Croazia: la biblioteca di Karlovac, pioniera della sostenibilità

La biblioteca civica “Ivan Goran Kovačić” di Karlovac si arricchirà presto di un ulteriore tassello ecosostenibile: un tetto biosolare. Si tratta del primo progetto di questo tipo adottato da un ente pubblico in Croazia, combinando un tetto verde preesistente con un nuovo impianto fotovoltaico

19/03/2026, Iva Vasilj
La biblioteca civica Ivan Goran Kovačić di Karlovac, Croazia - Fonte Biblioteca civica di Karlovac/Dinko Neskusil

La biblioteca civica Ivan Goran Kovačić di Karlovac, Croazia

La biblioteca civica Ivan Goran Kovačić di Karlovac, Croazia - Fonte Biblioteca civica di Karlovac/Dinko Neskusil

(Originariamente pubblicato dal nostro partner di progetto EuSEE Tportal)

Le piante sul tetto della biblioteca di Karlovac, che nel 2025 ha ricevuto il prestigioso IFLA Green Library Award, crescono dal 2007, anno in cui l’edificio è stato ristrutturato e ampliato. Ora la copertura verde sarà completata con pannelli solari, che dovrebbero contribuire a generare energia, aumentare la resilienza energetica, ridurre l’effetto isola di calore e preservare la biodiversità.

Il progetto è realizzato nell’ambito dell’iniziativa europea INFIRE (Innovative financing solutions for climate planning of resilient and carbon neutral living areas), cofinanziata dal programma transnazionale INTERREG Euro-MED 2021-2027.

Il comune di Karlovac, uno dei dieci partner della regione mediterranea coinvolti nel progetto, ha scelto la biblioteca come sede pilota per testare una soluzione innovativa in modo da rendere la città, situata su quattro fiumi, un modello di applicazione di tecnologie avanzate e sostenibili nelle infrastrutture pubbliche.

“Il comune ha riconosciuto il potenziale del tetto verde della biblioteca e il crescente fabbisogno di elettricità, quindi abbiamo aderito a questo progetto in collaborazione con L’Agenzia regionale per l’energia della Croazia nord-occidentale (REGEA). La biblioteca è stata proposta come sito pilota per una delle otto soluzioni innovative che mirano a testare il tetto biosolare, come modello ottimale per il finanziamento di investimenti in ambito climatico ed energetico”, spiega Robert Vodopić, direttore ad interim dell’Ufficio per l’economia, lo sviluppo urbano e i fondi UE del comune di Karlovac.

Il valore complessivo del progetto INFIRE è di quasi 2,77 milioni di euro, di cui l’80% è cofinanziato dall’UE, mentre il comune di Karlovac contribuisce con 165.800 euro. L’obiettivo del progetto, che si concluderà a giugno 2026, è trasformare la Biblioteca Civica nella prima istituzione pubblica del paese con un sistema così innovativo.

Cos’è un tetto biosolare?

“Il tetto biosolare è una combinazione di due tecnologie: un tetto verde e un impianto fotovoltaico”, spiega Kristina Čunović, direttrice della Biblioteca. “Ciò significa che sotto i pannelli solari si trova uno strato di vegetazione – solitamente piante basse e resistenti – che, insieme ai pannelli, crea un sistema funzionale, efficiente dal punto di vista energetico ed ecostenibile”.

A differenza di un tetto classico con pannelli solari, un tetto biosolare sfrutta la sinergia: le piante raffreddano la superficie del tetto e l’aia circostante, contribuendo all’efficienza dei pannelli solari che, a loro volta, proteggono la vegetazione dalle condizioni meteorologiche estreme.

Come sottolinea Kristina Čunović, i vantaggi di questo sistema sono molteplici: risparmio energetico, un microclima più confortevole negli ambienti, protezione a lungo termine dell’edificio e un impatto positivo sull’ambiente.

“L’edificio diventa più resistente alle ondate di calore e alle forti piogge, e gli utenti beneficiano di condizioni più confortevoli per lavorare e godere della loro permanenza in biblioteca. Oltre agli effetti pratici, il tetto ha anche un forte valore simbolico ed educativo, contribuendo a rendere la biblioteca un’istituzione pubblica moderna e sostenibile”.

Il progetto prevede di testare la temperatura su parti del tetto con copertura biosolare, su parti con un impianto solare tradizionale e su parti prive di pannelli solari, così da poter determinare con precisione i vantaggi di questo sistema in termini di produzione di energia e riduzione del riscaldamento dell’edificio.

Il tetto verde della biblioteca, installato nel 2007, ha costituito la base per un ammodernamento con una soluzione biosolare.

“Nel corso degli anni, il tetto verde si è dimostrato una soluzione affidabile e funzionale, soprattutto in termini di isolamento termico dell’edificio e regolazione del microclima”, sottolinea la direttrice della biblioteca. “In estate, riduce significativamente il riscaldamento dei piani superiori, mentre in inverno contribuisce alla ritenzione del calore, garantendo condizioni di lavoro e di vita più confortevoli per gli utenti”.

Tra i principali vantaggi di un tetto verde, come sottolinea Čudović, vi sono la ritenzione dell’acqua piovana, che alleggerisce il carico sul sistema di drenaggio, e il contributo alla biodiversità nello spazio urbano. Dipendenti e utenti spesso evidenziano anche un valore “intangibile”, cioè la sensazione di trovarsi in uno spazio curato, piacevole e rispettoso dell’ambiente.

Certo, ci sono alcune sfide. Un tetto verde richiede una manutenzione regolare, soprattutto negli anni immediatamente successivi all’installazione, fino a quando la vegetazione non diventi rigogliosa.

“Inoltre, è necessario garantire una buona impermeabilizzazione e capacità portante della struttura già in fase di progettazione. Abbiamo affrontato adeguatamente questi aspetti in precedenza, quindi non è emersa alcuna criticità nel corso degli anni”, precisa la direttrice.

Risparmio energetico

Il progetto per la realizzazione del tetto biosolare della biblioteca è, come spiegano i nostri interlocutori, nella fase di “preparazione per l’appalto e l’esecuzione dei lavori”.

“Il progetto è stato elaborato ed è attualmente soggetto a verifiche speciali per poter avviare la procedura di appalto e di esecuzione dei lavori, che viene portata avanti dal comune di Karlovac in qualità di partner del progetto”, sottolineano i nostri interlocutori.

Spiegano che il progetto prevede di riabilitare parte del tetto utilizzando contro-travi nelle posizioni del tetto piano per separare fisicamente il nuovo tetto biosolare dal tetto verde esistente. Questa parte del tetto sarà ulteriormente riabilitata e rinnovata installando un isolamento termico in lana minerale/XPS dello spessore richiesto e rifinendolo con una membrana TPO, oltre a installare nuovi strati di tetto verde sulla parte del futuro tetto biosolare.

Prima di tutto, per effettuare dei test e ottenere risultati di riferimento, dovrebbe essere installato un impianto solare di dimensioni ridotte, fino a 15 kW. L’installazione del tetto biosolare è prevista entro la fine di aprile di quest’anno. Si stima che questo impianto possa coprire fino al 20% del consumo annuo di elettricità della biblioteca.

“È realistico prevedere che un tetto biosolare possa coprire una parte significativa del consumo annuo di elettricità della biblioteca, fino al 20%”, precisano i responsabili del progetto. “Inoltre, il tetto verde riduce ulteriormente la necessità di raffreddamento in estate e riscaldamento in inverno. Pertanto, il risparmio energetico complessivo non deriva solo dall’elettricità prodotta, ma anche dal minore consumo di energia per mantenere una temperatura interna confortevole”.

“In definitiva – concludono i responsabili – un tetto biosolare non solo comporta un risparmio economico grazie a bollette energetiche più basse, ma anche una maggiore indipendenza energetica, condizioni di lavoro più stabili per i dipendenti e un’esperienza più piacevole per gli utenti della biblioteca».

Sfide

Come sottolineano Čunović e Vodopić, l’aspetto più impegnativo della realizzazione del progetto è stato armonizzare sistemi e interessi diversi: dalle soluzioni tecniche per il tetto biosolare ai requisiti statici e di sicurezza dell’edificio, passando per le norme amministrative e legislative che non sono ancora del tutto adeguate a soluzioni così complesse.

“Nonostante il processo di preparazione del progetto sia stato di per sé molto impegnativo, i risultati ottenuti saranno molto utili per la pianificazione e la preparazione di progetti simili in futuro, una volta ricevuta la conferma ufficiale di tutti i vantaggi offerti dal tetto biosolare. Trattandosi di un edificio pubblico con un elevato numero di utenti, è necessario il coordinamento di numerosi partner”, sottolineano i responsabili del progetto.

“È inoltre fondamentale trovare un equilibrio tra gli obiettivi e le reali possibilità. Proprio per questo motivo, il progetto pilota riveste grande importanza non solo per la Biblioteca di Karlovac, ma anche come modello che può ispirare altre città e istituzioni pubbliche che stanno valutando soluzioni sostenibili analoghe”.

Progetti come questo consentono di dare maggiore visibilità alla città di Karlovac in Europa, testando soluzioni innovative e riducendo la pressione sul bilancio comunale.

“Riteniamo che i progetti realizzati nell’ambito dei programmi di cooperazione territoriale europea, come INTERREG e Horizon, siano necessari ed essenziali per contribuire, da un lato, a una maggiore visibilità della città di Karlovac a livello europeo e, dall’altro, a ridurre la pressione sul bilancio comunale e sperimentare soluzioni innovative ed esempi di buone prassi già implementati con successo altrove. Desideriamo partecipare il più possibile in futuro (compatibilmente con le risorse finanziarie e umane a disposizione del comune) alla preparazione e all’attuazione di diversi progetti europei”, concludono i nostri interlocutori.

Questo articolo è stato prodotto nell’ambito del progetto EuSEE, co-finanziato dall’Unione europea. Tuttavia, i punti di vista e le opinioni espresse sono esclusivamente quelli dell’autore/degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’autorità concedente e l’Unione europea non può esserne ritenuta responsabile.

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