Serbia, gli studenti si preparano allo scenario di elezioni anticipate
Nonostante i tempi non siano ancora maturi, dietro le quinte continuano i preparativi per la creazione della Lista degli Studenti. “È un’idea emersa nel tempo come conseguenza naturale e logica degli sviluppi nel Paese”, spiega Aleksa Popović, rappresentante degli studenti all’Università di Belgrado

Aleksa Popović
Aleksa Popović. Foto: gentile concessione di Aleksa Popović
Il 2026 potrebbe segnare una svolta decisiva non solo per le proteste degli studenti serbi, ma per l’intera Serbia.
Nonostante i tempi non sembrino ancora maturi per le elezioni anticipate, considerato il serio rischio che il presidente Aleksandar Vučić questa volta possa perdere il potere alle urne, il rinnovato dinamismo all’interno delle università si sta trasformando sempre più in qualcosa di politico.
“Abbiamo chiesto nuove elezioni perché, nel nostro sistema semi-presidenziale, il Parlamento è l’istituzione che gode della maggiore fiducia da parte del popolo”, è quanto spiega in un’intervista per OBCT Aleksa Popović, rappresentante degli studenti della Facoltà di Scienze dell’Organizzazione dell’Università di Belgrado, a proposito della richiesta al presidente Vučić di indire elezioni anticipate.
“Il Presidente della Repubblica dovrebbe essere figura che incarna l’unità del popolo, ma è chiaro che questo non è più vero”. È così che si è arrivati ad una fase nuova del movimento degli studenti.
Come vi state preparando politicamente in vista di possibili elezioni anticipate?
Abbiamo capito che era necessario un cambiamento urgente. La Lista degli Studenti è un’idea emersa nel tempo come conseguenza naturale e logica degli sviluppi nel Paese. Aveva senso compiere quel passo solo dopo che la maggioranza dei cittadini serbi avesse sostenuto il cambiamento della nostra forma di lotta. Siamo così passati dalla richiesta iniziale che le istituzioni nazionali rispondessero e soddisfacessero le nostre richieste specifiche a quella attuale di elezioni parlamentari anticipate.
Come è composta la Lista degli Studenti?
Ogni facoltà ha ricevuto un numero di posti nella lista proporzionale alle sue dimensioni. In totale la lista conterà 250 candidati, tanti quanti i seggi parlamentari. Abbiamo anche riflettuto sulla parità di genere nella nostra lista e, naturalmente, sarà composta in modo equilibrato da candidati e candidate. Attraverso meccanismi complementari, che sono in fase di elaborazione, abbiamo deciso che ogni facoltà avrà il diritto di veto nei confronti di alcuni candidati delle altre facoltà. Non posso però entrare nei dettagli perché non abbiamo ancora una posizione definitiva a riguardo.
E come avete selezionato i candidati?
Per selezionare i candidati di ciascuna facoltà, abbiamo deciso in partenza un elenco di requisiti che i potenziali candidati dovevano soddisfare per poter essere presi in considerazione. Volevamo solo persone che ci avessero sostenuto fin dall’inizio, che avessero un curriculum politico impeccabile e che ci possano rappresentare in Parlamento nel miglior modo possibile.
Che tipo di processo decisionale avete adottato all’interno delle assemblee nelle università?
In tutte le facoltà il processo decisionale è lo stesso, con una struttura chiara in ogni fase. Nel corso del tempo abbiamo perfezionato tutte le procedure della democrazia diretta, che è necessaria non solo in Serbia ma in tutto il mondo.
Prima dell’inizio di ogni plenaria definiamo e votiamo l’ordine del giorno. Dopo l’adozione dell’ordine del giorno, possiamo iniziare la discussione e la votazione, punto per punto. A ogni singolo punto è assegnato un tempo minimo, che può essere prolungato se necessario. Chiunque abbia un tesserino universitario valido può votare e partecipare alla discussione.
Una volta votati tutti i punti all’ordine del giorno, trasmettiamo le nostre decisioni agli organi superiori che si occupano delle questioni che riguardano tutte le facoltà. Durante le riunioni generali, possiamo quindi trasmettere le nostre decisioni congiunte al pubblico. È per questo che forse non siamo sempre stati i più veloci nel comunicare, ma abbiamo preso decisioni basate sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Abbiamo adottato alcuni elementi della democrazia diretta e li abbiamo adattati alle nostre esigenze per essere il più efficienti possibile.
C’è stato un cambio di sostegno tra i cittadini dopo l’aumento della violenza della polizia nei vostri confronti?
Dopo le proteste del giugno 2025 abbiamo percepito una maggiore brutalità da parte della polizia nelle strade. Ma questo ha solo contribuito a infiammare la folla e ha evidenziato con ancora più evidenza che siamo un popolo davanti a un bivio tra dittatura e democrazia. La brutalità non è riuscita a cacciarci dalle strade e a costringerci a una pacificazione forzata.
A mio avviso, abbiamo mantenuto la dignità e non abbiamo ceduto alla trappola delle autorità: siamo rimasti calmi e non abbiamo abboccato all’esca di giocare secondo le loro regole violente. Anche se il numero di persone in piazza non è più quello dell’inizio della protesta, il desiderio della popolazione di vedere un cambiamento di potere non è mai stato così forte. Sono assolutamente certo che, una volta indette le elezioni, l’intera Serbia scenderà in piazza e metterà in chiaro che abbiamo aspettato e sopportato abbastanza, a causa di una minoranza che sta facendo tutto il possibile per impedire al Paese di andare avanti.
Questo non è più solo un movimento studentesco, ma è davvero un movimento popolare. Ogni giorno vediamo emergere nuove iniziative e organizzazioni che si basano su valori di democrazia, solidarietà e unità.
Quale sarebbe il vostro atteggiamento nei confronti dell’Unione europea se doveste arrivare al potere?
Fin dall’inizio, il movimento studentesco ha cercato di mantenere un minimo ideologico che includesse tutti i cittadini, in modo da poter essere d’accordo su un principio cardine: che vogliamo vedere un cambiamento. Non posso parlare in dettaglio di ciò che faremmo rispetto all’Unione europea se arriveremo al potere, ma sono personalmente convinto che molti dei valori fondamentali del movimento coincidano con quelli europei. Il fatto stesso che abbiamo visitato le capitali dell’UE è un buon indicatore del fatto che questo movimento non è solo serbo, ma anche europeo.
In evidenza
- Libertà dei media
- Ecologia femminista







