Moldova, di nuovo in stato di emergenza energetica

Dalla fine del mese di settembre la Moldova ha dichiarato la stato di emergenza energetica e idrologica, limitando le esportazioni di energia e carburante, oltre a misure di riduzione dei consumi per un periodo di 60 giorni. Non è la prima volta che accade, la popolazione è preparata

15/10/2026, Gian Marco Moisé
Chișinău, Moldavia - 9 gennaio 2025: Crisi energetica in Moldavia. Sede della società "Moldova Gaz" © Victor Mogyldea /Shutterstock

Chișinău, Moldavia – 9 gennaio 2025: Crisi energetica in Moldavia. Sede della società “Moldova Gaz” © Victor Mogyldea /Shutterstock

Chișinău, Moldavia - 9 gennaio 2025: Crisi energetica in Moldavia. Sede della società "Moldova Gaz" © Victor Mogyldea /Shutterstock

Dal 26 settembre, la Repubblica di Moldova è in stato di emergenza energetica e idrologica. Per un periodo di 60 giorni, le autorità adotteranno misure per limitare le esportazioni di energia e carburante, ridurre i consumi e salvaguardare le riserve idriche. La proposta è stata approvata con 54 voti a favore, 20 contrari e 22 astenuti.

L’aumento dei prezzi globali del carburante, alimentato dall’escalation dal conflitto in Medio Oriente, sta esercitando una forte pressione sull’economia moldava. Parallelamente, una siccità prolungata ha causato un drastico calo della portata dei fiumi Nistru (Dniestr) e Prut, importanti fonti di approvvigionamento idrico del Paese.

Le ragioni dell’emergenza e le misure del governo

Secondo il primo ministro Vasile Tofan, che ha presentato la richiesta in Parlamento, lo stato di emergenza serve a consentire decisioni rapide che potrebbero essere necessarie per garantire forniture urgenti di carburante qualora i prezzi dovessero continuare a salire, nonché la gestione delle risorse idriche qualora i livelli dei fiumi continuassero a scendere. Il governo sta anche lavorando per incrementare il budget destinato ai sussidi per il riscaldamento invernale, un sostegno di cui beneficia quasi la metà della popolazione del Paese.

La decisione del Parlamento ha suscitato immediate reazioni da parte dell’opposizione. Il leader dei socialisti, Igor Dodon, ha criticato l’iniziativa, accusando il governo di voler sfruttare la situazione per stipulare “contratti segreti” e ricorrere a meccanismi poco trasparenti. In alternativa allo stato di emergenza, Dodon ha proposto di rivedere le priorità di bilancio per finanziare gli indennizzi, rinunciare all’aumento dell’IVA e delle accise sui prodotti energetici e avviare negoziati con fornitori alternativi, a partire dalla Federazione Russa.

Secondo la Commissione nazionale per la gestione delle crisi, le esportazioni di energia elettrica saranno limitate nella fascia oraria tra le 18:00 e le 22:00 per soddisfare la domanda interna. Sarà data priorità alla fornitura di ospedali, servizi di emergenza e altre strutture essenziali. Saranno inoltre ridotti i consumi: le istituzioni pubbliche e le imprese limiteranno l’illuminazione e l’uso di energia durante le ore di punta.

Per quanto riguarda il carburante, la riesportazione di benzina e gasolio da Giurgiulești sarà consentita solo a condizione che rimangano in stoccaggio riserve pari ad almeno 2.500 tonnellate di benzina e 7.500 tonnellate di gasolio.

Una popolazione preparata all’emergenza

L’emergenza energetica e idrologica si inserisce in un più ampio sforzo delle autorità moldave per rafforzare la capacità del Paese di affrontare le crisi. Accanto alle misure immediate per garantire l’approvvigionamento di energia, carburante e acqua, il governo punta infatti a migliorare il coordinamento istituzionale e la preparazione della popolazione di fronte a situazioni di emergenza.

Come annunciato il 9 ottobre da Serghei Diaconu, direttore del Centro nazionale per la gestione delle crisi in occasione del Moldova Security Forum 2026, a novembre si terrà una campagna nazionale per preparare la popolazione ad affrontare le prime 72 ore di una situazione di emergenza. L’iniziativa rientra in un programma triennale dedicato alla preparazione civile di fronte a crisi naturali e informatiche.

“Quelle prime ore sono cruciali per stabilizzare le infrastrutture. Quando le famiglie sono preparate ad affrontare le difficoltà iniziali, i servizi di emergenza possono concentrarsi sulle priorità salvavita. Questo approccio non sminuisce il ruolo delle istituzioni; al contrario, rafforza sia la società che lo Stato”, ha sottolineato Diaconu.

Per coordinare la risposta alle emergenze, la Repubblica di Moldova ha istituito una piattaforma nazionale unificata: il Centro di Gestione delle Crisi. Questa unità opera sotto la diretta autorità del primo ministro. Secondo Diaconu: “Ciò non sostituisce le altre istituzioni, ma garantisce una visione d’insieme per il processo decisionale dell’esecutivo. Oggi, la piattaforma nazionale collega oltre 70 istituzioni e mette in rete decisori, specialisti tecnici e centri locali o territoriali”.

Giunto alla terza edizione, il Moldova Security Forum riunisce quasi 100 relatori provenienti da oltre 20 Paesi per discutere le principali sfide alla sicurezza regionale, dalle minacce ibride alla guerra in Ucraina, fino alla difesa dai droni e alla resilienza democratica. Organizzato dall’IPRE con il sostegno di partner moldavi e internazionali, il forum costituisce una piattaforma di confronto sulle implicazioni di queste sfide per la Moldova e lo spazio europeo.


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