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"La ragazza che corre", Sarajevo BiH © Mario Boccia

[English text below] Prosegue il viaggio della mostra “Sarajevo 1992–1996 – l’assedio più lungo” del fotografo italiano Mario Boccia, che dopo le tappe di Rovereto, Belgrado e Zagabria, sarà inaugurata a Sarajevo il 2 novembre alle ore 18:00 presso il Museo storico della Bosnia Erzegovina. 

Realizzata da Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa e dal Museo Storico Italiano della Guerra, la mostra racconta attraverso scatti in bianco e nero la dura quotidianità degli abitanti di Sarajevo durante gli anni di distruzione della loro città. Queste fotografie non sono solo testimonianza di devastazione e perdita, ma anche di speranza, dignità e dei gesti invisibili di solidarietà che hanno tenuto unita la comunità cittadina.

Mario Boccia, fotogiornalista freelance, ha realizzato reportage su questioni internazionali e pubblicato articoli e fotografie su molte testate giornalistiche italiane. Ha lavorato per vent’anni in scenari di guerra e povertà in Europa, Africa, America Latina e Medio Oriente, cercando di individuare segnali di speranza anche nelle situazioni più disperate. È stato corrispondente e inviato de “il Manifesto” da Sarajevo, Belgrado, Pristina, Skopje, Dyarbakir e Baghdad.

L’ospitalità della mostra è organizzata nell’ambito del progetto “Trancityons”, cofinanziato dall’Unione Europea (CERV-2024-CITIZENS-REM).

Per maggiori informazioni: histmuz@bih.net.ba

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The exhibition “Sarajevo 1992–1996 – The Longest Siege” by Italian photographer Mario Boccia continues its journey. After stops in Rovereto, Belgrade and Zagreb, it will open in Sarajevo on 2 November at 6 pm at the Historical Museum of Bosnia and Herzegovina.

Produced by Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa and the Italian Historical War Museum (Museo Storico Italiano della Guerra), the exhibition uses black-and-white images to portray the harsh daily life of Sarajevo’s residents during the years their city was being destroyed. These photographs bear witness not only to devastation and loss, but also to hope, dignity and the unseen gestures of solidarity that held the city’s community together.

Mario Boccia is a freelance photojournalist who has reported on international affairs and published articles and photographs in many Italian newspapers and magazines. For twenty years he worked in places marked by war and poverty across Europe, Africa, Latin America and the Middle East, always looking for signs of hope even in the most desperate situations. He was a correspondent and special envoy for “il Manifesto” in Sarajevo, Belgrade, Pristina, Skopje, Diyarbakır and Baghdad.

The exhibition is hosted as part of the project “Trancityons”, co-funded by the European Union (CERV-2024-CITIZENS-REM).

For more information: histmuz@bih.net.ba

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