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​Il legame indissolubile tra le due sponde dell’Adriatico rivive nel segno della memoria storica, con una conferenza internazionale dedicata ad Andrea Bencich, figura di rilievo che, con la sua opera, ha unito la storia italiana e serba attraverso l’impegno politico-organizzativo e civile e la lotta al fascismo

​L’evento, patrocinato dall’ARCI Rovigo e realizzato in collaborazione con la famiglia Bencich, celebra un percorso di vita eccezionale ponendo al centro la presentazione dell’edizione ampliata della sua autobiografia. Il progetto editoriale è stato promosso dai familiari di Bencich, da Giancarlo Lovisari (ARCI Rovigo) e da Zorica Ćosić (collaboratrice di Andrea Benčić), con l’obiettivo di offrire al pubblico una testimonianza storica che per decenni ha teso alla propria completezza.

La biografia di Andrea Bencich rappresenta un prisma dei più significativi eventi del XX secolo. Il suo contributo al pensiero libertario ebbe inizio già nel Regno di Jugoslavia, dove fu artefice dell’organizzazione del movimento di resistenza contro il fascismo. Durante la prigionia nel penitenziario di Sremska Mitrovica, Bencich collaborò con figure storiche chiave per la costruzione della nuova Jugoslavia, condividendo visioni con eminenti esponenti comunisti come Moša Pijade, Rodoljub Čolaković, Milovan Đilas e Ognjen Prica. Proseguì il suo percorso combattente nella Resistenza italiana come membro della 63ª Brigata “Bolero”, diventando in seguito una figura imprescindibile della vita politico-organizzativa e civile di Polesine.

​Seguirà la proiezione del documentario “Destini sigillati” (Zapečaćene sudbine), prodotto dalla Radio-televisione della Vojvodina (Vojnet), alla presenza di ospiti provenienti dalla Provincia Autonoma della Vojvodina, Serbia.

Al dibattito interverranno la storica Mirjana Marković e l’autore della sceneggiatura Miljan Vitomirović.

INFO:
ARCI Rovigo

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