Media pubblici ed IA, i Balcani occidentali tra luci ed ombre

I servizi pubblici dei Balcani occidentali sono pronti per le sfide dell’intelligenza artificiale? Una ricerca evidenzia la creazione di cornici istituzionale ed etica di base, ma transizione digitale e gestione dell’IA restano insufficienti

20/01/2026, Aleksandar Samardjiev Tetovo
© metamorworks/Shutterstock

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NarativAI – Center for Media Innovation in the Balkans ha pubblicato “Transparency and AI Readiness of Western Balkan Public Service Broadcasters”, la prima valutazione regionale del suo genere che esamina come le emittenti pubbliche dei Balcani occidentali stanno rispondendo alle sfide della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale.

Il rapporto valuta in che misura le emittenti pubbliche abbiano adottato pratiche di governance trasparenti, quadri etici accessibili e standard moderni per affrontare i rischi legati al digitale, ai social media e all’intelligenza artificiale.

L’analisi si basa su informazioni disponibili pubblicamente e applica una metodologia standardizzata su 100 punti, combinando indicatori di trasparenza (50 punti) e preparazione al digitale e all’intelligenza artificiale (50 punti).

Sono state valutate sette emittenti pubbliche: MRTV (Macedonia del Nord), RTS (Serbia), RTCG (Montenegro), BHRT (Bosnia Erzegovina), RTSH (Albania), RTK (Kosovo) e HRT (Croazia). Insieme, queste istituzioni svolgono un ruolo centrale nel plasmare la fiducia del pubblico, l’integrità dell’informazione e la qualità della democrazia nella regione.

La ricerca è stata condotta tra ottobre e novembre 2025 e si basa sull’analisi di documenti, informative pubbliche e siti web istituzionali. Non sono state utilizzate informazioni interne o riservate. I risultati mostrano che le emittenti di servizio pubblico nei Balcani occidentali rientrano in una zona di preparazione complessiva moderata, con punteggi totali compresi tra 50 e 65 punti su 100.

Sebbene la maggior parte delle emittenti abbia stabilito basilari quadri istituzionali ed etici, il rapporto rileva che la trasformazione digitale e la governance dell’intelligenza artificiale rimangono disomogenee e poco sviluppate.

I punteggi più alti sono stati ottenuti da BHRT e RTK (65 punti ciascuna), seguiti da RTCG e RTSH (60 punti), mentre RTS ha ottenuto 55 punti. HRT e MRTV hanno registrato i risultati più bassi, con 50 punti ciascuna, posizionandosi nella fascia bassa dello spettro regionale.

“Questa è la prima valutazione regionale della trasparenza e della preparazione all’intelligenza artificiale delle emittenti pubbliche nei Balcani occidentali. Stabilisce un chiaro quadro di base della situazione attuale dei media di servizio pubblico ed è concepita come uno sforzo di ricerca a lungo termine che proseguirà nei prossimi anni”, afferma Aleksandar Manasiev, fondatore e presidente di NarativAI.

“Questo rapporto non è una critica, ma uno strumento costruttivo e basato sull’evidenza. Il suo obiettivo è evidenziare sia le lacune che le pratiche positive e supportare le emittenti pubbliche nel rafforzare la trasparenza, la governance etica e la preparazione per l’ambiente mediatico guidato dall’intelligenza artificiale”, aggiunge Manasiev.

Le emittenti ottengono generalmente risultati migliori in ambiti legati alla trasparenza formale, come l’esistenza di statuti, documenti di governance e codici etici generali. Tuttavia, sono in gran parte assenti nella regione politiche specifiche per l’intelligenza artificiale, linee guida editoriali sugli strumenti algoritmici e garanzie contro i contenuti sintetici o manipolati.

La valutazione individua un divario ricorrente tra le strutture di governance tradizionali e la realtà delle pratiche redazionali contemporanee, dove gli strumenti di intelligenza artificiale sono sempre più utilizzati in modo informale e senza una chiara supervisione istituzionale.

“I media di servizio pubblico nei Balcani occidentali non partono da zero, hanno solide basi etiche. La sfida ora è modernizzare tali quadri normativi per l’era dell’intelligenza artificiale, rafforzare la trasparenza e comunicare apertamente gli standard al pubblico. Questa ricerca è un punto di partenza per questo processo, non la sua conclusione”, ha dichiarato Manasiev a OBCT.

Applicando gli stessi criteri a tutte e sette le emittenti, il rapporto stabilisce un riferimento regionale comparativo. Questo approccio consente a decisori politici, autorità di regolamentazione, giornalisti e organizzazioni della società civile di comprendere meglio i punti di forza, le debolezze comuni e le aree prioritarie di riforma.

Gli autori del rapporto suggeriscono che il rafforzamento della fiducia del pubblico nei media di servizio pubblico dipenderà sempre più dall’aggiornamento dei quadri normativi etici, dal miglioramento dell’accessibilità pubblica dei documenti chiave e dallo sviluppo di politiche chiare e applicabili sull’uso responsabile dell’intelligenza artificiale.

“È particolarmente incoraggiante che BHRT e RTCG abbiano condiviso pubblicamente i risultati della nostra ricerca. Nel caso di RTCG, l’emittente stava già lavorando ad un nuovo Codice etico durante il periodo di ricerca, integrando i principi relativi all’IA nella pratica giornalistica. Questo rende RTCG la prima emittente pubblica della regione con tali regole etiche e la posiziona per migliorare significativamente i suoi risultati nelle valutazioni future.

NarativAI sottolinea che il rapporto non è inteso solo come un esercizio di classificazione, ma come uno strumento pratico per l’apprendimento e la riforma istituzionale. Le raccomandazioni chiave includono l’aggiornamento dei codici etici per affrontare esplicitamente l’IA, l’automazione e i contenuti sintetici, il miglioramento della visibilità pubblica e dell’accessibilità dei documenti di governance ed etica, l’istituzione di chiari meccanismi di responsabilità editoriale per i flussi di lavoro digitali e basati sull’IA, la garanzia di trasparenza nei confronti del pubblico in merito all’uso delle tecnologie emergenti.

“Guardando al futuro, prevediamo di estendere questa valutazione ad altri paesi dei Balcani e oltre, consentendoci di confrontare la posizione della regione rispetto ad altri sistemi mediatici. La portata e il ritmo di questa espansione dipenderanno dalle risorse disponibili nell’ambito dei nostri progetti in corso e futuri”, spiega Manasiev.