Pubblicato il: 20/01/2026

Giochi senza frontiere, per il ripristino di Schengen

Da ormai due anni, nonostante Schengen, il confine tra Italia e Slovenia è stato ripristinato, dividendo territori, persone e comunità. Il 24 gennaio, al passaggio della fiamma olimpica a Gorizia, si terrà una protesta simbolica per ribadire che lo sport deve unire e non dividere, aprire e non chiudere, costruire ponti e non legittimare nuove barriere

Giochi senza frontiere, Gorizia 24 gennaio 2025 – Ospiti in Arrivo

Giochi senza frontiere, Gorizia 24 gennaio 2025 - Ospiti in Arrivo

Fonte: Ospiti in Arrivo

Il confine tra Italia e Slovenia, che credevamo definitivamente superato, è tornato a dividere territori, persone e comunità. Dal 21 ottobre 2023 il confine tra Italia e Slovenia è stato ripristinato. Improvvisamente, quel confine di cui avevamo festeggiato il crollo con l’entrata in Schengen della Slovenia nel dicembre del 2007 è tornato, con tutto il suo portato pragmatico e simbolico. Inizialmente dovevano essere 10 giorni. Poi 6 mesi. E siamo già a oltre due anni. Il 25 novembre è stata annunciata una nuova proroga di 6 mesi, fino al 18 giugno 2026.

Una chiusura giustificata con la sicurezza, ma che produce soprattutto esclusione, violenza e arretramento dei diritti, e un’altra giustificazione addotta per il protrarsi della chiusura del confine sono le prossime Olimpiadi. Per questo una rete di associazioni del territorio ha deciso di mandare un segnale in occasione del passaggio della fiaccola olimpica in regione.

Sabato 24 gennaio 2026 alle ore 11.00 a Gorizia, al valico Rafut, la rete organizza i “Giochi senza frontiere”: una protesta simbolica e gioiosa per ribadire che lo sport deve unire e non dividere, aprire e non chiudere, costruire ponti e non legittimare nuove barriere. Pallavolo, tiro alla fune, limbo… i giochi valicheranno i confini reali e immaginari.

Diciamo NO alla chiusura dei confini tra Italia e Slovenia: una misura di distrazione di massa, portata avanti con fondi pubblici in violazione del regolamento di Schengen, che sottrae risorse a interventi ben più importanti, nascondendo l’incapacità di affrontare i fenomeni migratori in modo efficace e coerente con il diritto internazionale.
La chiusura dello spazio Schengen e la militarizzazione del confine hanno un effetto ancora più violento sulle persone migranti che tentano di arrivare in Europa attraversando i Balcani. Le restrizioni di fatto non fermano il flusso, che avviene comunque attraverso i numerosi valichi non presidiati dalle forze dell’ordine, e i numeri lo dimostrano, a fronte di un costo enorme: dai 30 ai 45.000 euro al giorno, per un totale di 22-33 milioni di euro in due anni. Contribuiscono però a riprodurre il clima di violenza su cui si fonda l’approccio alle migrazioni nel discorso pubblico attuale, alimentando la percezione del migrante come nemico e dell’invasione da fermare. Gli effetti della chiusura dei confini, insomma, risultano agire più che altro a livello cognitivo sulla popolazione. Allo stesso tempo, la riforma EES (Entry/Exit System) ha portato a file interminabili ai confini extra-UE, sia per le singole persone che per gli autotrasportatori, che si stanno infatti mobilitando.
Quei confini che oggi qualcuno vuole rispolverare sono gli stessi che generazioni di europee ed europei hanno lottato per superare. Sono i confini che il sogno europeo ci ha insegnato a vedere come ponti e non come muri, su cui l’Unione Europea ha fondato progetti ed economia, facendo crescere le “generazioni Erasmus” con la pratica quotidiana della libertà di esercitare diritto a spostarsi per imparare o lavorare.
La rete di associazioni promotrici dell’iniziativa rivendica con forza il sogno europeo, nato dalla pace e dalla libertà di movimento, e la propria storia di accoglienza, di pluralità linguistica e culturale, di apertura verso chi arriva e verso chi parte.

Realtà promotrici: Ospiti in Arrivo, Circolo ARCI GONG, Centro di Accoglienza Ernesto Balducci, Forum Gorizia, RiVolti ai Balcani, Pax Christi Punto Pace di Gorizia, Associazione Icaro Volontariato Giustizia, Sisifo, Carcere e Comunità, Associazione Lutva, Mo.V.I Movimento del Volontariato Italiano Rete regionale FVG, Conferenza Regionale Volontariato Giustizia FVG.

Per partecipare, si veda l’evento sulla pagina Facebook di Ospiti in arrivo.

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