Seemf 2014 - foto Luka Zanoni

Seemf 2014 - foto Luka Zanoni

Al South East Europe Media Forum, tenutosi a Skopje dal 16 al 18 ottobre scorsi, giornalisti ed esperti si sono incontrati e confrontati sulla condizione dei media nella loro regione. Un'intervista a Oliver Vujović, Segretario generale di Seemo e promotore dell'iniziativa

29/10/2014 -  Svetla Dimitrova Skopje

Il  titolo del South East Europe Media Forum (SEEMF) di quest’anno era: “Media nel Sud Est Europa: troppe o troppo poche informazioni?”. La conferenza ha risposto alla domanda?

Lo scopo dell’ottavo SEEMF non era quello di trovare una risposta inequivocabile ma piuttosto stimolare una discussione su questo elemento essenziale del giornalismo, dato che la funzione principale del giornalismo è proprio quella di raccogliere notizie. I dibattiti sono stati organizzati in gruppi focalizzati su svariati aspetti di quel processo: la struttura legislativa, l’accesso pubblico alle informazioni, l’esperienza dei diversi stati della regione, il data-journalism, la privacy e la protezione delle fonti, le lezioni sui media in guerra in Ucraina, la censura nei paesi liberi e le varie modalità per monitorarla.

La situazione nella regione varia di paese in paese. In alcuni, i giornalisti hanno un facile accesso alle informazioni pubbliche, mentre in altri devono qualche volta attenderle per settimane e a quel punto esse sono ormai divenute irrilevanti.

Abbiamo messo assieme giornalisti, dirigenti nel settore dei media, esperti, professori e figure pubbliche per discutere di questi argomenti importanti e per condividere visioni ed esperienze. Abbiamo sentito qualche intervento interessante e le presentazioni dei risultati di analisi e ricerche su diversi aspetti della libertà dei media e sulla sicurezza dei giornalisti nella regione.

Che messaggio vorreste che si fossero portati a casa i giornalisti partecipanti?

Che devono parlare apertamente dei problemi che incontrano nel loro lavoro, dato che di problemi ce ne sono ovunque.

Noi invitiamo sempre un rappresentante istituzionale di alto livello dello stato che ospita il Forum: qui a Skopje abbiamo avuto con noi Nikola Poposki, il ministro degli Esteri macedone. Questo ha permesso ai professionisti dei media locali e agli esperti di chiedere ancora alle autorità l’assoluzione e la liberazione del giornalista macedone Tomislav Kezarovski, al quale è stata data una pena detentiva di 4 anni e mezzo nel corso di un controverso processo dello scorso anno e ora è ai domiciliari. E’ stato bello vedere che questa richiesta ha ricevuto supporto anche dagli altri partecipanti alla conferenza. Abbiamo anche ascoltato i giornalisti macedoni e gli esperti di media quando hanno sollevato la questione della recente sospensione dalle trasmissioni nazionali di un radio show comico con più di 30 anni di attività. Il giorno dopo ci è stato comunicato che lo show avrebbe ripreso le trasmissioni.

L’ottava edizione di SEEMF è per ora quella che ha ottenuto il maggior successo?

Abbiamo avuto 14 organizzazioni che si sono unite a noi e ci hanno supportato nell’organizzazione di questo forum. Ma quello che è importante per eventi di questo genere è di creare una opportunità per i professionisti dei media di incontrarsi e di parlare dei loro problemi, come pure di farsi un’idea riguardo alle situazioni negli altri paesi e su come i loro colleghi si interfacciano a certi problemi.  

Questa regione include vari paesi che sono già divenuti membri dell’Unione europea ed altri che stanno ancora proseguendo nel processo di adesione o che devono ancora raggiungere la fase di accesso ai negoziati. Nonostante queste differenze, molti di loro hanno gli stessi problemi. La Bulgaria, per esempio, è lo stato membro UE più corrotto. Il livello di corruzione è molto alto anche in  Romania, anche lei stato membro UE. Ed è molto alto pure in Serbia, la quale ha iniziato i suoi negoziati per l’adesione dallo scorso gennaio.

Anche il gruppo di discussione sulla costruzione di un’opinione pubblica in tempo di guerra è stato molto buono: abbiamo avuto con noi rappresentanti sia dei media ucraini sia di quelli russi, come pure esperti internazionali; ma anche esperti internazionali seduti assieme a discutere di argomenti molto importanti. Abbiamo anche sentito qualche buon intervento dai rappresentanti dell’ex Jugoslavia a proposito di alcune lezioni imparate durante il conflitto dei Balcani durante gli anni Novanta.

Su cosa si concentrerà il nono SEEMF, che si terrà il prossimo anno a Bucarest?

Non abbiamo ancora formulato l’argomento. Ma gli sviluppi dei mesi più recenti hanno minacciato il futuro dei media stampati in Romania, così da poterla trasformare nel primo paese completamente privo di giornali.

 

Questa pubblicazione è stata prodotta con il contributo dell'Unione Europea. La responsabilità sui contenuti di questa pubblicazione è di Osservatorio Balcani e Caucaso e non riflette in alcun modo l'opinione dell'Unione Europea. Vai alla pagina del progetto Safety Net for European Journalists. A Transnational Support Network for Media Freedom in Italy and South-east Europe.


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