2 dicembre 2019

Volume pubblicato in occasione dei 155 anni dall'apertura del primo Consolato Generale d’Italia a Sarajevo
coordinamento editoriale: OBC Transeuropa
editore: Ambasciata d'Italia a Sarajevo
pagine: 382
anno: 2019

Separate da un mare stretto e unite da strade secolari, Italia e Bosnia Erzegovina condividono da sempre una vicenda comune. Quando Cesare Durando apre il primo Consolato generale del Regno d’Italia il 20 giugno 1863, in questa provincia dell’Impero ottomano ci sono già vari italiani, residenti o presenti di frequente. Il loro numero crescerà con l’Austria-Ungheria, divenendo parte della storia locale, fino agli anni bui delle Guerre mondiali e della guerra del 1992-1995. Una presenza ed un rapporto intensi, che qui riaffiorano da documenti e testimonianze, guardando al futuro.

Premessa

1 | I primi rapporti diplomatici tra la Bosnia Erzegovina e il Regno d’Italia (1861-1878)
2 | Uno sguardo italiano sulla Bosnia (1864) ed Erzegovina (1868) negli anni Sessanta dell’Ottocento
3 | Tra loro si chiamavano tirolesi. Italiani di lingua nella Bosnia Erzegovina di fine Ottocento
4 | 28 giugno 1914. Una data sensibile
5 | Fantasmi bosniaci e Prima guerra mondiale in Italia, 1915-1918
6 | Italia e Bosnia Erzegovina tra le due guerre mondiali
7 | Italia e Bosnia Erzegovina nella Seconda guerra mondiale
8 | “Sarajevo. Provaci tu, cittadino del mondo”. L’esperienza transnazionale dei volontari italiani nella mobilitazione di solidarietà in ex Jugoslavia
9 | La missione militare italiana in Bosnia Erzegovina, 1995-2010
10 | Cooperazione e volontari italiani in Bosnia Erzegovina nella guerra degli anni Novanta Conclusioni Caduti civili e militari italiani in Bosnia Erzegovina dal 1992 Gli autori