Mamed-Rasul, 90 anni, vive ad Urva, Azerbaijan (Lala Aliyeva/Chai-Khana)

Mamed-Rasul, 90 anni, vive ad Urva, Azerbaijan (Lala Aliyeva/Chai-Khana)

E' uno dei principali gruppi etnici dell'Azerbaijan: professano l'Islam e parlano il lezgi. Vivono prevalentemente in regioni montagnose e solo una piccola percentuale abita nella capitale Baku

05/10/2017 -  Chai Khana

(Pubblicato originariamente da Chai Khana )

I lezgini sono uno dei cinque principali gruppi etnici dell'Azerbaijan. Rappresentano circa il 2% del totale della popolazione. Professano l'Islam e la loro lingua è il lezgi. Hanno sempre abitato le montagne caucasiche tra il Mar Nero ed il Caspio.

Urva, uno dei villaggi in Azerbaijan dove vive la comunità dei lezgini (Lala Aliyeva/Chai-Khana)

Parte di questo gruppo etnico vive in Daghestan, Federazione russa, e parte nel nord-est dell'Azerbaijan, nelle regioni di Qusar, Quba and Khachmaz, ma anche nell'ovest del paese: ad esempio le regioni di Zaqatala e Balakan, dove vivono molte minoranze, abita anche la minoranza dei lezgini. Secondo dati UNHCR i lezgini rappresentano il 40% della popolazione delle regioni di Qusar e Khachmaz e l'1.8% per cento della popolazione della capitale Baku.

La lingua

Balakishiyeva Destegul ha 82 anni ed ha vissuto l'intera vita a Urva, nella regione di Qusar. Nonostante abbia studiato in una scuola azera, non ne ricorda la lingua. I lezgini del posto usano la propria lingua ed è per questo che può accadere che, in particolare i più anziani, non sappiano la lingua nazionale.

Una volta a settimana le donne si ritrovano per preparare il pane (Urva, uno dei villaggi in Azerbaijan dove vive la comunità dei lezgini (Lala Aliyeva/Chai-Khana)

Attualmente la lingua principale nel paese è l'azero o il russo. Nella regione di Qusar i lezgin viene insegnato, nelle scuole, come lingua straniera. I libri di testo in lezgin vengono dalla Russia e gli insegnanti locali si lamentano che sono ormai datati, non più adatti all'insegnamento.

L'inserimento della lingua nella scuola pubblica è avvenuto una ventina di anni fa. Sino ad allora il lezgin è sopravvissuto all'interno delle mura domestiche – dove rimane la lingua principale - e come lingua di comunicazione nei villaggi dove viveva una maggioranza di lezgini. Conoscere l'azero è però fondamentale per rapportarsi al di fuori della comunità, per trovare lavoro e per partecipare alla vita istituzionale del paese.

In molti sottolineano ciononostante che l'azero non sia fondamentale per trovare lavoro nei propri villaggi, ma solo se ci si sposta altrove. Il russo invece è considerato meno importante sia del lezgi che dell'azero. Questo ad eccezione dei più giovani, che stanno sempre più guardando alla Russia come un luogo dove emigrare in cerca di lavoro.

Le donne si procurano l'acqua (Lala Aliyeva/Chai-Khana)

Il più vecchio del villaggio

Mamed-Rasul ha 90 anni, vive ad Urva e dice di essere il più vecchio del paese. Non conosce l'azero. Vive solo, in una casa molto grande. I suoi figli non vivono molto distanti e lo vengono a trovare spesso. Mamed per nessuna ragione al mondo lascerebbe casa sua.

La maggior parte dei lezgini si sposa all'interno dei propri clan e le donne più anziane della famiglia hanno molto peso nel decidere chi debba sposare chi. Le donne della comunità sono famose in tutto il Caucaso per i loro tappeti intrecciati e per la panetteria. I tappeti possono essere facilmente riconosciuti da tipiche figure geometriche. Uno dei principali tipi di pane che producono è il Kharan Fu, che si trova sulla tavola di ogni famiglia.

La principale attività della regione è la trasformazione di prodotti caseari e l'allevamento, la lavorazione delle pelli e la produzione tessile. Molte famiglie riescono però a cavarsela solo grazie alle rimesse dall'estero, di membri della famiglia che lavorano in Russia. Tutte le famiglie hanno forti legami matrimoniali, familiari o di scambi commerciali con il Daghestan.

Nella società dei lezgini la donna ha pochi diritti, anche sui propri figli. Spesso i mariti trattano le mogli come se fossero subumane e la maggior parte dei lavori domestici ricade sulle loro spalle: la preparazione del cibo, dei vestiti, tutti gli aspetti economici della casa e il resto. Questo è vero anche ai nostri giorni dove ad esempio, nonostante inverni molto rigidi, spetta sempre alle donne andare a procurarsi l'acqua alla fonte più vicina. In molte case non vi è l'acqua corrente e quindi alle donne spetta uscire spesso 6-7 volte al giorno.


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