Kosovo: nuovo parlamento e nuovo governo
Con la nuova Assemblea e il nuovo governo, il Kosovo mira a recuperare i ritardi dell’anno scorso. Gli analisti politici chiedono al nuovo esecutivo di concentrarsi sul miglioramento delle relazioni internazionali, le imprese vogliono politiche a favore del settore privato

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Pristina © Ajdin Kamber/Shutterstock
Il Kosovo ha formato le sue nuove istituzioni in seguito alle elezioni parlamentari anticipate, tenute nel dicembre 2025.
Il più giovane stato d’Europa ha quindi posto fine alla crisi politica dopo quasi un anno di governo provvisorio e un parlamento quasi completamente disfunzionale.
Dopo non essere riuscito a ottenere abbastanza voti per formare un governo alle elezioni di febbraio 2025, il Movimento per l’Autodeterminazione – Vetëvendosje (LVV) ha ottenuto una vittoria convincente alle elezioni di dicembre, con il 51,1% dei voti e 57 seggi.
Mercoledì 11 febbraio è stata costituita la nuova Assemblea del Kosovo ed è stato nominato il nuovo governo con a capo Albin Kurti. L’ex ministra della Giustizia, Albulena Haxhiu, è stata eletta Presidente del Parlamento, mentre sono stati eletti anche cinque vicepresidenti, tra cui uno appartenente alla comunità serba.
Circa tre ore dopo, in un’altra sessione straordinaria, l’Assemblea ha decretato la composizione del nuovo governo. Sessantasei parlamentari hanno votato a favore del governo di Kurti, 49 contro e non si sono verificate astensioni.
Il governo sarà composto da 19 ministeri, quattro in più rispetto al governo del 2021. Kurti ha aumentato il numero di ministeri nonostante avesse precedentemente promesso di ridurli in nome dell’efficienza e della riduzione dei costi.
Impegni per i prossimi quattro anni
Durante il suo discorso ai parlamentari, Kurti ha promesso investimenti nell’industria manifatturiera, nel welfare e nella difesa nazionale. Per la difesa, ha annunciato investimenti per un miliardo di euro.
“Il Kosovo è più democratico e sicuro che mai. Si è allineato alla pace, alla giustizia e ai suoi alleati democratici. La nostra alleanza con l’UE, gli Stati uniti e i paesi amici non vacillerà, perché questa cooperazione non è una strategia, è un valore”, ha affermato Kurti.
Riguardo alla normalizzazione delle relazioni con la Serbia, Kurti ha affermato che sarà perseguita attraverso un dialogo “costruttivo e creativo”, basato sull’Accordo di base di Bruxelles e sull’Allegato di attuazione di Ohrid.
“Tuttavia, come abbiamo agito negli ultimi quattro anni, la normalizzazione riguarda la regolamentazione delle relazioni tra due Stati, quindi una questione bilaterale ed esterna, non un’interferenza o un coinvolgimento negli affari interni. Il governo difenderà e applicherà la Costituzione e le leggi in vigore in ogni parte del Paese”, ha dichiarato Kurti.
Nel suo terzo mandato, ha annunciato Kurti, la riforma della giustizia entrerà nella sua fase decisiva. “La lotta alla corruzione continuerà e la legge sarà applicata senza timori o favoritismi in tutta la repubblica”, ha sottolineato Kurti.
Sbloccare centinaia di milioni di euro
Tra le prime decisioni della nuova composizione dell’Assemblea c’è stata la ratifica di cinque accordi internazionali per un valore complessivo di un miliardo di euro. Tra questi, due accordi con l’Unione europea, noti come “Piano di Crescita”, per un valore di 882 milioni di euro. Da questo pacchetto UE per i Balcani occidentali, il Kosovo riceverà 253 milioni di euro in sovvenzioni e 629 milioni di euro in prestiti.
Inoltre, sono stati ratificati tre accordi con la Banca mondiale per un valore complessivo di circa 120 milioni di euro, tra cui un prestito a tasso zero di 90 milioni di euro la cui scadenza sarebbe scaduta il giorno stesso della sua approvazione.
Aspettative dal nuovo governo
Il piano presentato da Kurti ai deputati è considerato molto ambizioso dall’analista politico Melazim Koci, che non è certo che tutti questi impegni possano essere rispettati.
Tuttavia sul fronte interno, secondo Koci, il nuovo governo dovrebbe concentrarsi sull’attrazione di investimenti esteri. “Non ci sono stati investimenti esteri negli ultimi quattro anni, fatta eccezione per gli investimenti effettuati dalla nostra diaspora. Questo non è sufficiente. Il Kosovo deve creare le condizioni per gli investitori stranieri, condizioni favorevoli che siano attraenti per i capitali stranieri, perché senza di esse non può raggiungere un alto tasso di sviluppo economico”, dichiara Koci a OBCT.
I rappresentanti delle imprese e delle organizzazioni economiche che fanno parte del Forum del settore privato stanno cercando un sostegno concreto dal governo per l’elaborazione di politiche che contribuiscano direttamente allo sviluppo di questo settore.
Questo forum, di recente istituzione, è guidato dall’Oda Ekonomike e Kosovës (OEK). Il suo presidente Lulzim Rafuna spiega a OBCT che il funzionamento delle nuove istituzioni è un passo importante per l’economia.
“Le nostre richieste riguardano la necessità di profonde riforme per rendere il Kosovo un paese più favorevole alle imprese e che la nostra diplomazia collabori con gli stati amici per ripristinare le relazioni che avevamo in precedenza, il che avrebbe anche un impatto diretto sul miglioramento dell’immagine del Kosovo sulla scena internazionale”, sostiene Rafuna.
Politica estera
A livello di politica estera, secondo Koci, la priorità del nuovo governo dovrebbe essere quella di ristabilire le relazioni con la comunità internazionale.
“L’avanzamento del Kosovo nelle strutture euro-atlantiche dipende dalle relazioni con gli Stati uniti e abbiamo ricevuto diversi segnali da Washington secondo cui, a causa delle azioni sul fronte interno, il partenariato è stato compromesso; sono state sollevate anche altre preoccupazioni. Credo che il primo compito del nuovo governo dovrebbe essere quello di riparare le relazioni e portarle al massimo livello possibile con i nostri partner euro-atlantici, in particolare con gli Stati uniti”, afferma Koci, aggiungendo che la possibilità di migliorare le relazioni con gli Stati uniti è stata segnalata dall’amministrazione di Donald Trump attraverso la decisione di includere il Kosovo tra i paesi fondatori del “Peace Board”.
“Con ciò, Washington ha chiarito di considerare il Kosovo uno stato funzionale, un partner strategico nei Balcani e un paese che dovrebbe essere incluso nelle organizzazioni internazionali. Macedonia del Nord, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro non sono stati invitati a questa iniziativa. Ciò dimostra che gli Stati uniti considerano il Kosovo una priorità nei Balcani e il Kosovo dovrebbe apprezzare questa posizione statunitense”, conclude Koci.
La prossima sfida per il Kosovo è l’elezione del Presidente: se non andasse a buon fine entro il 5 marzo, il Paese potrebbe tornare a nuove elezioni parlamentari anticipate.
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