Presentazione del libro di Gabriele Santoro, in cui racconta Srebrenica. Nato da un progetto di memoria e di amicizia, intrecciando reportage, testimonianze, traduzioni e riflessioni, il libro attraversa rovine e ritorni, le parole trovate e quelle perdute. L’autore dialogherà con Sara Zanatta della Fondazione Museo storico del Trentino
Presentazione del libro “Nessun’altra casa. Memorie lungo la Drina trent’anni dopo Srebrenica“, (Del Vecchio Editore, 2025), con l’intervento dell’autore Gabriele Santoro in dialogo con Sara Zanatta della Fondazione Museo storico del Trentino.
“Non c’è una voce unica che possa raccontare Srebrenica. Ecco perché questo libro sceglie la forma del mosaico: frammenti di vite, di tempi, di lingue che si cercano senza mai combaciare del tutto. È un dialogo tra generazioni – sopravvissuti, figli, testimoni, viaggiatori – che restituisce a chi legge non una verità compatta, ma un campo di risonanze. A trent’anni da una delle guerre jugoslave più efferate e dal genocidio commesso nella terra di confine tra la Serbia e la Bosnia Erzegovina, segnata dal fiume Drina, ogni racconto è un tassello che apre un varco, ogni silenzio una domanda che continua ad operare nel presente. Nato da un progetto di memoria e di amicizia, intrecciando reportage, testimonianze, traduzioni e riflessioni, il libro attraversa rovine e ritorni, le parole trovate e quelle perdute.” ( (Paola Del Zoppo). Prefazione del cardinale Matteo Maria Zuppi.
Gabriele Santoro è giornalista professionista dal 2010. Ha lavorato per Adnkronos, gli esteri di Rainews24 e Tv2000. Dal 2009 collabora con Il Messaggero. Scrive per il venerdì di Repubblica, Minima&moralia, Il Tascabile – Treccani e Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa. È autore del saggio inchiesta La scoperta di Cosa nostra. La svolta di Valachi, i Kennedy e il primo pool antimafia (Chiarelettere). Nel 2024 esce per Feltrinelli Tutti i colori del rosso. U viaggio nella storia della sinistra per ritrovare l’orgoglio dell’alternativa.
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