Pubblicato il: 29/04/2026

Uno sguardo tra villaggi, miniere, storia e natura

Dal 20 al 26 luglio presso Ekometa, l’eco-villaggio costruito da Irvin Mujčić tra i boschi nei pressi di Srebrenica, viene proposta una residenza di fotografia. Iscrizioni aperte fino al 31 maggio

Residenza di fotograzia a Ekometa

Residenza di fotograzia a Ekometa ©- Srebrenica Dream

Link: Srebrenica Dream

“Quello che voglio è che il mondo ricordi i problemi e le persone che fotografo. Voglio creare una discussione su ciò che accade nel mondo e stimolare un dibattito con queste immagini. Nient’altro. Non voglio che la gente le guardi apprezzando soltanto la luce o la gamma di tonalità. Voglio che guardino dentro e capiscano cosa le foto rappresentano, e chi sono le persone che fotografo.”

Sebastiao Salgado

L’idea di creare una residenza fotografica in Bosnia Erzegovina si inserisce nel più ampio progetto ideato da Irvin Mujčić nella creazione di Ekometa. Un eco-villaggio sorto sulle ceneri di uno dei tanti villaggi di Srebrenica distrutti durante la guerra e il Genocidio. Ekometa è completamente immersa nella natura, luogo di rinascita e condivisione. L’intento è quello di offrire uno spazio di incontro e scambio, dove l’ espressione dell’unicità che ognuno porta con se può dialogare apertamente e liberamente. L’obiettivo di Ekometa è quello di creare un luogo dove sentirsi accomunati nell’essenza della natura, dove ciò che divide sfuma, dandoci l’opportunità di liberare e aprire il nostro sguardo.

L’esperienza della bellezza come forma di redenzione, qui a Srebrenica, assume una valenza esemplare e rappresenta una forma di resistenza e di riscatto. Fare esperienza della bellezza, in tutte le sue forme profonde, diventa il nostro modo di rispondere alle tragedie e all’oblio. La fotografia può porsi come testimone della tragedia e della bellezza e richiede necessariamente la nostra viva presenza in tutto il suo farsi.

Viviamo in un ecosistema di immagini sempre più inquinato e sovrappopolato. Siamo assuefatti alla quantità colossale di immagini che ci investono ogni giorno e che si affastellano nella nostra mente. La natura ci offrirà un terreno fertile di incubazione per creare e curare nuove relazioni tra le immagini.

La residenza sarà un’occasione per esplorare, confrontarsi e sviluppare la propria visione. La fotocamera accompagnerà il nostro sguardo durante visite guidate, escursioni nella Bosnia orientale e nel canyon del fiume Drina.

Lasceremo vagare il nostro sguardo lungo i paesaggi Bosniaci per perderci e ritrovarci nella natura. Saremo testimoni della tragedia che ha colpito Srebrenica e che oggi più che mai chiede di essere compresa. Capiremo che ruolo può avere la fotografia nel nutrire la memoria attiva, e come essere testimoni del nostro presente passa dalla presa di coscienza e quindi dall’assunzione di responsabilità rispetto al nostro rapporto con il mondo e con il prossimo. Questo essere presenti riguarda anche la fotografia e le immagini che creiamo e diffondiamo. Sperimenteremo il tempo del cammino e il tempo fotografico, lasceremo svolgere il mondo di fronte al nostro passo e ai nostri occhi. Cercheremo di avvicinarci al cuore vivente delle immagini con la semplicità di chi abbandona tutto ciò che è superfluo.

Quest’anno, con la guida di Claudio Cristini e Irvin Mujčić, la residenza evolve verso una pratica più partecipativa e condivisa. l’obiettivo è superare la visione del singolo e iniziare a costruire, edizione dopo edizione, un vero e proprio archivio iconografico collettivo di Ekometa. i partecipanti diventeranno co-autori di un fondo di immagini e pensieri capace di documentare nel tempo l’identità e la trasformazione di questi luoghi.

La residenza si svolge dal 20 al 26 luglio. Si veda il programma e come iscriversi entro il 31 maggio 2026 al seguente link.

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