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Bulgaria, scontro sulla riforma delle pensioni
01/12/2011, Redazione
Manifestazione di massa ieri in Bulgaria contro la proposta riforma delle pensioni. E il governo guidato da Boyko Borisov sembra intenzionato a fare marcia indietro, spaventato dal costo politico del muro contro muro con i sindacati. La partita resta aperta, ma a sorpresa si aprono spazi negoziali. Resta invece bloccata la vertenza sulle ferrovie, che blocca il Paese da più di una settimana. Foto di Ivo Danchev, testi di Francesco Martino

Bulgaria-senza-ferrovie
Dall'inizio delle agitazioni, lo sciopero ha portato alle ferrovie perdite complessive per almeno 60mila euro al giorno. Per una compagnia già sull'orlo del dissesto, il protrarsi a tempo indeterminato della vertenza sindacale potrebbe portare a esiti molto pesanti. Resta da vedere se gli spazi di manovra tra direzione e sindacati saranno sufficienti a salvare il trasporto su rotaia in Bulgaria.
Foto - Ivo Danchev
Testi - Francesco Martino

Dimissioni
Al centro delle contestazioni il ministro delle Finanze Simeon Dyankov e il premier Boyko Borisov, che nei giorni scorsi aveva minacciato di presentare le dimissioni come risposta alle annunciate proteste. "Boyko ci minaccia con le dimissioni. Ma noi diciamo, daccele queste dimissioni! Perché è lei, signor primo ministro, la più grande tragedia per la Bulgaria", ha urlato dal palco improvvisato di fronte al parlamento di Sofia uno dei manifestanti.

Ferrovie-ancora-bloccate
Se sulle pensioni arrivano segnali di dialogo, nella crisi della compagnia ferroviaria BDZ continua il muro contro muro tra lavoratori e management. Ieri l'ennesimo incontro tra le parti ha portato ad un nuovo nulla di fatto. Lo sciopero dei ferrovieri è arrivato al suo ottavo giorno, bloccando quasi completamente il sistema di trasporto su rotaia in Bulgaria.

Il-piano-contestato
Il piano originale del governo prevedeva l'innalzamento immediato dell'età pensionabile di un anno a partire dal 1 gennaio 2012, e un'accelerazione del già discusso piano che dovrebbe portare il sistema a regime nel 2021, quando l'età pensionabile degli uomini dovrebbe assestarsi a 65 anni, quella delle donne a 63. Oggi la Bulgaria è uno dei paesi dell'UE con l' età pensionabile più bassa, ma è al tempo stesso uno dei paesi con la minore speranza di vita (73 anni). La pensione minima si aggira attualmente intorno ai 70 euro.

In-piazza
Una giornata di proteste di piazza, e il governo bulgaro fa marcia indietro sul piano di riforma delle pensioni. Un successo per i sindacati, che mercoledì 30 novembre sono riusciti a riempire le strade del centro di Sofia, in una delle manifestazioni più imponenti degli ultimi anni in Bulgaria.

Migliaia-di-licenziamenti-per-salvare-le-BDZ
Motivo del contendere, il piano di salvataggio proposto per salvare la disastrata compagnia ferroviaria, che ha accumulato centinaia di milioni di debiti. La direzione vuole licenziare duemila lavoratori e fermare almeno 150 linee considerate in perdita. Problemi anche per il rinnovo del contratto collettivo. "Nessuno dei lavoratori verrà licenziato. Stiamo proponendo ai lavoratori di rassegnare le dimissioni in cambio di sei stipendi. In 789 hanno già detto di sì", ha dichiarato Vladimir Vladimirov, amministratore delle BDZ.

Pressioni-sui-lavoratori
"Da parte della direzione abbiamo subito pressioni fortissime per accettare il piano presentato. Nella regione di Gorna Oryahovitsa, dove lavoro, la polizia fa la guardia ai treni, per impedirci di manifestare la nostra insoddisfazione", ha dichiarato ad OBC ieri durante la manifestazione la ferro-tramviera Evangelitza Gepchikova. "Noi non siamo contro la riforma, ma non vogliamo pagarne da soli il prezzo".

Prospettive-grigie
Anche senza la riforma, le prospettive per molti lavoratori rimangono grigie. “Al nostro lavoro non corrisponde uno stipendio dignitoso, e a questo punto dubito che riceveremo mai una vera pensione”, racconta Tatyana Gerasimova, insegnante, mentre sfila nelle strade del centro di Sofia. “Oggi, dopo 35 anni di lavoro, raccogliamo sì e no 130 euro. Sopravvivere con questa cifra è semplicemente impossibile”.

Risultato-a-sorpresa
L'esito della manifestazione di ieri ha colto di sorpresa molti tra i manifestanti. Durante il corteo, l'atmosfera generale era improntata al pessimismo. “Non credo in una soluzione positiva. Sulle pensioni ci sarebbe una via d'uscita accettabile per tutti, ma manca la volontà politica”, ci aveva detto Evgeni Ivanov, minatore. “Perché il sistema sia sostenibile, bisogna toccare evasione ed economia grigia. Ma chi ci governa ha interessi diretti in questi settori”.

Scontro-sociale
La Bulgaria, a differenza di altri paesi, come la vicina Grecia, non ha una tradizione di scontro sociale violento. Una sola giornata di agitazione sembra essere bastata per far tornare sui propri passi il governo monocolore di centro-destra targato GERB (Cittadini per uno Sviluppo Europeo della Bulgaria). Anche perché per un movimento populista come quello guidato da Boyko Borisov, che governa attraverso un esecutivo di minoranza, il prezzo di un muro contro muro potrebbe essere troppo alto dal punto di vista politico.

Spauracchio-Grecia
“I nostri governanti ci minacciano continuamente con l'esempio della Grecia, ma il confronto non regge”, dice Marian Banev, operaio. “I nostri conti pubblici sono a posto, anche perché dopo vent'anni di transizione lo stato ha semplicemente rinunciato a fornire servizi sociali. A differenza della Grecia, noi abbiamo già raggiunto il fondo. Anche volendo, qui non è rimasto più nulla da tagliare”.

Un-passo-indietro
Dopo la manifestazione di ieri, GERB ha deciso di tornare al tavolo delle trattative con i sindacati. Dall'incontro è emersa una proposta di riforma meno radicale. Nel 2012 l'età pensionabile dovrebbe innalzarsi di quattro mesi, rispetto ai 12 previsti. I ritmi di riforma strutturali dovrebbero essere rallentati e non dovrebbe più essere innalzata l'età pensionabile dei lavoratori impiegati in professioni usuranti. La nuova proposta sarà discussa in questi giorni tra rappresentanti del governo e sindacati.

Un-successo-ancora-fragile
Nonostante l'indubbio successo della manifestazione di ieri per i sindacati, il risultato finale della trattativa resta incerto. Ieri molti manifestanti hanno dichiarato di essere pronti a tornare di nuovo in strada, se necessario. Più volte la piazza ha invitato i rappresentanti sindacali a "non tradire" i lavoratori e a perseguire il risultato massimo.

Uno-sguardo-alla-crisi-europea
A preoccupare molti lavoratori è la situazione generale dell'economia bulgara. La crescita prevista per l'anno prossimo si attesta intorno all'2%, mentre la disoccupazione dovrebbe toccare il 12%. La Bulgaria non è membro dell'Eurozona, ma guarda con preoccupazione alle difficoltà del cuore del progetto UE. Buona parte del sistema bancario bulgaro è controllato da banche italiane, greche ed austriache. Preoccupazioni anche nel settore esportazioni.

Voglia-di-dialogo
"Da parte di GERB c'è la volontà di dialogare per raggiungere risultati concreti nei prossimi incontri con i sindacati. Cerchiamo soluzioni che soddisfino tutte le parti, risultati realistici. Entrambe le parti sono qui per l'interesse del Paese e dei lavoratori", recita un comunicato emesso stamattina dal partito di governo. Fino a ieri, però, le parole d'ordine di GERB erano diverse: i soldi non ci sono, le riforme proposte sono dolorose, ma non abbiamo alternativa.




