La foto pubblicata dal quotidiano Politika

Quotidiani, agenzie, radio e tv hanno seguito l'iniziativa organizzata dall'Osservatorio sui Balcani in collaborazione con numerose organizzazioni italiane e locali. Presentiamo una dettagliata rassegna stampa sulla copertura dei media belgradesi

24/09/2003 -  Luka Zanoni

Il 18 settembre, la nave Győr coi partecipanti all'iniziativa promossa dall'Osservatorio sui Balcani "Danubio, l'Europa si incontra" finalmente giunge nel porto di Belgrado, ultima tappa del lungo viaggio sul fiume che per antonomasia unisce l'Est e l'Ovest di un'Europa che cresce.

Al termine della cerimonia di accoglienza per i passeggeri della nave ha preso luogo la conferenza stampa a bordo dell'imbarcazione. Mauro Cereghini, direttore dell'Osservatorio sui Balcani, Michele Nardelli, responsabile del progetto, e Miljenko Dereta direttore della organizzazione belgradese Civic Initiative, che insieme all'Osservatorio ha organizzato la tappa belgradese, hanno spiegato ai numerosi giornalisti presenti alla conferenza, lo scopo dell'iniziativa e l'ambizioso progetto di un'Europa senza frontiere.

La mattina successiva puntualmente le più importanti testate belgradesi hanno dato notizia dell'evento con foto e articoli. Politika, il più vecchio quotidiano dei Balcani, rigorosamente in cirillico, ha pubblicato in seconda pagina una grande foto a colori della cerimonia di benvenuto al porto di Belgrado, accompagnandola da una breve descrizione dell'evento e rimandando alla conferenza di due giorni organizzata presso il prestigioso centro congressi "Sava Centar" di Novi Beograd. Sempre Politika il 20 settembre, giorno successivo alla prima serie di conferenze, ha ripreso l'iniziativa con un articolo più dettagliato dal titolo "Per un'Europa senza frontiere" redatto da Aleksandra Mijalkovic, giornalista esperta sui temi dell'Unione europea e dell'integrazione dei paesi del Sud Est Europa. L'articolo ripercorre il programma e le tappe del viaggio soffermandosi sul valore fortemente simbolico dell'iniziativa, che ha come obiettivo l'accelerazione dell'ingresso dei Balcani nell'Unione europea. Aleksandra, avendo partecipato al viaggio in nave sul Danubio, ha avuto modo di approfondire l'iniziativa, scrivendo reportage e articoli pubblicati in questi ultimi giorni su Politika e sul mensile Evropski Forum, che sul numero 8-9 (agosto-settembre), in uscita con l'edizione del 25 settembre del settimanale Vreme, ospita un lungo reportage di Aleksandra. Sei colonne descrivono nel dettaglio l'iniziativa promossa dall'Osservatorio sui Balcani, il titolo è "L'Europa sul Danubio".

Sulle pagine di Politika la Mijalkovic ritorna il 22 settembre con un lungo e dettagliato articolo dal titolo "In nave da Vienna a Belgrado. Mentre il Danubio unisce, Schengen divide". Nell'articolo che riprende l'intera iniziativa cade l'accento sulle parole di Michele Nardelli che mettono in evidenza le difficoltà derivanti dall'ottenimento dei visti di ingresso per i partecipanti balcanici alla conferenza galleggiante. "L'iniziativa è andata bene, l'idea principale è stata realizzata, ossia dimostrare dopo tutto che i cittadini dei Balcani desiderano e sono capaci di rimanere insieme e di collaborare fra di loro e di collaborare col resto dell'Europa, ma... è stato dimostrato inoltre che questa collaborazione è resa piuttosto difficile per via dei visti, i quali hanno tolto tempo e denaro ai partecipanti balcanici alla conferenza galleggiante, mentre altri hanno persino dovuto fare marcia indietro. Agli Albanesi per esempio, per il viaggio sul Danubio sono stati necessari 5 visti, ai Macedoni 4, ai Bosniaci 3 ecc. Noi - commenta Nardelli per Politika - possiamo parlare finché vogliamo del collegamento e della collaborazione di tutti i cittadini all'interno dell'Europa, ma questo rimarrà uno sforzo inutile finché ci separeranno 'dure' frontiere e visti. Da tempo è caduto il muro di Berlino, ma qui c'è ancora il 'muro di Schengen'".

Il giorno successivo all'arrivo della nave, Danas, il quotidiano più seguito dai giovani e dall'élite culturale serba, ha scritto l'articolo più ricco di informazioni riportando le parole di Mauro Cereghini e Michele Nardelli. Di quest'ultimo ha colpito, ancora una volta, la dichiarata intenzione di abbattere il muro di Schengen. Il titolo dell'articolo è significativo: "È caduto il muro di Berlino, ma esiste ancora quello di Schengen".

Danas non si è fermato all'articolo di cui sopra, ma ha proseguito con la copertura dell'evento nei giorni seguenti la sua conclusione. Il 22 settembre, la sezione Evropa del quotidiano belgradese, ha ospitato un lungo articolo di Ivana Matijevic dal titolo "Danubio: l'Europa si incontra. L'integrazione è una decisione politica, e non una questione di standard". L'articolo si sofferma sulla descrizione del viaggio lungo il fiume blu, per poi passare alla parte svolta a Belgrado. Dei panels relativi alle tre conferenze tematiche, quello cui è stato dato maggior risalto è stato il primo, riguardante la libertà di movimento e l'abolizione del regime dei visti. La giornalista si sofferma inoltre sulla parte del panel dedicata ai rifugiati, riportando la critica alla recente proposta sollevata all'interno dell'UE di sistemazione dei rifugiati nei paesi che sono più vicini al paese di origine. L'articolo dopo aver ripreso le dichiarazioni dei rappresentati alla conferenza plenaria del 20 di settembre, alla quale hanno partecipato diverse cariche istituzionali dell'UE, quali Johannes Swoboda, membro del Parlamento Europeo, Geoffrey Barret capo della delegazione della Commissione europea, Jurgen Grunnet, capo della missione del Consiglio d'Europa e Maurizio Massari, capo missione dell'OSCE in Serbia e Montenegro, conclude facendo riferimento al settore non governativo coinvolto nell'iniziativa e portatore dell'idea di un'Europa dal basso. Tuttavia, un'errata citazione delle parole di Miljenko Dereta direttore di Civic Initiative, fa intervenire quest'ultimo, il giorno successivo (23 sett.) sulle pagine del medesimo quotidiano, al fine di chiarire il pensiero originale esposto durante la conferenza.

Il 19 settembre, Vecernje Novosti titola "Europa senza frontiere", accompagnando il breve pezzo da una fotografia che ritrae la cerimonia tradizionale serba di benvenuto. L'abbattimento del muro di Schengen, avanzato da Nardelli, ricompare ancora sulle pagine stampa a riprova di quanto sia rilevante e sentita la questione dei visti. Sul Vecernje Novosti trovano luogo anche le parole di Mauro Cereghini che spiegano l'intento dell'iniziativa: "un'Europa senza frontiere, un'unione, un'Europa dei cittadini più che dei governi".

Lo stesso giorno, uno dei quotidiani a più alta tiratura, Blic, forse a dimostrazione dello scarso interesse per l'intero evento e per le idee che esso porta con sé, confonde l'iniziativa "Danubio: Arte e Cultura" organizzato negli stessi giorni dal Centro Culturale di Belgrado con "Danubio, l'Europa s'incontra". Il quotidiano pubblica la foto della cerimonia al porto di Belgrado, ma con la seguente apertura "Col Danubio attraverso il tempo" che invece è il titolo della mostra di fotografie e documenti sul Danubio organizzata presso la Galleria dell'Archivio storico di Belgrado.

Glas Javnosti, quotidiano di orientamento nazionalista, non ha seguito l'iniziativa, ma ha pubblicato la foto più originale. Il 19 settembre, in retrocopertina una grande foto a colori ritrae l'arrivo dell'imbarcazione Gyor al porto di Belgrado. In bell'evidenza lo striscione della pace di Legambiente appeso sul fianco della nave.

Anche l'agenzia Beta, ripresa il giorno stesso da B92, ha dato una discreta risonanza all'iniziativa. La notizia pubblicata il 20 settembre a conclusione dei lavori delle conferenze belgradesi, titola: "Società civile sviluppata - promotrice di un più rapido ingresso nell'UE". Sotto il titolo l'agenzia, prima di ripercorre in breve le tappe del viaggio, puntualizza l'importanza dell'idea che un settore civile ben sviluppato possa avere nella promozione di un più rapido ingresso dei Balcani nella Ue. Trovano infine spazio le dichiarazioni dei partecipanti all'ultima conferenza plenaria del 20 settembre al "Sava Centar", con le parole di Geoffrey Barret, di Jurgen Grunnet e di Maurizio Massari.

Oltre alla copertura dell'evento sulla stampa locale un'equipe della tv belgradese Studio B ha realizzato filmati e interviste che verranno raccolti in uno speciale di un'ora interamente dedicato all'evento. Studio B ha accolto caldamente l'iniziativa dal momento che trasmette un programma fisso settimanale dal titolo "Noi e l'Europa", all'interno del quale, il 24 settembre in prima serata, andrà in onda lo speciale dedicato a "Danubio, l'Europa si incontra".

Anche TV B92 ha realizzato un servizio televisivo, offrendo in questo modo risalto all'iniziativa su uno dei canali più noti al pubblico belgradese.

Come evidenziato dall'ampia copertura dei media locali riportata in questa rassegna, l'evento "Danubio, l'Europa si incontra" è stato accolto da un diffuso interesse sia durante il viaggio sia all'arrivo a Belgrado.


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