volpe finta ha qualche esitazione a catturare il coniglio, non ne ha l'uomo armato che spara alla prima occasione. Nel finale sono ancora la follia, la violenza e la morte a prevalere.
Nella selezione un altro lavoro di un giovane serbo, "Dremano Oko" di Vladimir Perisci, la giornata di un tredicenne cui gli amici tagliano a zero i capelli a causa dell'appartenenza politica del padre.
Nella sezione "Un certain regard" è stato presentato uno dei più bei film del festival, "Niki e Flo" del veterano rumeno Lucian Pintilie. Il settantenne di Bucarest che vive in Francia dal '72 ha presentato, dopo "Terminus Paradis" (1998) e "Il pomeriggio di un torturatore" (2000) i suoi
lavori più recenti, un nuovo quadro delle tensioni che attraversano la società rumena e i conti non conclusi con il passato.
Niki e Flo sono due vicini di casa, il primo è un ex militare di carriera, il secondo un nostalgico dei fascisti che furono sconfitti dai comunisti nella Seconda guerra mondiale. Niki ha perso un figlio in un incidente stradale e sua figlia Angela ha sposato il figlio del rivale con il quale vuole partire per gli Stati Uniti. Per i giovani gli Usa rappresentano il sogno e il modello (non a caso il governo di Bucarest ha sostenuto Bush nella guerra all'Iraq), per emigrare oltreoceano sono disposti a rinunciare a tutto. Un'ambizione che resta, forse ancora più forte, anche dopo gli attentati delle torri: i ragazzi partono poco dopo la strage delle Twin Towers e vogliono che loro figlio nasca negli Usa. Flo angheria il vicino, con la scusa del lutto e del viaggio dei figli gli sottrae tutto, fino a una resa dei conti sanguinosa. Pintilie ancora una volta non ha pietà o speranze, la sua rappresentazione
della società rumena è durissima: per chi è fuggito dal regime di Ceasescu, quello con il capitalismo imperante resta un paese dove non è bello vivere.
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