Proiezione del documentario di Ado Hasanović, in cui racconta la vita a Srebrenica durante la guerra attraverso le riprese e i diari del padre. Il regista interverrà in dialogo con Paolo Pignocchi, responsabile del Coordinamento Europa di Amnesty International Italia
Agosto, 1993. Bekir Hasanović scambia una moneta d’oro per la videocamera con cui, da quel momento, filmerà la vita di ogni giorno a Srebrenica. Ado, figlio di Bekir, parte da queste immagini e dalle pagine dei diari del padre per ricostruirne la figura insieme alla madre Fatima.
Con la sua troupe improvvisata, Bekir cattura immagini che offrono un ritratto inaspettato di una popolazione smarrita, che nella disperazione, conserva un legame forte con la realtà e una sorprendente dose di umorismo. Ado, il figlio di Bekir, si impegna a ricostruire la figura del padre, partendo proprio da quei filmati e dalle pagine dei diari scritti da Bekir, insieme alla madre Fatima. Il loro obiettivo è scoprire come il padre sia riuscito a sopravvivere alla Marcia della Morte e al genocidio di Srebrenica.
Il documentario ci racconta la storia di un padre e di un figlio a che non hanno mai avuto la possibilità di affrontare realmente ciò che hanno vissuto. La difficoltà di comunicazione emotiva tra loro viene esplorata attraverso tre fonti distinte: i filmati girati dal regista stesso, i materiali d’archivio degli anni Novanta, raccolti dal padre in VHS e le parole scritte nei diari che tentano di raccontare l’assurdità della guerra e l’esperienza traumatica che hanno vissuto.
Alla proiezione saranno presenti il regista e Paolo Pignocchi responsabile del Coordinamento Europa di Amnesty International Italia.
L’evento è organizzato assieme alla cooperativa di commercio equo e solidale “Ponte Solidale”, dal CRIS (Centro di Ricerca e Intervento Sociale), dalle Donne in Nero, da DSF(Diritti, Solidarietà, Futuro), da Legambiente Umbria, da Uds (Unione degli Studenti) Perugia.






