Generose elargizioni di energia elettrica a capodanno per dimenticare la crescita dei prezzi, fuochi d'artificio e Babbi Natale.

02/01/2003 -  Anonymous User

La mancanza di corrente elettrica, la crescita dei prezzi dei prodotti al consumo e le esplosioni dei fuochi d'artificio accompagnano gli albanesi in questi ultimi giorni dell'anno. Il giornale 'Korrieri' (25.12.2002), basandosi sulle informazioni fornite da KESH (Compagnia Elettrica Nazionale), annuncia che, almeno per la notte di Capodanno, non dovrebbero esserci problemi legati all'interruzione della fornitura di corrente elettrica. Durante l'ultima settimana dell'anno KESH ha aumentato la quantità di energia elettrica distribuita alle varie regioni del paese. L'Albania sta vivendo una profonda crisi energetica che ha pesantemente condizionato la crescita economica del paese (ridotta al 6% nel 2002, rispetto all' 8% del 2001). La causa della crisi è la mancata modernizzazione del sistema di produzione energetico, che si basa soprattutto su risorse idriche, per via della mancanza di investimenti.
I vertici di KESH, monopolista del settore, hanno deciso di aumentare per il Capodanno la fornitura di energia elettrica anche alle città che hanno un livello molto alto di insolvenza. Per questo motivo Tropoja e Kukes, che pure pagano solo rispettivamente il 3% e il 9% delle fatture a loro carico, potranno godere, in questi giorni di festa, fino ad 8 ore di energia elettrica al giorno contro le 5 a disposizione nel mese di dicembre.
Mentre comunque il nord del paese trascorrerà le feste a lume di candela, la capitale, a causa di un grave guasto ad un trasformatore, da due settimane è sottoposta a frequenti tagli di energia.

Negli ultimi anni in Albania i prezzi dei prodotti al consumo hanno sempre subito una drastica crescita durante le feste di fine anno con il conseguente aumento dell'inflazione. Le feste di Ramazan, Natale e Capodanno fanno aumentare i consumi determinando anche la crescita dei prezzi. 'Korrieri' spiega che il mercato albanese non ha produzione da assorbire durante le festività perché più del 90% della domanda di beni di consumo viene soddisfatta con l'importazione di prodotti da paesi vicini, ovvero l'Italia, la Grecia a la Macedonia. Inoltre non esistono gruppi in grado di organizzare il sistema di rifornimento e immagazzinamento dei prodotti da mettere sul mercato durante il periodo delle festività natalizie, quindi i commercianti, quando la domanda sale, non fanno altro che aumentare i loro prezzi. 'Shekulli' (25.12.2002) aggiunge che il livello elevato dei prezzi dei prodotti importati è da attribuirsi anche alla lunga catena di intermediazioni prima di arrivare al consumatore.
Per la prima volta la Banca Nazionale d'Albania ha intrapreso una campagna di monitoraggio dei prezzi basandosi su un paniere di 21 fra i più importanti beni di consumo. Da questo monitoraggio è risultato che la media della crescita dei prezzi sotto le feste, sia nei mercati all'ingrosso sia in quelli al dettaglio, quest'anno è stata più alta rispetto agli anni scorsi. I prezzi della frutta e della verdura sono saliti di circa il 50-100%, mentre i prezzi dei ristoranti sono saliti di oltre il 200%.

A Tirana, intanto, così come in tutte le altre città dell'Albania, riecheggiano i botti dei fuochi d'artificio. Anche se sono molto simili agli spari dei kalashnikov della primavera del 1997 - dato che fanno solo un rumore assordante senza stupire con alcun effetto pirotecnico - la gente non si lascia impressionare e anzi vi ha fatto l'abitudine. L'arcivescovo di Scutari, monsignor Angelo Masafra, ha lanciato un appello per un maggiore rispetto verso gli altri riguardo a questa forma di svago: "Sono molto preoccupato dal lancio di fuochi d'artificio nel giardino della cattedrale durante la messa per la nascita del Cristo", dice Masafra al giornale 'Koha Jone' (25.12.2002), affermando che si configura come mancanza di rispetto verso la Chiesa.

Per le festività intanto, piazza Skanderberg, la piazza centrale di Tirana, è tutta intrattenimenti per bambini e Babbi Natale seguiti da fotografi. Vestirsi da Babbo Natale è una professione apparsa solo 4 anni fa. Tra coloro che la esercitano per una sola settimana in tutto l'anno c'è anche il sedicenne Gazmend Kulla, nipote di uno dei più temuti malviventi di Tirana. Tutto vestito di rosso e con una lunga barba bianca ha trovato lavoro presso un fotografo e posa sorridente tra i bambini o gli emigrati, desiderosi di un ricordo natalizio dal cuore della capitale albanese.


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