Addio a Srđan Dizdarević, attivista per una Bosnia Erzegovina senza discriminazioni

17 febbraio 2016

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E' morto ieri a Sarajevo, a 63 anni, Srđan Dizdarević, a lungo presidente del Comitato Helsinki della Bosnia Erzegovina.

Srdjan Dizdarevic (Tacno.net)

Srdjan Dizdarevic (Tacno.net)

Dizdarević proveniva da una famiglia antifascista i cui membri erano stati politici e diplomatici jugoslavi - come suo fratello Nijaz, ambasciatore a Baghdad, Algeri e Parigi; suo zio Faik, a lungo ambasciatore a Teheran, Algeri e Madrid; e l'altro suo zio Raif Dizdarević, già ministro degli Esteri e presidente di turno della Presidenza della Bosnia ed Erzegovina e poi della Jugoslavia socialista. 

Srđan Dizdarević studia filosofia a Sarajevo e scienze politiche a Parigi, quindi per un decennio tra gli anni '70 e '80 lavora come giornalista; dal 1981 è stato vicedirettore del quotidiano sarajevese Oslobodjenje, mentre dal 1987 al 1991 lavora nel servizio diplomatico come Primo Segretario dell'Ambasciata della Jugoslavia a Parigi, fino a quando - disse al quotidiano francese Libération - "divenne impossibile lavorare per un'ambasciata della Grande Serbia".

Dizdarević tornò a Sarajevo il 2 aprile 1992, quattro giorni prima dell'inizio della guerra in Bosnia, e trascorse in città i tre anni dell'assedio di Sarajevo, rifiutando ogni offerta di lasciarla. Dichiarò più tardi: "C'erano momenti in cui pensavo che Sarajevo avesse solo una possibilità su centinaia di sopravvivere. Ma quella singola possibilità bastava".

Alla fine della guerra, nel 1995, Dizdarević si impegna in varie iniziative della società civile. E' ricordato da Al Jazeera Balkans come "un difensore di spicco dei diritti umani e delle libertà in Bosnia Erzegovina, un forte critico del crimine e della corruzione e un determinato sostenitore della pace e della convivenza". 

Nel 1995 è eletto  primo presidente del Comitato Helsinki per i diritti umani in Bosnia Erzegovina, incarico che mantiene fino al 2014; è stato anche membro dell'associazione degli intellettuali indipendenti Krug 99; L'anno successivo è stato eletto membro del Comitato Esecutivo della Federazione Internazionale di Helsinki e membro della Presidenza del Parlamento Civico Alternativo. Nel 1997 è stato nominato membro e ministro degli Affari Esteri del Consiglio Alternativo dei Ministri.

Nel 1998 Dizdarević è nominato membro della Commissione elettorale provvisoria, e membro della Commissione Indipendente sui Media. Lo stesso anno, una decisione dell'Alto rappresentante per la Bosnia-Erzegovina lo nomina nel gruppo di lavoro sulla legge elettorale permanente.

Nel 2005 scriveva: "I partiti nazionalisti stanno bloccando ogni evoluzione del paese, per paura di perdere il potere. Le autorità religiose li sostengono, e coloro che si oppongono al nazionalismo, la società civile emergente, ancora non hanno abbastanza peso per farsi sentire. (...) Non c'è democrazia in Bosnia Erzegovina, nemmeno a livello costituzionale, poiché gli abitanti del paese non sono considerati come cittadini, ma come membri di comunità etniche predeterminate."

Seguendo il proprio impegno per una Bosnia ed Erzegovina civica e non nazionalista - ricorda il Courrier des Balkans - nel 2008 Dizdarević si unisce al gruppo, guidato dal regista Danis Tanović, che fonda il partito Naša Stranka.

Muore a Sarajevo nel febbraio 2016 all'età di 63 anni.

Leggi anche: La pagina Wikipedia su Srđan Dizdarević, curata da Osservatorio Balcani e Caucaso


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