Festival Balkanika 2026, al via la quarta edizione

Balkanika 2026
Balkanika 2026 - Iscos Emilia Romagna
Dal 17 ottobre al 12 dicembre, su organizzazione di ISCOS Emilia-Romagna, si svolge l’edizione 2026 del Festival Balkanika dedicato a incontri, letture, cinema, laboratori e sport a Reggio Emilia e provincia, per promuovere la conoscenza dei Balcani e favorire una cultura della pace e dei diritti umani soprattutto verso i giovani
Fonte: ISCOS Emilia Romagna
Torna il Festival Balkanika, iniziativa organizzata da ISCOS Emilia-Romagna ETS per promuovere la conoscenza dei Balcani e favorire una cultura della pace e dei diritti umani soprattutto verso i giovani. La quarta edizione, intitolata “Volevamo solo giocare”, attraverserà tra il 17 ottobre e il 12 dicembre Reggio Emilia, Quattro Castella, Albinea, Guastalla, Castelnovo ne’ Monti, Correggio, Bologna e Ravenna con proiezioni, incontri pubblici, presentazioni di libri, mostre e laboratori per le scuole.
A trent’anni dalla fine dell’assedio di Sarajevo, Balkanika sceglie di guardare alle guerre e alle loro conseguenze attraverso le esperienze dell’infanzia, senza fermarsi al racconto del conflitto. Il Festival mette al centro anche la capacità di crescere, creare relazioni, praticare sport, fare arte e immaginare nuovi futuri. Tre parole guidano il percorso: incontrare, ricordare, immaginare.
Il Festival è stato aperto sabato 17 ottobre, con la proiezione del documentario “The Track” di Ryan Sidhoo, dedicato a giovani atleti di Sarajevo che inseguono i propri sogni nel segno della memoria delle Olimpiadi invernali del 1984 e l’incontro con Mirza Nikolajev, atleta di bob, e Senad Omanović, presidente della Federazione di slittino della Bosnia-Erzegovina.
In ottobre si prosegue con appuntamenti dedicati a storie, libri e persone. Oggi, 19 ottobre, il giornalista Nermin Kahriman – nato a Bolzano nel 1995 da una famiglia profuga dalla Bosnia – presenterà “Casa mia” nell’incontro “Sarajevo vive e vivrà per sempre”, sul significato di “casa”, tra memorie personali e collettive. Modera Simona Silvestri. Il 29 ottobre, la scrittrice Mensura Burridge sarà protagonista di “Noi, bambini di Sarajevo”, un appuntamento dedicato all’infanzia vissuta durante la guerra, moderato da Tamara Cvetković.
Novembre sarà dedicato a “memoria e testimonianze”. Il 5 novembre, lo storico Milovan Pisarri approfondirà i temi della Serbia contemporanea, della memoria storica e dei nuovi equilibri geopolitici. Il giorno successivo sarà invece dedicato all’inaugurazione della mostra “Infanzia in guerra” del War Childhood Museum di Sarajevo, presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (Unimore). La mostra, visitabile fino al 27 novembre, rappresenta un’importante occasione di riflessione sulla memoria, sui diritti dell’infanzia e sulle conseguenze dei conflitti armati, dando voce a storie personali che diventano testimonianze universali. All’inaugurazione interverranno Amina Krvavac, direttrice del War Childhood Museum di Sarajevo; Andrea Cortesi, direttore di ISCOS Emilia-Romagna ETS; Andrea Iacomini, portavoce di UNICEF Italia; Gianluca Grassi, della Fondazione Mondinsieme; e Cristian Fabbi, direttore della Fondazione Reggio Children.
Sempre il 6 novembre, la mattina sarà dedicata a un seminario universitario rivolto agli studenti, sempre presso Unimore, con la partecipazione di Amina Krvavac, Federica Tarabusi – antropologa dell’Università di Bologna, e Milovan Pisarri – storico e ricercatore presso l’Istituto di Filosofia e Teoria Sociale dell’Università di Belgrado.
Nel corso di novembre proseguiranno anche gli incontri con le scuole, dedicati alla memoria dell’infanzia nei contesti di conflitto. Il percorso intreccia testimonianze, oggetti, immagini e narrazioni per promuovere ascolto, educazione civica e riflessione sui diritti umani. L’11 novembre il Festival arriverà a Ravenna con “Cuori a metà!”, incontro riservato agli studenti con il rapper romano di origine bosniaca Doppelgänger. La stessa sera, ad Albinea, lo scrittore Dejan Atanacković presenterà il romanzo “Lusitania” incentrato sull’incredibile storia della Repubblica di Lusitania, creata da pazienti e personale dell’ospedale psichiatrico di Belgrado rimasto fuori dal controllo delle truppe austro-tedesche, nel 1915. Nel corso della serata Matteo Pioppi presenterà la rivista “R/EST”, la nuova pubblicazione semestrale edita da Tangerin e dedicata ai Balcani.
Il 12 novembre, l’incontro con la scrittrice Elvira Mujčić, che rifletterà su memoria, identità e appartenenza tra la Jugoslavia di ieri e l’Europa di oggi: cosa significa partire, tornare, appartenere a più luoghi e continuare a cercare il proprio posto nel mondo. Il gioro successivo sarà la volta di Gianni Galleri autore del libro pubblicato di recente, “La finale impossibile di Sarajevo”. La settimana successiva, sarà proiettato “Sarajevo Safari” di Miran Zupanič a cui seguirà il dibattito “Sarajevo, tra memoria e verità. Trent’anni dopo”, con lo scrittore Ezio Gavazzeni e l’attivista Abdelhakim Bouchraa, moderato da Tamara Cvetković.
Il programma di novembre comprende anche “Balkanika meets CUULT”, che prevede l’incontro con Vito Alfieri Fontana, autore di “Ero l’uomo della guerra”, dalla produzione di mine antiuomo all’impegno per lo sminamento nei Balcani.
Infine, a dicembre, alcuni incontri dedicati a fumetto, cinema e democrazia: il 2 dicembre, per le scuole superiori, lo spettacolo “La scelta – e tu cosa avresti fatto?” e la sera, il fumettista Boban Pešov racconterà invece i Balcani attraverso il fumetto; il 3 dicembre è prevista la proiezione del film “Balcanica” di Nicola Sorcinelli, che sarà presente in sala per dialogare con il pubblico; il 9 dicembre, il politologo Nenad Stojanović e Roberto Belloni affronteranno il tema della crisi della democrazia nei Balcani e delle prospettive per il futuro.
Il Festival si concluderà sabato 12 dicembre con “La grande serata Balkanika”: dalle 17 una collaborazione con Silver Frame Festival e Reggio Film Festival a cui seguirà la cena balcanica.
Il Festival è organizzato da ISCOS Emilia-Romagna ETS, con il contributo della Regione Emilia Romagna e della Fondazione Manodori, con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia e in collaborazione con numerose realtà associative, culturali e istituzionali.
Si veda il programma dettagliato.
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