Dive, Divne, Divine. Attrici jugoslave in Italia

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19 gennaio 2023

“Dive, Divne, Divine. Attrici che hanno varcato frontiere”, a Trieste una mostra, omaggio ad alcune attrici jugoslave che fecero fortuna in Italia

Sylva, Femi, Beba... era il titolo del primo progetto che nel 2009 Cizerouno dedicò alle “dive YU” che fecero fortuna in Italia. Ora in "Dive, Divne, Divine" a Sylva Koscina, Femi Benussi e Beba Lončar si uniscono Špela Rozin, Olga Bisera, Maria Baxa e altre ancora.

In mostra immagini d’epoca, colte riviste cinematografiche, popolari fotoromanzi, giornaletti scandalistici o erotici, servizi sull’ultimo guardaroba o sulla storia d’amore più o meno lecita, per ripercorrere le vite e le carriere di queste dive.

Sylva Koscina, nata a Zagabria e che in Italia lavorò tra gli altri con Sordi, Tognazzi e Manfredi e appena ventiduenne incantò gli italiani con le sue sinuosità. I suoi occhi da gatta catturarono il pubblico già dal suo esordio cinematografico accanto a Totò.

Assieme a lei, molte altre furono le bellezze che varcarono la frontiera e animarono schermi, rotocalchi e l'immaginario maschile: dalla rovignese Femi Benussi, prorompente bellezza mediterranea che si aggiudicò il titolo di attrice più spogliata del cinema italiano in circa 80 pellicole, e fu voluta fortemente da Pasolini per Uccellacci e uccellini, fino alla bosniaca Olga Bisera, la Felicca di Agente 007- La spia che mi amava.

Rivedremo l'attrice serba Beba Lončar che partecipò giovanissima al film Signore e signori di Pietro Germi, trovando poi la propria fortuna televisiva nel 1974 con lo sceneggiato Ho incontrato un’ombra visto da una media di oltre 19 milioni di spettatori.

E Špela Rozin, che da Lubiana arrivò diciottenne a Roma per Via Veneto e ancora Maria Baxa che fece perdere la testa anche a Michelangelo Antonioni.

Un colorato viaggio con le nostre Dive, Divne (meravigliose), Divine, sempre fascinose, sempre talentuose nel dire e non dire, nel mostrarsi e nel ritirarsi tra ville alle porte di Roma, sui set di Cinecittà o in posticci villaggi vichinghi ricostruiti in un fiordo in Istria.

La mostra realizzata in collaborazione con il 34° Trieste Film Festival sarà visitabile sino al prossimo 11 febbraio.

Info: www.cizerouno.it