La rivoluzione รจ morta, viva la rivoluzione
Berna dedica un’esposizione ai 100 anni della Rivoluzione dโOttobre. Un percorso tra le avanguardie artistiche russe e il realismo socialista
Pochi sanno che a Berna Albert Einstein formulรฒ la teoria della relativitร ristretta, o che Paul Klee trascorse qui i suoi primi anni di vita e vi fece ritorno dopo che nel 1933 venne espulso dalla Germania nazista. Ancor meno sono coloro che sono a conoscenza che Berna ospitรฒ Lenin e la moglie, Nedezhda Krupskaya, tra il 1914 e il 1916.
Proprio per questo legame con il leader della Rivoluzione russa, due dei principali musei cittadini, il Centro Paul Klee e il Kunstmuseum, hanno dedicato una mostra in occasione del centesimo anniversario della Rivoluzione dโOttobre intitolata โLa Rivoluzione รจ morta.Viva la Rivoluzione!โ.
La mostra curata da Kathleen Bรผhler รจ divisa in due e ripercorre la storia artistica dellโintellighenzia russa e sovietica e il ruolo avuto dallโarte nel preparare il terreno ai โdieci giorni che sconvolsero il mondoโ.
Il modo migliore per visitare lโesposizione รจ seguirne lโordine cronologico, cominciando dallโavveniristico Centro Paul Klee, progettato da Renzo Piano.
Le avanguardie russe del primo Novecento, rappresentate dal Suprematismo di Kazimir Malevich, e dal Costruttivismo di Vladimir Tatlin e Alexander Rodchenko, con i loro lavori astrattisti hanno liberato lโimmaginazione (Herbert Marcuse riprenderร poi questo periodo coniando la frase โlโimmaginazione al potereโ che tanto piacque agli studenti del Sessantotto). Lโanchilosata societร zarista si trovava ora di fronte ad un nuovo modo di vedere il mondo. I costruttivisti, con la loro incrollabile fede nella scienza, nel progresso e nella tecnologia, rivolsero ai rivoluzionari bolscevichi le loro attenzioni e la fiducia per la costruzione di un futuro migliore. E, almeno fino agli anni Trenta, le attenzioni e il rispetto furono reciproche: la nuova arte era espressione di una realtร slegata dai codici puramente descrittivi borghesi e capitalisti.
Il fascino rivoluzionario contribuรฌ a far sรฌ che lโinfluenza artistica invertisse il suo corso: il flusso delle nuove scuole non correva piรน da ovest a est, ma da est a ovest. Suprematismo e, con maggior vigore, Costruttivismo vennero presi ad esempio per nuove espressioni artistiche in Occidente che trovarono il loro compimento nellโarte De Stijl e nel Bauhaus sino alle avanguardie latino americane e nei minimalisti.
Il terremoto costruttivista venne interrotto in Unione Sovietica da Stalin negli anni Trenta. Lโimmaginazione, se da una parte poteva portare allโinventiva, dallโaltra aveva un pericoloso potenziale di anarchia che rischiava di minare le ancora fragili fondamenta del nuovo stato sovietico.
Nel 1934 il Partito Comunista indicรฒ una serie di punti a cui gli artisti dovevano attenersi scrupolosamente per esprimere la loro vena. Lโastrattismo, troppo difficile da comprendere dalle masse, molte delle quali ancora culturalmente arretrate e illetterate, venne bandito e al suo posto venne creato il Realismo socialista.
Un percorso, quello dellโarte come metodo di istruzione, ben conosciuto nelle chiese cristiane del medioevo con le Biblia pauperum, che lโUnione degli Artisti Sovietici mutuรฒ in campo socialista.
ร da queste nuove direttive che la mostra โLa Rivoluzione รจ morta. Lunga vita alla Rivoluzione!โ si sposta, dallโavanguardia del Centro Paul Klee al piรน classico Kunstmuseum bernese.
Qui si ritrovano i famosi poster di propaganda sovietica dalle forme stilizzate e dai colori sgargianti che tanto successo hanno avuto tra i collezionisti di memorabilia e tra i nostalgici.
I nuovi codici artistici limitarono pesantemente la libertร dโazione dellโarte sovietica, ma, dโaltro canto, ebbero il grosso pregio di far comprendere soggetto e significato a tutti. Lโarte ridivenne popolare e non piรน appannaggio di una ristretta รฉlite intellettuale.
Lโesigenza di unitร necessaria per costruire un nuovo stato industrializzato e progredito, bandรฌ ogni forma di dissenso interno che si ripercosse anche nellโarte. I poster di Alexander Deineka e, con maggior visciditร , di Alexander Gerasimov (particolarmente attento a ritrarre i leader del Partito) vennero presi ad esempio dalla societร artistica sovietica e non solo.
Nella Germania dellโEst (DDR) il Realismo socialista trovรฒ una nuova vena affrontando con una straordinaria visione critica le contraddizioni allโinterno della societร , mentre in quella dellโOvest si affermรฒ una corrente maoista che approfondiva il collegamento tra arte e realtร sino a contraddire gli stessi dogmi ideologici del socialismo.
Questa realtร โalternativaโ cominciรฒ ad insinuarsi anche nellโUnione Sovietica di Breลพnev allโinizio degli anni Settanta, confluendo nella Sots-Art di Vitalij Komar e Alexander Melamid. Era, la Sots-Art, la rivisitazione in chiave socialista della Pop-Art statunitense (Sots era la contrazione del termine Sotsrealism, da Socialist Realism). Cosรฌ come la Pop-Art prendeva spunto da icone occidentali per criticare il consumismo, cosรฌ la Sots-Art traeva la propria ispirazione da elementi socialisti per commentarli visivamente in modo coraggiosamente sarcastico e umoristico.
La Stos-Art fu la porta attraverso la quale, dopo il crollo dellโURSS, altri artisti espressero il disappunto del popolo quando ci si accorse che il capitalismo non avrebbe portato quella ventata di pace, benessere e libertร che ci si aspettava. ร questo il senso di What the Homeland Begins With, il poster dipinto da Vladimir Dubossarsky e Alexander Vinogradov nel 2006 e che รจ stato significativamente scelto per illustrare la locandina della mostra
โLa Rivoluzione รจ morta. Lunga vita alla Rivoluzione!โ.














