Per molti la parola "lobby" evoca oscuri poteri, eppure esiste anche un lobbying civico su temi come diritti civili e ambiente. Il lobbying non è altro che la legittima rappresentanza degli interessi nel processo decisionale, ma in Italia non c'è una legge che lo regolamenti in modo trasparente, finendo per favorire l'interesse di pochi: la campagna di The Good Lobby Italia per una nuova normativa

20/01/2020 -  Federico Anghelé*

Parli di lobby e spuntano i cattivi: armi, petrolio e gioco d’azzardo. Eppure i lobbisti si “nascondono” anche in settori insospettabili come la tutela dell’ambiente, dei diritti civili e della salute. Sembrano però dimenticarsene i media e i politici stessi, che all’occorrenza trovano in questa magica parola il bersaglio perfetto a cui dare la colpa delle promesse elettorali mancate. 

Cerchiamo allora di recuperare un po’ di neutralità e di fare chiarezza: lobbying non è altro che l’attività di rappresentanza degli interessi particolari nel processo decisionale. Un’attività legittima che va regolamentata attraverso una legge nazionale che consenta a tutti gli interessi di essere egualmente rappresentati.

Chiedere una legge sul lobbying significa avere la possibilità di monitorare l’operato dei politici, ma soprattutto avere decisioni pubbliche più inclusive, in grado di mettere tutti i soggetti competenti su una specifica materia nelle stesse condizioni di poter influire sul processo decisionale, portando punti di vista, dati e studi utili per un dibattito pubblico quanto più “informato” e plurale.

Vogliamo aprire le stanze del potere e garantire a tutti la possibilità di essere ascoltati: dagli ambientalisti alle industrie energetiche, dalle aziende alle associazioni di consumatori, dai grandi gruppi ai piccoli comitati di quartiere. Urge quindi un provvedimento che consenta, una volta per tutte, di portare trasparenza in questo settore e di democratizzare i processi decisionali, per il bene della nostra democrazia. Lo chiediamo con la nostra campagna che delinea i 4 punti fondamentali necessari per avere una legge efficace sul lobbying:

  1. Registro pubblico obbligatorio dei portatori di interessi al quale dovrebbe iscriversi chiunque volesse esercitare questa attività.
  2. Agenda pubblica degli incontri tra politici, funzionari pubblici e lobbisti, in cui entrambe le parti siano tenute a comunicare la data dell’incontro, i temi in discussione e la documentazione eventualmente depositata.
  3. Consultazioni degli stakeholder per permettere agli iscritti al registro di essere ascoltati sui propri temi di riferimento e far pervenire agli organi decisionali tutti i contributi ritenuti utili al dibattito. 
  4. Quadro sanzionatorio efficace per punire i comportamenti illeciti sia dei lobbisti, sia dei decisori pubblici.

Dopo oltre 50 proposte di legge andate a vuoto negli ultimi 40 anni, la Commissione affari costituzionali della Camera si appresta ora a discutere i testi in materia di regolamentazione del lobbying presentati dai deputati Silvestri (M5S), Madia (PD) e Fregolent (IV). Noi siamo convinti che sia la volta buona e che finalmente si possano accendere i fari sui portatori di interessi particolari e tutelare le decisioni che ci riguardano tutti.

Ti chiediamo di firmare la petizione di The Good Lobby a cui aderisce anche Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, perché crediamo che più inclusione e più trasparenza servano a  migliorare la qualità della nostra democrazia.

*Federico Anghelé, Direttore di The Good Lobby Italia

 

 

Questa pubblicazione è stata prodotta nell'ambito del progetto ESVEI, co-finanziato da Open Society Institute in cooperazione con OSIFE/Open Society Foundations. La responsabilità dei contenuti di questa pubblicazione è esclusivamente di Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa. 


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