Republika Srpska: c’รจ vita oltre Dodik?

Le recenti iniziative della societร  civile in Republika Srpska, mentre il dibattito pubblico รจ monopolizzato dalla richiesta di referendum sulla comunitร  internazionale e le istituzioni giuridiche statali. โ€œRumoreโ€, gli โ€œZero pungentiโ€ e la โ€œVoce del Popoloโ€

04/05/2011, Cecilia Ferrara

La Republika Srspka (RS), entitร  a maggioranza serba della Bosnia Erzegovina, non รจ un contesto facile dove essere attivisti, e lo sanno bene i 4 fondatori di Oลกtra nula, studenti di sociologia e di belle arti di Banja Luka che, alla fine del 2009, hanno deciso di smettere di lamentarsi davanti ad una birra e di diventare degli โ€œzero pungentiโ€ (oลกtra nula). โ€œPerchรฉ se in questo paese i cittadini sono considerati degli zero, almeno che siano degli zero pungentiโ€, spiega Dejan, mentre mi racconta dei 25 milioni di marchi convertibili dati dal presidente Dodik a Kusturica per costruire la cittร  di Ivo Andriฤ‡, elargiti โ€œcome se fossero soldi suoi, di Dodikโ€, o della figlia del presidente che, appena finita l’Accademia di belle arti a Milano, รจ stata messa a capo di una commissione governativa.

La prima volta che sono andati (in quattro) davanti al parlamento, per protestare contro l’innalzamento dei prezzi, sono stati presi per attivisti di un gay pride improvvisato, ma da allora "Oลกtra nula" ha portato avanti molte battaglie. Ad esempio per educare ad una consapevolezza civica, o per spingere le persone ad andare a votare alle elezioni dello scorso ottobre. Ma la reazione รจ sempre stata molto debole. โ€œQuello che ci chiedevano, al massimo, era: chi vi paga? Quando postavamo le nostre iniziative su Facebook ricevevamo centinaia di ‘I like’ โ€“ continua Dejan. Sul posto, perรฒ, non c’era nessunoโ€. Insomma Facebook non ovunque aiuta le rivoluzioni.

La voce del popolo

Come in tutta la Bosnia Erzegovina, anche in RS l’apatia รจ la cifra con cui leggere la societร  civile. In piรน, a Banja Luka la vita pubblica รจ schiacciata dalla presenza dell’uomo forte, il presidente Milorad Dodik, che in cinque anni di governo (prima come premier e, dalle ultime elezioni, come presidente) รจ diventato il padre padrone dell’entitร  serba esercitando, attraverso il suo partito, l’SNSD, un controllo ferreo dei gangli principali della societร  dell’RS, soprattutto quello dei media.

Proprio per questo va registrato che qualcosa, anche se di piccolo, รจ successo. Nei primi mesi del 2011 ben due dimostrazioni hanno portato i cittadini in piazza a Banja Luka per protestare contro la situazione sociale: salari, disoccupazione, inflazione. La sigla che ha promosso le due proteste si chiama Glas Naroda (voce del popolo), un gruppo informale nato dallo stesso "Oลกtra nula", da un altro gruppo chiamato "Pokret" (movimento) e da un giovane studente di scienze politiche Stefan Filipoviฤ‡, che รจ stato il front man di entrambi gli appuntamenti.

โ€œAlla prima manifestazione, il 5 febbraio, c’erano 300 persone โ€“ racconta Dejan โ€“ e a Banja Luka questo equivale ad un milione di persone in qualsiasi altro luogo. Abbiamo marciato dalla piazza principale fino al parlamento, chiedendo un cambiamento ed esprimendo la nostra insoddisfazioneโ€. La seconda manifestazione, il 19 marzo, รจ stata molto meno partecipata e non รจ stata autorizzata la marcia di fronte al Parlamento, solo il raduno in piazza Krajina. Glas Naroda, per questo secondo appuntamento, aveva presentato tre richieste specifiche: riportare ai livelli precedenti i contributi per famiglie numerose, che sono stati tagliati del 30%, abbassare le tasse e rimuovere le persone condannate penalmente dagli uffici pubblici. Ma i partecipanti, principalmente persone di mezza etร  ed oltre, erano diminuiti di almeno la metร . Pochissimi i giovani, mentre i canali di informazione hanno fatto del loro meglio per non parlare dell’evento. โ€œLa Tv della RS, la RTRS, ha passato la notizia della manifestazione in venti secondi mostrando una foto, tipo previsioni del tempo, mentre subito dopo c’รจ stato un servizio di 2 minuti e mezzo su un agnello che si era perso su una strada principale, con la troupe televisiva che riusciva ad avvicinarlo. Ecco questa era la notizia, racconta ancora Dejan.โ€ Cosรฌ, per ora, si archivia il capitolo delle manifestazioni e si torna alle azioni di Oลกtra nula di un tempo – l’ultima รจ stata fatta con adesivi e volantini – e agli โ€œI likeโ€ su Facebook.

Rumore

Aleksandar Trifunoviฤ‡, direttore di Buka (Rumore), il portale indipendente nato dall’ong โ€œCentro per la decontaminazione dell’informazione giovanile di Banja Lukaโ€, se lo aspettava. โ€œErano cento persone โ€“ dice amaro Trifunoviฤ‡ โ€“ che รจ molto poco per una manifestazione della societร  civile, se si pensa che solo a Banja Luka ci sono 200 ong registrate. Il problema รจ che bisogna definire la lotta di ogni giorno, spiegare alle persone che tipo di futuro vogliamo, che tipo di Paeseโ€. Il giornalista, molto vicino alle idee di "Oลกtra Nula", continua: โ€œQuesto รจ un Paese strano, tu puoi parlare degli argomenti piรน importanti, dall’economia alla corruzione, con la massima serietร , ma chiunque ti puรฒ zittire mettendo sul tavolo il nazionalismo, iniziando ad esempio a chiedere se la Republika Srspka deve essere indipendente dalla Bosnia Erzegovina o menoโ€.

Referendum

In effetti รจ quello che piรน o meno sta succedendo. Il tema principale in Bosnia Erzegovina, di questi giorni, รจ ancora una volta dettato da Dodik, ed รจ il referendum che si terrร  a giugno in RS sulla Corte e la Procura della Bosnia Erzegovina. โ€œDodik รจ salito al potere nel 2006 promettendo la legge per il referendum, che sarebbe servito ad ottenere l’indipendenza dalla BiH, e ora lo serve ai cittadini della RS che sicuramente andranno a votare pensando che si tratti di questo. In realtร  รจ un referendum su un tema giuridico molto complesso, su cui dovrebbe decidere la politica non i cittadiniโ€, sostiene Trifunoviฤ‡.

La domanda del referendum voluto da Dodik in effetti non รจ semplice: โ€œSei favorevole alle leggi imposte dall’Alto rappresentante della comunitร  internazionale, in particolare a quelle sulla Corte e la Procura della Bosnia Erzegovina?โ€

L’iniziativa ha permesso una nuova โ€“ inutile โ€“ levata di scudi da tutte le parti in causa. Il rappresentate Ue Miroslav Lajฤak ha affermato che il referendum porta solo problemi. L’OHR ha gridato all’attacco a Dayton, minacciando sanzioni. I partiti bosgnacchi hanno denunciato l’attacco alle istituzioni. Dodik, da Belgrado, ha spiegato che vuole interrompere il โ€œterrore della comunitร  internazionaleโ€, assicurando che la Serbia appoggerร  il referendum. Pochi giorni fa perรฒ, a Karaฤ‘orฤ‘evo, Boris Tadiฤ‡ ha preso le distanze. Ma ogni giorno si leggono nuove, scottanti, dichiarazioni sul tema.

Poco importa se โ€“ come affermano gli analisti โ€“ l’architettura giudiziaria bosniaca non รจ materia su cui la RS possa fare un referendum, poco importa se il referendum non ha carattere vincolante ma รจ di natura consultiva e poco importa se costerร  alle casse della RS cinque milioni di marchi. A Banja Luka sono giร  apparsi gli striscioni: โ€œTutti per il referendumโ€.