Foto di Ehtiram Jabi/Chai Khana

Foto di Ehtiram Jabi/Chai Khana

In alcune zone dell'Azerbaijan lunghi periodi di siccità sono ormai la norma e non l'eccezione. A farne le spese soprattutto le donne contadine. Ed il governo continua a puntare su coltivazioni ad alto utilizzo di risorse idriche, come il cotone

20/04/2020 -  Leyla Hasanova

(Originariamente pubblicato da Chai Khana )

L’Azerbaijan sta soffrendo di siccità e la situazione, secondo gli esperti locali e internazionali, può solo peggiorare. 

Secondo questi ultimi sono le donne vulnerabili nelle zone rurali ad avere più probabilità di subire le conseguenze del cambiamento climatico. 

L’Undp agenzia delle Nazioni Unite, ha previsto che la siccità causata dal cambiamento climatico ridurrà, fra il 2021 ed il 2050,  le scorte d’acqua dell’Azerbaijan del 23%. Il World Resources Institute fa notare che, nonostante l’Azerbaijan al momento abbia un livello ancora medio di problemi legati alla carenza d’acqua, nel 2040 sarà fra i 20 paesi più colpiti al mondo dalla siccità.

“Per colpa del cambiamento climatico le nostre risorse d’acqua si sono ridotte del 15% e prevediamo che questo processo continuerà”, ha dichiarato il ministro dell’Ecologia e delle Risorse Naturali Mukhtar Babayev al sesto incontro fra ministri dell’Agricoltura dell’Organizzazione per la Cooperazione Economica (ECO), [tenutosi a Baku il 3 e 4 dicembre 2019, ndr]. 

Mirnuh Ismayilov, membro della Società Geografica dell’Azerbaijan, sottolinea che gli agricoltori si sono già resi conto degli effetti che il cambiamento climatico sta avendo in campagna. 

Gulnaz Agayeva - foto di Ehtiram Jabi/Chai Khana

“Le risorse d’acqua sono uno dei fattori più importanti in aree con un clima caldo e secco come Bilasuvar ed in altre zone semi-deserte. Lì, problemi come scarsità d’acqua e siccità influenzano direttamente le condizioni di vita della popolazione e la loro disponibilità economica. La produttività è calata diverse volte, cosa che ha avuto un forte impatto sui ricavi degli agricoltori e sulla vita sociale della popolazione”, fa presente. 

Il calo di piogge e la carenza d’acqua stanno già danneggiando i contadini più vulnerabili del distretto meridionale di Bilasuvar.  

Tradizionalmente la regione ha una media di 70-80 giorni di pioggia all’anno. Sakina Azimova, abitante di Samadabad - un villaggio di quella regione - dice che ha piovuto solamente due volte nella seconda metà del 2019. 

La siccità sta avendo un impatto enorme sulle donne contadine, meno in grado di adattarsi al cambiamento - in parte per via dell’accesso limitato di cui dispongono a risorse come terra, credito ed istruzione. 

Shahla Ismayil, la direttrice dell’Associazione Femminile per lo Sviluppo Razionale, dice che la carenza d’acqua sta costringendo le donne a lavorare più duramente. 

“La mancanza d’acqua ha avuto un effetto devastante sull’agricoltura, ma sono le donne a doversi accollare il peso fisico causato dal problema. Per prima cosa, i carichi pesanti possono creare problemi con gli organi riproduttivi, come per esempio lo spostamento dell’utero e di altri organi, che può portare a serie complicazioni mediche”, dice, aggiungendo che quando non c’è abbastanza acqua, le donne fanno più fatica a tenere pulita la casa ed i loro figli. Questo può rivelarsi un peso aggiuntivo per le loro risorse. 

Aggiunge poi che alle donne è ancora negato accesso all’istruzione e agli strumenti necessari a poter diventare contadine più competenti ed efficienti: “Anche l’accesso limitato delle donne a nuove attrezzature e a nuova conoscenze è un problema grave. Anche se occasionalmente vengono organizzati seminari e attività educative, gli uomini della famiglia non permettono alle donne di partecipare, oppure non hanno tempo di andare perché troppo occupate dalle faccende domestiche”. 

Nonostante il governo dell’Azerbaijan abbia avviato dei programmi mirati a raggiungere la parità fra contadini uomini e donne, la situazione generale è ancora deficitaria.

Ad Azimova, per esempio, sono stati requisiti dei terreni per un progetto pilota di coltivazione di cotone. La sua famiglia ora è costretta a vivere dei frutti di un fazzoletto di terra dietro casa. Azimova dice che prima della siccità aveva la quantità d’acqua per coltivare grano a sufficienza per sfamare la famiglia. Ma l’anno scorso ha perso tutto per via della siccità. 

“Non c’era grano, non c’era orzo. Siamo a malapena riusciti ad avere le granaglie per i nostri polli. Non c’era acqua nel nostro giardino. Oltre all’orzo ed al grano avevo dei bellissimi fiori in giardino e sono morti tutti”, dice Azimova. 

Anche suo marito ed i suoi due figli, ormai adulti, vivono con lei, ma non guadagnano abbastanza da poter pagare l’acqua per l’irrigazione. 

Gulnaz Agayeva, anche lei residente a Smadabad, è stata costretta a comprare frutta e verdura per via della siccità. Agayeva vive con il marito e i tre figli ed il loro unico reddito viene dall’agricoltura. Anche se passa ore a prendersi cura del bestiame, dei polli e del giardino, la mancanza d’acqua fa sì che la famiglia faccia fatica a tirare a fine mese. 

“Tutto ciò che è fresco e di migliore qualità viene mandato nelle città, dove però viene pagato poco. I pomodori vengono 70-80 qepik (circa 40 centesimi) in città, ma qui costano 1 AZN (circa 60 centesimi). Dobbiamo anche comprare le granaglie per i polli”, ci dice. 

“Gli animali non possono mangiare solo fieno. Il trifoglio costa circa 6 AZN. Alcune famiglie non possono nemmeno pagare le bollette, come possono comprare cibo ed acqua per gli animali?”

Nonostante il governo abbia promesso di agire, ciò che ha fatto finora è stato solamente migliorare l’accesso all’acqua in due villaggi. La cosa migliore, secondo Ismayilov, sarebbe coltivare piante che richiedono meno acqua. 

Invece il governo continua a mostrarsi incline ad aumentare la produzione di cotone nella regione. Nel 2019, l’Azerbaijan ha esportato poco meno di $92 milioni in fibre di cotone. 

Pensando al futuro, Azimova si chiede con apprensione chi rimarrà nel villaggio e come sopravviveranno. “Devi avere polli e bestiame per mangiare uova e carne. Senza queste due cose, è praticamente impossibile sostenere una famiglia”, dice. 

“Molte persone stanno lasciando il villaggio per trovare lavoro in città. Le donne rimangono a casa, gli uomini partono per andare al lavoro. Principalmente sono i giovani ad andarsene; devono lasciare le famiglie perché non ci sono lavori qui. Le uniche rimaste sono le donne”, chiosa.


Quest’anno OBCT festeggia 20 anni. Aiutaci a continuare il nostro cammino, rimani vicino alla nostra comunità di cui fanno parte corrispondenti, attivisti della società civile, ricercatori universitari, studenti, viaggiatori, curiosi e tutti i nostri lettori. Abbonati a OBCT!

I commenti, nel limite del possibile, vengono vagliati dal nostro staff prima di essere resi pubblici. Il tempo necessario per questa operazione può essere variabile. Vai alla nostra policy

blog comments powered by