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Georgia, il paese e la sua gente – Emanuela Marenz
02/07/2013, Redazione
"Ogni giorno in più – il volto della Georgia contemporanea" questo il titolo del libro fotografico di Emanuela Marenz che per 70 giorni ha viaggiato in Georgia per conoscere più da vicino la gente e le tradizioni di questo paese e per raccontare il lavoro di Caritas Georgia in questa repubblica caucasica.
Il ricavato delle vendite del libro sarà interamente donato a Caritas Georgia. Per ulteriori informazioni o acquisti online si prega di visitare il sito www.emanuelamarenz.com .
Vedi anche la galleria fotografica di Emanuela Marenz dedicata al lavoro di Caritas Georgia. Vai alla scheda libro "Ogni giorno in più. Il volto della Georgia contemporanea".

Abitazioni-per-i-profughi
Tzerovani, campo profughi. L’Ossezia del sud è un paese in territorio georgiano riconosciuto indipendente solo dalla Russia e da altri quattro stati membri dell’Onu, ma di fatto autonomo dal 1991. Da allora sono presenti forti tensioni sul territorio, nel quale sono costantemente presenti truppe militari russe. Il conflitto russo-georgiano avvenuto in Ossezia del sud nell’agosto 2008, durato ufficialmente 10 giorni, ha provocato circa 160.000 sfollati provenienti dai paesi georgiani presenti nella regione.

Anziani
Arali. Anziani godono il primo sole primaverile seduti sul ciglio di una strada.

Fabbriche
Batumi. Ci sono molte fabbriche in Georgia e solo alcune sono ancora attive, come ad esempio quelle che estraggono il manganese. Le altre, che all’interno dell’URSS venivano usate per produrre singoli componenti e poi spediti ed assemblati in Russia, ora sono in stato di abbandono.

Gas
Vicino a Kutaisi. Sistema di ramificazione esterna delle tubature del gas.

Gergeti
Chiesa di Trinità di Gergeti. Sullo sfondo domina il monte Kazbegi, un vulcano estinto ed alto 5.033 mt.

Giochi-da-tavolo
Sanavardo. I lati delle strade e le piazze sono il tipico luogo di ritrovo per i georgiani, che passano pomeriggi interi a giocare a scacchi, domino o backgammon.

Il-khachapuri
Kutaisi. Nelle vicinanze del mercato alcune donne vendono prodotti alimentari tra cui il kachapuri, un pane cotto al forno ripieno solitamente di formaggio. Forse il piatto più consumato in Georgia.

Il-pane
Sanavardo. Una donna prepara il pane per poterlo vendere al villaggio. Uno dei diversi tipi di pane georgiano viene cotto
attaccando l’impasto alle pareti di un forno circolare in pietra.

Il-Paska
Sanavardo. Questa donna sta preparando il Paska, il tipico dolce Pasquale, e le uova colorate, simbolo di rinnovo e rinascita. Entrambe le tradizioni erano state vietate in tempo sovietico ed ora sono nuovamente in uso per festeggiare la festività più importante tra i georgiani ortodossi.

Il-vino
Sanavardo. Il metodo tradizionale di fare il vino sotterrando l’anfora d’argilla in cui viene messo il mosto è ancora in uso tra le famiglie georgiane.

Islam
Batumi. La fede musulmana è maggiormente presente in Adjara e in Kakheti, regioni confinanti con la Turchia e l’Azerbaijan, anche se altre piccole comunità si trovano a Tbilisi e tra le montagne del nord.

Kutaisi
Kutaisi. Dopo la capitale Tbilisi, Kutaisi è la città più grande della Georgia. Sviluppata lungo il fiume Rioni, è soggetta ad inverni freddi e nevosi, come tutto il territorio georgiano.

La-periferia-di-Kutaisi
Kutaisi. I blocchi abitativi rettangolari e grigi sono il marchio dell’architettura domestica sovietica che ancora oggi caratterizza molte città del paese. Questi edifici sono tuttora abitati, anche se in stato fatiscente.

La-sinagoga-di-Tbilisi
Tbilisi. La sinagoga della capitale è il fulcro della comunità ebraica in Georgia.

Marshrutka
Kutaisi. Il servizio degli autobus di linea è affiancato, in modo economico, dal marshrutka, un taxi collettivo che trasporta circa 20 persone in tragitti urbani e nazionali. La partenza è destinata al momento in cui nel marshrutka ogni posto è occupato mentre l’arrivo viene deciso dal passeggero avvisando l’autista, come in un taxi.

Monumento-all-amicizia-russo-georgiana
Vicino a Passo Jvari. Il monumento dedicato all’amicizia tra il popolo russo e quello georgiano si trova sulla strada militare che collega Tbilisi con il confine russo (206 km). Usata fin dal I sec a.C. dagli invasori, la strada divenne poi un importante collegamento sulla Via della Seta, fu sistemata agli inizi dell’800.

Tbilisi
Tbilisi. Nuove installazioni artistiche, progetti d’architettura contemporanea e movimenti creativi urbani proclamano il nuovo volto georgiano. Sullo sfondo, il ponte della Libertà e il profilo dell’antica fortezza di Narikala.

Udabno
Vicino ad Udabno. Il monastero di David Gareja si trova a sud della regione Kakheti, in un’area poco abitata e semi-desertica. L’ultimo paese che si incontra sulla strada del monastero è Udabno, che appunto significa “deserto”.

Una-casa-della-cultura
Vale. Le case della cultura sono edifici che erano usati in tempo sovietico come luogo d’informazione culturale, teatro, sala cinematografica e biblioteca per i cittadini. Lo stato supportava queste istituzioni culturali, ma allo stesso tempo diede censure molto rigorose.

Vardzia
Il complesso architettonico di Vardzia è formato da una serie di caverne e cunicoli scavati sul lato della montagna a circa 500 metri d’altezza sopra il fiume Mtkvari, a sud della Georgia, vicino al confine turco.

Verso-la-citta
Khizabavra. Nonostante la sicurezza di una vita più tranquilla e familiare, i giovani stanno abbandonando i villaggi per spostarsi nelle città in cerca di fortuna. A causa delle condizioni economiche, molte famiglie non possono permettersi visite frequenti. Nella foto, un anziano mostra l’elenco telefonico dei suoi cari ora trasferiti a Tbilisi.




