Sarajevo, chiuso l’Ex-Yu Rock Centar
L’Ex-Yu Rock Centar di Sarajevo è stato chiuso nel novembre 2025 per via della difficile situazione finanziaria, complice la mancanza di supporto istituzionale. La capitale della BiH è così stata privata di una delle poche realtà dedite alla valorizzazione del patrimonio culturale jugoslavo

© Ex-Yu Rock Centar (EYRC)
© Ex-Yu Rock Centar (EYRC)
Nei suoi tre anni di attività, il museo Ex-Yu Rock Centar (EYRC), fondato nel novembre 2022, si è affermato come un’attrazione turistica unica a Sarajevo, proponendo un’ampia collezione di cimeli e oggetti rari che rievocano la creatività di centinaia di famosi musicisti e gruppi dell’ex Jugoslavia.
Il museo ha ospitato anche numerosi concerti e altri eventi a tema rock, tra cui fiere di dischi in vinile, promozioni di album e serate per i giovani.
Tim Požarnik, 22 anni, bassista, fotografo e membro del gruppo pop punk “Bijeda” [Miseria] di Sarajevo, afferma di aver frequentato volentieri l’EYRC.
“Dopo tanti bei momenti e ricordi dei miei concerti e di quelli di altri musicisti, e di una mostra fotografica che avevo allestito lì, sono rimasto sorpreso dalla chiusura del museo”.
Per Požarnik il museo ha significato molto ed è stato importante per le giovani generazioni in generale, soprattutto se si considera che a Sarajevo non ci sono molti spazi per concerti e mostre di artisti giovani ed emergenti.
“L’EYRC ha dedicato particolare attenzione alla promozione e all’affermazione dei giovani, ed è per questo che è diventato uno spazio unico a Sarajevo”, sottolinea Požarnik, aggiungendo di essere convinto che molte persone, soprattutto giovani, attendano con ansia la riapertura dell’EYRC proprio per le opportunità che questo museo ha offerto.
Anche la musicista Sara Vojičić, 28 anni, è rimasta rattristata, seppur non sorpresa, dalla chiusura dell’EYRC perché, come spiega, da anni ormai a Sarajevo i luoghi che promuovono la cultura rock chiudono uno dopo l’altro.
“Certo, ero contenta che esistesse un posto del genere, lì ho promosso un mio singolo nell’ottobre 2023. È stata una serata fantastica e ringrazio l’EYRC per questo. Ricordo anche una bella serata dedicata alle cantanti rock dell’ex Jugoslavia con una mostra dedicata interamente alle donne”, racconta Vojičić.
“Come città, non siamo dove dovremmo essere, se si considera che Sarajevo un tempo era il cuore della scena rock regionale”, denuncia Sara. Suo padre, Mladen Vojičić Tifa, è uno dei cantanti rock più famosi dell’ex Jugoslavia, membro delle band Bijelo Dugme e Divlje Jagode, per citarne solo due delle più celebri.
“Ci sono molti giovani musicisti che hanno bisogno del supporto dei media e degli sponsor. Spero che la situazione cambi e che l’EYRC si trasferisca in una nuova sede, soprattutto per il sostegno che ha fornito ai giovani che amano la musica rock. È importante che un’iniziativa come questa sopravviva”.
Nella fase di avvio del progetto, l’EYRC ha ricevuto un sostegno significativo, soprattutto per quanto riguarda le attrezzature, dall’UE e da altri donatori internazionali. Tuttavia, il supporto delle istituzioni bosniaco-erzegovesi a vari livelli (locale, cantonale, statale) non si è concretizzato come promesso.

© Ex-Yu Rock Centar (EYRC)
Pressioni finanziarie e restrizioni
Quanto alle ragioni della chiusura dell’EYRC, i rappresentanti del museo citano le limitazioni imposte dal Centro Skenderija [che ospitava la sede dell’EYRC] e le promesse non mantenute dalle autorità locali e cantonali.
Will Richard, co-fondatore dell’EYRC, spiega che il Centro Skenderija ha reso impossibile l’autonomia economica del museo.
“Il Centro Skenderija ci ha reso molto difficile organizzare eventi, e anche quando siamo riusciti a farlo, hanno sempre insistito perché organizzassero da soli il rinfresco”, sottolinea Richard. “Certo, abbiamo sempre pagato band e tecnici del suono per i concerti e coperto tutte le spese, ma il Centro Skenderija allestiva un proprio banco bar e incassava i guadagni. Anche con un’affluenza elevata, abbiamo registrato perdite”.
“La nostra è un’organizzazione no-profit, non siamo certo qui per realizzare profitti, ma avevamo bisogno di un meccanismo per generare reddito in modo da poter coprire le spese essenziali, come l’affitto. Per tre anni, il Centro Skenderija ha limitato in modo significativo la nostra capacità di sopravvivere”, spiega Richard.
L’EYRC ha dovuto affrontare anche altri ostacoli. Le condizioni interne dei locali nel Centro Skenderija erano pessime, come dimostrano alcuni video pubblicati sui social. Le promesse di ristrutturazione degli spazi entro il 2022 non sono state mantenute.
“La svolta per me è avvenuta l’estate scorsa, quando mi sono reso conto che il Centro Skenderija aveva travisato la metratura dei locali che ci affittava”, racconta Richard. “Per più di due anni e mezzo abbiamo pagato l’affitto per uno spazio che avevano calcolato essere di 750 metri quadrati. Tuttavia, la superficie effettiva dello spazio era inferiore a 500 metri quadrati. In sostanza, stavamo pagando il 50% in più di quanto avremmo dovuto in base al contratto iniziale del 2022. Quando mi sono confrontato con la direzione del Centro, hanno accettato i nostri dati, rifiutando però di saldare l’ingente importo che avevamo pagato in eccesso”.
“Il Centro Skenderija è l’ultima istituzione a cui rivolgersi, perché non siamo stati noi a proporre l’idea di autosostenibilità del progetto”, afferma Šenaj Avdić, direttore dell’azienda pubblica che gestisce il Centro. Interpellato da OBCT, Avdić aggiunge di essere consapevole della mancanza di sostegno da parte delle istituzioni cantonali e federali che ha messo a rischio la sopravvivenza dell’EYRC.
Per Avdić l’EYRC è un’iniziativa indispensabile perché celebra la tradizione e la cultura musicale. Esprime rammarico per la chiusura del museo, precisando di aver fatto tutto il possibile per prolungare il contratto con l’EYRC, di aver parlato direttamente con i rappresentanti delle istituzioni per aiutare il museo e di aver contribuito alla promozione del progetto sui social.
Il direttore del Centro Skenderija afferma che sin dall’inizio il contratto firmato con l’EYRC prevedeva un canone di locazione molto inferiore rispetto agli altri locali del Centro Skenderija. Avdić non ha però risposto alla domanda sulla valutazione errata della superficie dei locali a causa della quale l’EYRC per più di trenta mesi ha pagato una somma maggiore a quella dovuta per l’affitto e le utenze.
Secondo Avdić, l’EYRC non è stato riconosciuto come un luogo “popolare” da cittadini e turisti, quindi non è riuscito ad imporsi come una realtà indispensabile per la società, anche a causa della mancanza di supporto istituzionale.
Il direttore del Centro Skenderija sottolinea che tutti i sindaci e i ministri con cui ha parlato cercando di promuovere l’EYRC “si sono dimostrati riluttanti ad affrontare l’argomento e assolutamente nessuno di loro ha riconosciuto il valore aggiunto dell’EYRC”.
Promesse disattese
Alcuni documenti a cui OBCT ha avuto accesso in parte smentiscono le affermazioni di Avdić secondo cui le autorità locali e cantonali non avrebbero apprezzato l’EYRC. Tra questi documenti spicca una lettera del 2021 in cui Edin Forto, ex primo ministro del Cantone di Sarajevo, esprime il suo sostegno e la disponibilità a collaborare con l’EYRC. Nella lettera si sottolinea che le iniziative e i progetti promossi dall’EYRC “hanno il potenziale per diventare un’attrazione turistica, capace di attrarre visitatori dalla regione e dal mondo”.
Nel 2023, il governo del Cantone di Sarajevo ha annunciato ufficialmente il suo sostegno all’EYRC, in un documento presentato dall’allora primo ministro Nihad Uk. Sempre nel 2023, Kenan Magoda, ministro cantonale della Cultura e dello Sport, ha firmato una lettera di sostegno, affermando, tra l’altro, che il ministero da lui guidato vedeva nell’EYRC un progetto importante per il Cantone di Sarajevo.
Inoltre, all’inizio del 2024, il consiglio comunale di Sarajevo ha adottato una decisione sul riconoscimento dell’associazione Ex-Yu Rock come progetto di particolare importanza che “contribuisce all’immagine della città di Sarajevo abbracciando e promuovendo l’identità urbana e la scena culturale della metropoli”.
Sin dall’inizio, l’EYRC è stato in contatto con alcuni alti funzionari politici del Cantone di Sarajevo. Le autorità cantonali – come spiega Richard – si sono impegnate a coprire i costi di affitto per i primi tre anni e a sovvenzionare in modo significativo i costi di affitto per i successivi due anni. L’obiettivo era quello di contribuire al lancio del progetto e al suo sviluppo sostenibile.
Tuttavia, il sostegno non si è concretizzato come promesso. Il Cantone di Sarajevo ha erogato fondi nel 2022 e nel 2023, pari a circa il 30% dei costi di affitto dei locali nel Centro Skenderija.
Nel 2024 il ministero della Cultura e dello Sport del Cantone di Sarajevo ha annunciato l’intenzione di sostenere i costi di affitto dell’EYRC per il 2024 e il 2025. Tuttavia, il museo non ha ricevuto alcun sostegno finanziario dal ministero in quei due anni. Il finanziamento dell’EYRC è stato approvato nel 2024 a seguito di un bando pubblico promosso dal ministero, ma le risorse non sono mai state stanziate.
Non ci sono dati sulla distribuzione dei fondi del ministero destinati alle organizzazioni culturali non governative per il 2024 e il 2025. Il ministero non ha risposto alle nostre richieste e chiamate.
Nel 2022, la municipalità di Centar Sarajevo ha fornito un modesto sostegno (di circa 500 euro) all’EYRC in vista dell’apertura del museo, ed è stata quindi inserita tra i donatori del progetto. Il presidente della municipalità ha promesso di sostenere il progetto in modo più significativo negli anni successivi, soprattutto considerando che la sede del museo si trovava in quella municipalità, dove peraltro son nate molte band leggendarie di Sarajevo. Nonostante le promesse, la municipalità non ha mai fornito alcun sostegno concreto, rimanendo sorda alle sollecitazioni dell’EYRC.
Alla nostra richiesta di chiarimenti, l’Ufficio Informazioni della municipalità di Centar Sarajevo ha affermato che le questioni relative all’EYRC esulano dalla competenza della municipalità, precisando però che quest’ultima, in linea con le proprie capacità e prerogative, sostiene il lavoro dell’EYRC e di altre istituzioni culturali.

© Ex-Yu Rock Centar (EYRC)
L’importanza dell’Ex Yu Rock Centar
Nonostante i numerosi ostacoli incontrati sin dalla sua fondazione, l’Ex-Yu Rock Centar è diventato un’importante attrazione turistica di Sarajevo, come confermato dalle recensioni molto positive dei visitatori provenienti da tutto il mondo. Durante i tre anni di attività, il museo ha organizzato otto mostre dedicate al rock’n’roll jugoslavo e ha esposto più di mille oggetti originali: chitarre e altri strumenti, abiti di scena, manifesti di concerti, biglietti, album rari e altri cimeli.
Il museo, unico nel suo genere, ha dato spazio a gruppi e artisti provenienti da tutti i paesi ex jugoslavi, diventando un importante punto di incontro per artisti, appassionati di musica e turisti di tutte le generazioni.
“Non abbiamo intenzione di rinunciare al progetto”, afferma Will Richard. “Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto e credo che l’Ex-Yu Rock Center sia molto importante per Sarajevo e per l’intera area [post jugoslava] per diversi motivi. Abbiamo sicuramente tratto lezioni dall’esperienza degli ultimi tre anni e spero che troveremo presto una sede alternativa adeguata e che continueremo a promuovere questa musica straordinaria a Sarajevo”.
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