Ripensare le stazioni nei contesti urbani: l’esperienza transnazionale di Station for Transformation

Cosa c’entrano un giardino commestibile a Nova Gorica, un rifugio climatico a Granada, un chiosco urbano a Pireo e la rigenerazione della stazione ferroviaria di Rovereto e delle sue aree adiacenti? Seguiteci nel nuovo progetto Station for Transformation e lo scoprirete presto

29/01/2026, Rossella Vignola
Foto di: S4T - Station for Transformation

Foto di: S4T – Station for Transformation

Foto di: S4T - Station for Transformation

Come trasformare le stazioni in luoghi di partecipazione, riflessione e attivazione comunitaria sul cambiamento climatico, sottraendole all’abbandono o alla logica dei consumi di massa? A Rovereto, in Trentino, il progetto Station for Transformation (S4T), ha avviato un processo di rigenerazione della stazione ferroviaria e delle aree adiacenti, riconvertendo spazi dismessi o sottoutilizzati in luoghi di aggregazione, consapevolezza e azione collettiva sui temi del cambiamento climatico e della tutela della biodiversità, in linea con i principi del New European Bauhaus: sostenibilità, inclusione e bellezza.

E cosa lega questa esperienza trentina a un giardino commestibile a Nova Gorica, a un rifugio climatico a Granada e a un chiosco urbano a Pireo? Grazie a una prospettiva transnazionale, Station for Transformation ha avviato uno scambio con tre città europee per sviluppare progetti pilota che reinterpretano i nodi della mobilità urbana come spazi nuovi per la vita cittadina: la stazione transfrontaliera di Nova Gorica in Slovenia, una piazza a nord di Granada che connette linee urbane diverse, e il porto del Pireo in Grecia, snodo strategico del Mediterraneo orientale.

Nova Gorica: un giardino commestibile tra cibo e culture transfrontaliere

A Nova Gorica, città di confine tra Slovenia e Italia dalla forte identità geografica e culturale, S4T concentra il proprio intervento nell’area transfrontaliera: un ambito urbano in trasformazione che comprende gli spazi espositivi dell’Epic District e il centro culturale e ricettivo Super 8, il quartiere della stazione ferroviaria e il sistema di spazi pubblici che lo circondano. Qui si trova anche la simbolica piazza Transalpina, un tempo attraversata dal confine di Stato e oggi divenuta uno dei luoghi centrali della vita culturale della prima Capitale europea della Cultura transfrontaliera, titolo condiviso con Gorizia.

Il Comune adatta alcuni elementi chiave di S4T alla sperimentazione pilota di un giardino commestibile, concepito come hub civico ed educativo all’aperto. In questo caso è uno spazio verde sottoutilizzato a essere trasformato in luogo di incontro, apprendimento e co-creazione, coinvolgendo giovani, migranti e persone con disabilità in attività legate a natura, cibo, biodiversità e consapevolezza climatica. Eventi culturali e laboratori promuoveranno le culture alimentari migranti, il coinvolgimento di studenti di cucina e attività educative dedicate a biodiversità e sistemi alimentari.

Il pilota di Nova Gorica si inserisce in un contesto agroalimentare particolarmente significativo. La città si trova infatti all’incrocio di diversi assi agricoli – Adriatico, Carso, Valle del Vipacco, Valle dell’Isonzo, Brda e Pianura Padana – dove tradizioni latine e slave si sono incontrate dando vita a una cultura del cibo peculiare. Questa sensibilità verso il cibo e le produzioni locali fornisce una base solida per esplorare pratiche alimentari sostenibili e avvicina l’esperienza di Nova Gorica a quella di Rovereto, dove il legame tra comunità, cibo e spazi urbani è centrale in S4T.

Stazione Trasformazione - S4TIl progetto S4T è cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito della European Urban Initiative, che sostiene le città europee nella realizzazione di politiche urbane sostenibili. A guidarlo è il Comune di Rovereto (Trento), in collaborazione con partner locali e internazionali. OBCT, come unità operativa del Centro per la Cooperazione Internazionale, partecipa al progetto occupandosi in particolare della dimensione transnazionale e del coordinamento con le tre città europee coinvolte.

Granada: eco-hub urbani lungo i Caminos Amables

A Granada, S4T si sviluppa lungo i Caminos Amables, corridoi pedonali e ciclabili progettati per favorire spostamenti sostenibili in città. Lungo questi percorsi si trovano numerose stazioni di sosta, alcune delle quali –  2-3 in particolare – diventeranno eco-hub pubblici multifunzionali all’aperto, ispirati al modello di Rovereto e alla sua esperienza di partecipazione cittadina.

Gli hub saranno individuati nelle aree periferiche della città, dove coinvolgere i cittadini nelle pratiche di sostenibilità è più difficile. Questi spazi diventeranno luoghi di aggregazione, educazione ambientale e co-creazione di iniziative sostenibili, ospitando laboratori sulla biodiversità, campagne di piantumazione, attività culturali ed eventi dedicati al consumo di prodotti locali.

A completare la rete, sarà previsto un ‘hub mobile’ su un mezzo elettrico, capace di spostarsi lungo i Caminos Amables e nelle aree verdi circostanti, accompagnando eventi e campagne di piantumazione. In questo modo, il progetto estende la propria portata, raggiungendo cittadini e comunità che altrimenti potrebbero restare ai margini delle iniziative di partecipazione.

La gestione degli hub seguirà un modello collaborativo e progressivo: inizialmente guidata dalla municipalità, coinvolgerà organizzazioni locali e gruppi cittadini, con l’obiettivo di trasferire gradualmente la responsabilità agli stessi utenti. Così i Caminos Amables diventano strumenti di trasformazione urbana partecipativa, rafforzando il legame tra comunità, spazi pubblici e ambiente e mobilità sostenibile e assicurando che le periferie siano pienamente incluse nei processi di rigenerazione e partecipazione civica.

Pireo: un micro-hub comunitario in un porto del Mediterraneo

A Pireo, principale porto della Grecia, città densamente urbanizzata e con un ruolo strategico nel Mediterraneo orientale, S4T interviene attraverso la riattivazione di un chiosco comunale inutilizzato nei pressi dell’area portuale, situato in centro città, vicino al Giardino Tinianios e ai principali nodi di trasporto pubblico. Lo spazio sarà trasformato in un hub di comunità dedicato a eventi, laboratori e attività su resilienza climatica, biodiversità, sostenibilità, sicurezza urbana e inclusione sociale.

Il pilota di Pireo riprende due elementi chiave di S4T: il concetto di hub pubblico-civico come spazio di co-creazione e apprendimento informale, e le attività di capacity building sviluppate con scuole, associazioni e cooperative all’interno di un percorso di progettazione partecipata. In questo contesto urbano, Pireo sperimenta una versione “micro” del modello di Rovereto, testando il potenziale dei micro-hub come catalizzatori di trasformazioni comunitarie sostenibili in città ad alta densità.

Città europee di fronte a sfide comuni

Nel dialogo tra Rovereto e le città partner affiorano questioni comuni a molte città europee: dalla necessità di mitigare gli effetti delle isole di calore urbane alla carenza di spazi verdi accessibili; dalla gestione condivisa degli spazi rigenerati all’inclusione dei gruppi vulnerabili nei processi di trasformazione urbana. A queste si affiancano le pressioni crescenti legate al cambiamento climatico e all’aumento della popolazione urbana, che rendono sempre più urgente ripensare il ruolo delle città e il loro rapporto con la natura.

Attraverso questo percorso di trasferimento e scambio, S4T si configura come un laboratorio europeo di trasformazione urbana, capace di adattarsi a contesti diversi, mantenendo saldi i propri principi fondanti: partecipazione, inclusione, sostenibilità e forte radicamento territoriale.

Al centro rimane l’obiettivo di promuovere città più resilienti e capaci di rispondere alle sfide del cambiamento climatico, attraverso alleanze tra cittadini, società civile e istituzioni locali, con un’attenzione ai gruppi più vulnerabili e senza lasciare indietro nessuno.

In questo quadro, Rovereto diventa non solo un caso studio, ma un punto di riferimento all’interno di una rete europea più ampia, in cui le città imparano le une dalle altre e costruiscono risposte condivise alle sfide del presente e del futuro.

Il 2026 si prospetta come un anno particolarmente intenso per il progetto, con numerose attività previste sia a Rovereto sia nelle tre città partner, che avvieranno e svilupperanno le rispettive azioni pilota nei propri territori, traducendo i principi del progetto in pratiche concrete.

Questo materiale è pubblicato nel contesto del progetto Station4Transformation cofinanziato dall’Unione europea (Ue). L’Ue non è in alcun modo responsabile delle informazioni o dei punti di vista espressi nel quadro del progetto. La responsabilità sui contenuti è unicamente di OBC Transeuropa.