In fila per votare - OSCE

Si è votato lo scorso 5 gennaio, ma i risultati non sono ancora noti. Gli exit polls danno vincente il presidente uscente Saakashvili con il 53,8% dei voti. L'opposizione denuncia brogli

07/01/2008 -  Maura Morandi*

Rimangono ancora incerti i risultati delle elezioni di sabato 5 gennaio che porteranno alla dichiarazione del nuovo Presidente della Georgia. Secondo i risultati degli exit-poll resi noti sabato in tarda serata, il Presidente uscente Mikheil Saakashvili avrebbe ottenuto il 53.8% dei voti, seguito dal candidato di nove partiti d'opposizione Levan Gachechiladze con il 28.3% e dal magnate Badri Patarkatsishvili con il 6.2%. Seguirebbero Shalva Natelashvili con il 5.6% delle preferenze, David Gamkrelidze con il 3.6% e, in coda con meno dell'1% dei voti, Giorgi Maisashvili (0.9%) e Irina Sarishvili (0.4%).

Le votazioni si sono svolte in un clima generalmente tranquillo sia nelle sezioni elettorali qui a Tbilisi sia nel resto del Paese. Solo uno dei 3.512 seggi - 44 dei quali all'estero - è rimasto chiuso a causa delle forti nevicate che ne hanno impedito l'apertura e la conseguente cancellazione del voto per 130 persone registrate, mentre tutti gli altri sono stati aperti regolarmente alle 7 di sabato mattina e chiusi alle 20.00 dello stesso giorno.

Secondo i dati preliminari della Commissione Elettorale Centrale, 1.912.943 elettori hanno espresso il loro voto con un' affluenza alle urne pari al 56,17%. All'inizio di gennaio nelle liste elettorali erano registrati 3.352.448 aventi diritto al voto ma la registrazione nelle liste è rimasta aperta anche nella giornata del 5 gennaio e secondo i primi dati degli osservatori internazionali "circa il 5% dei votanti si sono registrati il giorno delle elezioni".

Nel corso della conferenza stampa tenutasi nel pomeriggio di domenica 6 gennaio, la Missione Internazionale per l'Osservazione delle Elezioni costituita dai rappresentanti dell'Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani dell'OSCE (OSCE/ODIHR), dell'Assemblea Parlamentare dell'OSCE, dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa e del Parlamento Europeo, ha reso noti i risultati preliminari del lavoro di monitoraggio attraverso la diffusione di una prima relazione sull'andamento delle votazioni .

Secondo la Missione Internazionale le elezioni si sono tenute "in conformità agli standard per le elezioni democratiche dell'OSCE e del Consiglio d'Europa e alla legislazione nazionale". Nonostante "le elezioni abbiano messo i cittadini georgiani nelle condizioni di esprimere la loro scelta politica", nel report viene ribadito però che "la campagna elettorale è stata condotta in un ambiente politico altamente polarizzato" e che "la mancanza di fiducia, il diffondersi di voci su presunte violazioni, la speculazione circa dimostrazioni dopo le elezioni e le accuse di preparativi per un colpo di stato non hanno condotto ad una campagna elettorale costruttiva".

L'ambasciatore Dieter Boden, Capo della missione OSCE/ODIHR, ha precisato inoltre che "abbiamo ancora bisogno di chiarezza in merito al conteggio dei voti, alla tabulazione, alla pubblicazione dei risultati e alla natura dei reclami per stilare una relazione finale su queste elezioni, che sarà pronta in febbraio".

Fin dall'inizio dello scorso dicembre l'intero processo elettorale è stato monitorato da 41 osservatori internazionali a lungo termine, mentre 495 osservatori hanno controllato la regolarità delle elezioni nel giorno del voto in oltre 1500 seggi e il processo di scrutinio di circa 150 sezioni.

Nella tarda serata di sabato, alla diffusione dei risultati degli exit-polls, i sostenitori dell'ex-Presidente Saakashvili sono scesi nelle strade della capitale sventolando le bandiere della Georgia e suonando i clacson per festeggiare la presunta vittoria del loro leader. Se i risultati dei sondaggi elettorali, infatti, verranno confermati dal conteggio dei voti, il leader della Rivoluzione delle Rose verrà rieletto Presidente della Georgia al primo turno, avendo ottenuto la maggioranza assoluta dei voti.

Il candidato dell'opposizione Levan Gachechiladze, invece, ha dichiarato che i sondaggi sono stati falsati, che ci sono state "serie violazioni durante il voto" e ha chiamato i suoi sostenitori a protestare contro le autorità per l'indomani.

Nel pomeriggio di domenica 6 gennaio, nonostante la fredda giornata di neve qui a Tbilisi, migliaia di persone si sono riunite in Piazzale Europa per manifestare la loro sfiducia nel processo elettorale e di conteggio dei voti. La protesta è stata pacifica seppur controllata dalla polizia ed è poi scemata in serata perché in coincidenza con la vigilia del Natale ortodosso che i cittadini georgiani si preparavano a festeggiare. Gachechiladze, infatti, ha dichiarato che "non vi sarà nessuna manifestazione per il 7 gennaio" ma che "saranno organizzate una serie di proteste permanenti da martedì 8 gennaio, se le autorità continuano nel loro tentativo di manipolare i risultati delle elezioni".

I risultati preliminari delle elezioni erano attesi per la serata di domenica 6 gennaio, ma il processo di scrutinio dei voti si sta verificando molto più lento del previsto. Al conteggio dei due terzi dei voti nella mattinata di lunedì 7 gennaio, comunque, Saakashvili conduce con oltre il 51% seguito dall'avversario Gachechiladze con il 25.4% delle preferenze.

Oltre alle elezioni presidenziali, il 5 gennaio gli elettori sono stati chiamati ad esprimere la loro opinione in merito alla data delle prossime elezioni parlamentari e sulla NATO. Secondo gli exit-polls il 63.6% degli elettori desidera che le elezioni parlamentari si tengano in primavera invece che in autunno e il 61% desidera che la Georgia divenga membro della NATO.

*Programme Officer, UNHCR Georgia. Le opinioni espresse nell'articolo sono da attribuirsi unicamente all'autrice e non riflettono necessariamente la posizione dell'UNHCR


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