Le restrizioni imposte dalla pandemia non hanno arrestato i traffici di droga in Europa, anche se in alcuni casi hanno provocato carenze e un aumento dei prezzi. I canali di distribuzione si sono diversificati, spostandosi di più su internet

28/07/2020 -  László Arató

(Questo articolo è stato originariamente pubblicato da EUrologus nell'ambito dello European Data Journalism Network)

Il mercato delle droghe illegali non ha sofferto molto l'impatto del Covid-19 in Europa. Al contrario, in alcuni paesi il settore registra un’espansione, grazie anche alla grande capacità di adattamento delle organizzazioni criminali. 

Sono queste le conclusioni tratte da Europol, l’agenzia dell’Unione europea che si occupa di lotta contro la criminalità, a partire da uno studio sui dati degli ultimi anni. Il rapporto 2019 sui mercati della droga dell’Ue  è stato pubblicato in collaborazione con l’Osservatorio europeo sulle droghe e le tossicodipendenze (EMCDDA) il 29 maggio scorso. I dati presi in esame comprendono sia il periodo precedente la pandemia, sia la fase di lockdown. Secondo il direttore dell’EMCDDA, Alexis Goosdeel, «il commercio online e l’espansione dei sistemi di comunicazione criptata hanno dato filo da torcere alle forze dell’ordine. È probabile che la concorrenza e la violenza aumentino nel settore dello spaccio di droga».

Situazioni impreviste richiedono soluzioni rapide

Il rapporto riassume le informazioni fornite dalle autorità degli stati membri, aggiungendo anche i dati di Europol. Inizialmente il lockdown ha colto di sorpresa i protagonisti del mercato delle droghe, in particolare quelli impegnati nella distribuzione: le limitazioni dei contatti hanno infatti intralciato i canali usuali per la consegna delle droghe. Questo ostacolo temporaneo ha provocato un aumento dei prezzi, perlomeno per alcune sostanze in alcuni mercati. Tuttavia, è rimasto possibile distribuire la droga mediante i trasporti pubblici anche durante le restrizioni: i trafficanti sono riusciti a trasportare grandi quantità di sostanze da un paese all’altro.

I pagamenti in contanti hanno lasciato spazio ai trasferimenti elettronici di denaro. Questi nuovi canali si sono rivelati così efficaci che gli esperti prevedono che resisteranno anche dopo la pandemia. Nell'Ue le norme sul riciclaggio stanno diventando sempre più rigorose, ma non è ancora chiaro come riusciranno ad ostacolare il crimine organizzato.

Molti cantieri sono bloccati a causa del lockdown: una brutta notizia per i criminali, che abitualmente riciclano grandi quantità di denaro nel settore immobiliare. Lo stesso vale per i ristoranti, i casinò e i saloni di bellezza. Con l'alleggerimento delle restrizioni e la ripresa economica, ci si aspetta che i criminali ritornino alle loro attività in questi settori. È stato però notato un rinnovato interesse per gli investimenti nel mercato dell'arte, un altro settore utilizzato per nascondere ricchezze e riciclare denaro, e che ha il vantaggio di non avere prezzi fissi.

Sono state registrate penurie di alcune droghe, in particolare cannabis ed eroina. Questo ha causato un aumento dei prezzi, e sembra che alcuni consumatori siano stati spinti verso il consumo di sostanze alternative. Nel breve termine c’è stata una minore domanda di droghe sintetiche, soprattutto MDMA (ecstasy), poiché i locali sono stati chiusi e i festival sono stati cancellati. Allo stesso tempo, il prezzo al dettaglio dell’anfetamina e dell’MDMA è aumentato in diversi paesi. Tuttavia, la produzione di droghe sintetiche non si è fermata durante la pandemia, come confermato dai blitz e dai sequestri effettuati nelle principali sedi europee, il Belgio e i Paesi Bassi. 

Traffici segreti sul dark web 

Per facilitare la distribuzione di droghe durante la pandemia è stato fatto maggiore ricorso a luoghi segreti concordati per le consegne (i cosiddetti “dead drops”). Per il pagamento vengono spesso utilizzate criptovalute e canali di comunicazione criptati come Telegram, Wickr o Signal. È un metodo già utilizzato da tempo in Russia e in alcuni paesi dell’Europa orientale, come la Moldavia e l’Ucraina. In alcuni paesi dell’Unione europea, tra cui Estonia e Belgio, questi metodi di consegna delle droghe hanno registrato un aumento. 

La distribuzione di cannabis online è aumentata del 27% nei primi tre mesi del 2020, secondo il rapporto dell’EMCDDA. I proventi però sono diminuiti del 17%: sono state soprattutto le transazioni piccole a crescere (questi dati risalgono al periodo precedente le restrizioni). 

Molti stanno monitorando il cosiddetto dark web, una sezione di internet accessibile solo con software specializzati. I ricercatori raccolgono e puliscono i dati, che comprendono i riscontri dei compratori e informazioni sul processo di vendita al dettaglio, le quantità e i prezzi. Secondo Europol, il Covid-19 ha dato l’opportunità alle agenzie dell’Ue, alle autorità internazionali e agli ambienti scientifici di condurre più attività di ricerca congiunta in ambiti come questo. 

L'ingegnosità dei criminali ha prodotto risultati interessanti. Gli spacciatori hanno adattato i loro metodi al lockdown: diversi rapporti riferiscono di trafficanti che si spostano con documenti falsi e uniformi, giubbotti o camion camuffati, trasportando droga invece degli alimentari indicati sui loro documenti di viaggio. In aprile, nel Regno Unito, dei criminali hanno nascosto 14 chili di cocaina in un carico di mascherine.

Dalla cannabis alle sostanze sintetiche

Sembra che la produzione di cannabis non sia stata troppo colpita dalla pandemia e che le fonti operanti prima del lockdown abbiano continuato a produrre. Alcuni prevedono che nei Balcani occidentali sorgeranno nuovi siti di produzione di cannabis, dato che la polizia dovrà concentrarsi sulle misure per il controllo della pandemia. La chiusura delle frontiere interne dell’Ue ha però ridotto la disponibilità della resina di cannabis in alcuni luoghi, portando a un significativo aumento dei prezzi e all'apertura di nuove rotte marittime.

La produzione di eroina è rimasta quasi inalterata: non c’è da stupirsi, dato la tempistica della raccolta del papavero da oppio. Gli esperti ritengono che il mercato abbia subito solo una lieve perturbazione, con prezzi più alti in alcuni paesi.

Nel caso della cocaina, il trasporto marittimo è proseguito per lo più ininterrotto anche durante il lockdown. Il commercio di cocaina e delle altre sostanze è stato ostacolato soprattutto dai problemi di distribuzione via terra; il numero di trafficanti che utilizzano il trasporto aereo è diminuito drasticamente. In alcuni paesi i ricercatori hanno osservato un aumento dei prezzi della cocaina e un deterioramento della sua qualità, indici di problemi nell’approvvigionamento locale. 

Il mercato delle droghe sintetiche (che comprende anfetamina, MDMA e metanfetamine) è diminuito significativamente a causa della cancellazione dei grandi eventi musicali e della chiusura dei locali notturni. Questa situazione non cambierà nei prossimi mesi in molti paesi. Europol avverte che l’importazione dalla Cina di sostanze per la produzione di droghe sintetiche sarà sempre più difficile, per cui i produttori potrebbero ricorrere a prodotti chimici alternativi.

In un sondaggio condotto tra il 7 e il 27 aprile, i cui risultati sono riportati di seguito, l’EMCDDA ha chiesto alle autorità dei paesi dell'Unione europea e della Norvegia di condividere le loro osservazioni sui prezzi e sulla disponibilità delle droghe. Per quanto riguarda i prezzi, gli aumenti più eclatanti sono stati registrati in Francia e Norvegia. Anche Cipro, Danimarca e Spagna hanno registrato aumenti. 

L’accesso alle droghe è diventato molto più difficile in Bulgaria, Francia, Spagna e Norvegia, con minori interruzioni di approvvigionamento in Lituania e Croazia. L’Ungheria e la Cechia sono rimaste per lo più insensibili al lockdown, sia in termini di prezzi che di accesso. 

Questo articolo è pubblicato in associazione con lo European Data Journalism Network  ed è rilasciato con una licenza CC BY-SA 4.0

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