Pubblicato il: 11/06/2026

Perché la Moldova si posiziona meglio della Romania in termini di libertà di stampa?

ActiveWatch ha realizzato un’analisi comparata di Romania e Moldova, spiegando le differenze nei risultati dei due paesi nell’Indice di Reporters Without Borders sulla libertà dei media

Questa è una sintesi dell’analisi del nostro partner di progetto ActiveWatch. Il testo integrale di questa analisi è consultabile in inglese e romeno sul loro sito

© BalkansCat/Shutterstock

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Negli ultimi anni, la Romania e la Repubblica di Moldova hanno registrato un ribaltamento nelle classifiche sulla libertà dei media secondo Reporter senza frontiere (RSF). Nel 2021, la Romania deteneva un netto vantaggio, classificandosi al 48° posto, mentre la Moldova era significativamente indietro al 91° posto.

Tuttavia, il 2022 ha segnato una svolta cruciale che ha modificato radicalmente la dinamica tra questi due paesi, quando la Moldova è salita al 40° posto dell’indice RSF. Questo drastico miglioramento è riconducibile alla decisione della leadership di Chișinău di abbracciare il percorso europeo del Paese.

Nello stesso anno, la Romania ha iniziato un costante declino, scendendo al 56° posto. La ragione principale di questo calo è stato il massiccio aumento dei sussidi pubblici ai partiti politici introdotto dal governo di coalizione PSD-PNL. Questi fondi, osservano i ricercatori di ActiveWatch, sono stati implicitamente convogliati verso le testate e i media a fini di propaganda politica, distorcendo l’ecosistema mediatico e minando l’indipendenza editoriale e la credibilità della stampa.

Nel 2026, il divario si è ampliato a favore della Moldova. Bucarest si è classificata al 49° posto, mentre Chișinău è balzata al 31°, un capovolgimento totale rispetto alla situazione del 2021.

Nel 2021, in Moldova, tredici delle prime venti emittenti televisive per audience erano di proprietà o sotto il controllo di politici o partiti che avevano detenuto il potere negli anni precedenti. Cinque anni dopo, l’Indice RSF 2026 descrive un panorama mediatico che, pur rimanendo polarizzato tra i campi filo-russo e filo-europeo, ha visto diminuire l’influenza oligarchica sulle linee editoriali. Nello specifico, le misure normative del Consiglio Audiovisivo contro la disinformazione e l’incitamento all’odio sono riuscite a ridurre la portata dei media che diffondono narrazioni filo-russe.

Un ambito in cui la Moldova ha costantemente superato la Romania è il quadro legislativo. Il paese ha adottato documenti strategici dedicati allo sviluppo dei media sia nel 2018 sia nel 2023, ciascuno accompagnato da piani d’azione dettagliati. In particolare, queste normative sono già state testate in contesti elettorali, tra cui le elezioni presidenziali del 2024 e quelle parlamentari del 2025. Queste esperienze hanno dimostrato come le autorità moldave abbiano cooperato efficacemente con la Commissione europea, le organizzazioni della società civile e la stampa indipendente per contrastare la disinformazione e proteggere il processo elettorale. L’analisi di ActiveWatch conferma ulteriormente questa constatazione, osservando che la Moldova offre un quadro normativo più favorevole ai media rispetto alla Romania.

Il contesto più ampio in cui si inseriscono i progressi compiuti da Chișinău è quello del suo processo di adesione all’UE. Questo percorso di integrazione ha esercitato un’ulteriore pressione sulle autorità moldave affinché adottassero riforme compatibili con gli standard normativi europei. Di fatto, ciò ha portato alla creazione di meccanismi istituzionali e strategie pubbliche finalizzati all’armonizzazione legislativa, misure che sembrano dare i loro frutti sotto forma di miglioramenti tangibili nella libertà dei media.

Tag: MAAM

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Questa pubblicazione è il risultato delle attività svolte nell’ambito del progetto Media Advocacy Action for Moldova: Empowering Moldova’s Public Watchdogs to Safeguard Media Freedom, cofinanziato dal Fondo CEI  della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano. Le posizioni contenute in questi materiali sono espressione esclusivamente degli autori e non riflettono necessariamente quello delle istituzioni cofinanziatrici.