Funghi porcini

Sono settanta gli operatori agricoli dell'area di Kraljevo, sud della Serbia, interessati ad occuparsi di sviluppo locale. Un'associazione trentina ha avviato un percorso per migliorarne e valorizzarne i prodotti. Marco Vender è Consigliere delegato alla solidarietà internazionale e Rappresentante per il Comune di Rovereto nel Tavolo trentino con la Serbia.

19/01/2004 -  Anonymous User

Il Comune di Rovereto, Trentino, prosegue, attraverso la partecipazione al Tavolo trentino con la Serbia e nell'ambito dell'Agenzia della Democrazia Locale, nel tessere relazioni di cooperazione decentrata con Kraljevo, città nel sud della Serbia. Attualmente si stanno ponendo le basi per la costituzione di una prima cooperativa di produttori agricoli. Ai primi di febbraio il viaggio-studio in Trentino di quindici operatori di territorio. Un articolo di Marco Vender, volontario del Tavolo trentino con la Serbia.

Una grossa cesta di vimini colma di funghi porcini, sapientemente tagliati, posta accanto alla stufa a legna per ottimizzarne l'essiccazione. Tepore di cui beneficia un bel micio bianco e nero che vi dorme tranquillamente accanto. Entriamo così in questa casa contadina di Mataruška Banja, seguiti, lungo la breve stradina di accesso che attraversa un orto ormai spoglio, ricoperto di una spolverata di neve portata nella notte dal gelido vento Buran, da un codazzo di almeno venti tacchini in curiosa processione.

La padrona di casa, una signora sui quarantacinque, ci accoglie nella sua piccola cucina arredata di vecchi cimeli della nonna, incluso un telefono a muro, facendoci accomodare attorno ad un tavolo basso e servendoci rakja (la grappa di prugna balcanica), squisito caffè turco, delicato formaggio ai porcini e ai peperoni rossi, ottimo salame di tre diverse qualità.

Raccoglie lei stessa, e fa da punto di riferimento per altri raccoglitori della villaggio (fino trecento chili a testa all'anno, se climaticamente favorevole), funghi porcini dai generosi boschi nei dintorni e poi procede all'essiccazione e ad alcune lavorazioni, anche piacevolmente sorprendenti ed originali. Ci mostra, e fa annusare, un grosso vaso pieno di porcini essiccati e macinati, prezioso preparato aromatico da utilizzarsi per sughi e zuppe, e poi ci fa assaggiare appunto il già citato formaggio aromatizzato.

È una dei settanta operatori agricoli della Municipalità di Kraljevo, che ha dato la disponibilità alla costituzione di una cooperativa per la raccolta, lavorazione, conservazione e trasformazione di prodotti agricoli, e per l'avvio di un'esperienza di turismo rurale.

Kraljevo è situata a duecento chilometri a sud di Belgrado, la municipalità è costituita dalla città omonima di 30.000 abitanti e da una quindicina di villaggi per un totale di 130.000 persone, delle quali almeno 35.000 profughe, provenienti, in seguito alle varie migrazioni forzate legate al crollo della Jugoslavia, da Croazia, Bosnia, Kossovo.

A Kraljevo opera da più di due anni il Tavolo trentino con la Serbia, associazione/consorzio di organizzazioni di volontariato ed enti locali, tra cui il Comune di Rovereto, nell'ambito del più ampio quadro dell'ADL - Agenzia della Democrazia Locale della Serbia centro-meridionale, istituto voluto dal Consiglio d'Europa (ve ne sono 11 in tutta la Ex Jugoslavia). Vengono promossi progetti di cooperazione decentrata, volti cioè a coinvolgere le comunità locali, di "qua" e di "là", in un'azione continua di conoscenza, scambio e amicizia.

"La nascita della cooperativa è un primo risultato di questo lavoro" - afferma Srdjan, trent'anni e laurea in economia - "è frutto degli sforzi di un gruppo eterogeneo ma fortemente motivato, giovani laureati che hanno voluto divenire operatori di sviluppo locale. E ai primi di febbraio saremo in Trentino per un viaggio-studio con l'obiettivo di verificare sul campo quello che altri hanno già realizzato".

Srdjan è tra coloro che più ha creduto in questo percorso formativo iniziato l'anno scorso. Percorso che vuole portare alla consapevolezza del potenziale delle risorse territoriali dell'area e alla loro valorizzazione per consentire all'economia - fermatasi bruscamente e dolorosamente dopo i bombardamenti all'uranio impoverito del 1999 ed in seguito al fallimento del "sistema Jugoslavia" - di ripartire.

E prime attività concrete della cooperativa saranno la realizzazione e gestione di mille metri quadrati di tunnel per la produzione di piccoli frutti, utilizzando, grazie alla collaborazione di ATABIO (l'associazione trentina che si occupa di agricoltura biologica e biodinamica, ndr), tecniche di coltivazione biologica; e poi la gestione, con la supervisione di Microfinanza Srl, di un primo fondo di rotazione, pari a cinquantamila euro, per la distribuzione di microcredito alle aziende agricole socie.
Contemporaneamente, accanto agli interventi legati allo sviluppo economico, proseguono le attività a carattere umanitario e sociale: sono arrivate a 35 le adozioni a distanza di un "nonno di Kraljevo" da parte di altrettanti affidatari trentini e non solo. Si stanno consolidando inoltre le attività di accompagnamento dei bambini dei campi profughi, attraverso il lavoro di un gruppo di giovani che l'estate scorsa hanno fatto in Serbia la loro prima esperienza di vacanza alternativa.

Per informazioni legate agli affidi a distanza o alle altre attività, contattare l'Ufficio Pace e Solidarietà internazionale del comune (0464 452168 -PaceSolidarieta@comune.rovereto.tn.it
) o il Tavolo trentino con la Serbia (trentino.serbia@libero.it).


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