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Erdogan, la libertà dei media e la coscienza nazionale bosgnacca

23/11/2017

Negli ultimi due anni le restrizioni alla libertà dei media in Turchia sono state allarmanti: le autorità hanno chiuso centinaia di media e molti giornalisti sono stati licenziati o sono finiti in prigione. In Bosnia Erzegovina non c'è molta discussione sul ruolo di Erdogan nel distruggere la stampa libera in Turchia, anche perché il leader turco e il suo capitale politico svolgono un ruolo considerevole nel nazionalismo dei bosgnacchi (i cosiddetti "bosniaci musulmani").

Media Centar: leggi l'articolo completo in bosniaco

Albania: perché gli incriminati hanno bisogno di un media?

23/11/2017

La storia dei media locali albanesi è costellata di investimenti criminali: possedere una TV serve a pulire il loro denaro sporco e fare pressioni sulle autorità politiche. Nel frattempo la professionalità va di male in peggio…

Shqiptarja: leggi l'articolo completo in albanese

Croazia: media, pubblico e potere. L’editoriale di Helena Popović

23/11/2017

Un occhio non critico potrebbe pensare che ci troviamo in un nuovo Rinascimento dell’umanità, intesa come prospera, attiva e mobile utente dei media. D'altra parte si dovrebbe però osservare che oggi le condizioni materiali di vita sono in contraddizione con la struttura discorsiva dell'individuo del XXI secolo. Le tecnologie digitali posseggono il potenziale per creare una produzione autonoma, ma la rivoluzione della tecnologia della comunicazione è modellata da organizzazioni e istituzioni che hanno come scopo principale quello di generare profitti.

H-Alter: leggi l'articolo completo in croato

Croazia: una nuova trasparenza per il Ministero della Cultura

21/11/2017

La commissaria per l'accesso alle informazioni pubbliche Anamarija Musa ha annullato le disposizioni con le quali l'ex ministro della Cultura Zlattko Hasanbegovic aveva impedito che l’opinione pubblica croata potesse essere informata dell’operato del suo ministero, in particolare per quanto concerne il funzionamento dei media no profit.

H-Alter: leggi l'articolo completo in croato

Macedonia: Kezarovski presenta il suo libro: “Avrei potuto tacere, ma ho scelto di scrivere”

17/11/2017

“Life in a Box”, il primo libro del giornalista macedone Tomislav Kezarovski è stato presentato a Skopje. “Avrei potuto tacere su quanto accaduto, ma ho scelto di scrivere”, ha dichiarato l'autore. Nel maggio 2013 Kezarovski era stato arrestato con l'accusa di aver rivelato l'identità di un testimone protetto. L'accusa si riferiva a un articolo pubblicato nel 2008 nella rivista Reporter 92, articolo in cui Kezarovski citava direttamente da un rapporto interno della polizia che gli era stato divulgato. Oggi, anche grazie alle pressioni internazionali, Kezarovski è libero: “I am Kezharovsky” è lo slogan che riunisce politici, musicisti, giornalisti, attivisti e scrittori macedoni.

24Vesti: leggi l'articolo completo in macedone

Romania: i giornalisti investigativi lasciano

17/11/2017

In Romania aumentano i casi di giornalisti che lasciano i giornali o le televisioni in cui hanno lavorato a causa delle pressioni editoriali subite. Cătălin Prisacariu, noto giornalista investigativo e membro del Romanian Investigative Journalism Center , è uno di loro. In un'intervista rilasciata a Dilema Veche ha affermato che ogni volta che lasciava un giornale o una stazione televisiva questo era “dovuto a motivi politici ed economici”. “Di mezzo c'era sempre la censura, di entità minore o maggiore - ha affermato. Non sono affatto bravo a mascherare la frustrazione della censura, e non sono mai stato in grado di rimanere quando qualcosa mi è stato imposto o quando le mie indagini non sono state pubblicate. Il problema è che quando hai quasi vent'anni spesi nel sistema mediatico e lasci ogni posto per queste ragioni, ti rendi conto in quale tipo di istituzioni stampa hai lavorato”.

Dilema Veche: leggi l'articolo completo in rumeno

Bosnia: il CIN di Sarajevo compie 13 anni. L’intervista al capo redattore Aladin Abdagic: “A proteggerci è la nostra professionalità”

14/11/2017

Il Centro investigativo di Sarajevo (CIN ) celebra 13 anni di lavoro. Nel corso della sua lunga attività, il CIN ha pubblicato oltre 500 articoli investigativi, 14 database online e diversi film e documentari. In occasione del compleanno, Media Centar ha intervistato il capo redattore Aladin Abdagic: sull'evoluzione e le sfide del giornalismo investigativo in Bosnia-Erzegovina e le minacce cui i giornalisti sono ancora sottoposti.

Media Centar: leggi l'articolo completo in bosniaco

Bosnia Erzegovina: 5 domande su un’intervista annullata

14/11/2017

L'intervista a Sebija Izetbegovic, direttrice del Centro Clinico Universitario di Sarajevo, venne annunciata per la prima volta il 25 ottobre, ma improvvisamente e senza alcuna spiegazione è stata rimossa dal palinsesto della Radio e Televisione della Bosnia-Erzegovina (BHRT). La produzione e la trasmissione dell'intervista hanno sollevato molte preoccupazioni e domande tra i cittadini e gli esperti dei media in Bosnia-Erzegovina, domande sulla reale indipendenza dell'emittente statale dall'influenza esterna.

Media Centar: leggi l'articolo completo in bosniaco

Serbia: i media come megafono del governo

14/11/2017

Secondo questo editoriale di “Beta”, i media e i cittadini serbi stanno diventando una specie di megafono che amplifica e ripete i messaggi del leader. L’élite politica si impegna ad espellere i pochi media critici nei confronti del governo e la comunicazione pubblica sta sviluppando nuove tecniche per discreditare i rappresentanti dell’opposizione.

Beta: leggi l'articolo completo in serbo

Una giornalista straniera ed europea, come tutte noi

06/11/2017

L'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, che ha portato alle elezioni anticipate a Malta, è una notizia scioccante pertutti i giornalisti europei, visto che questo assassinio in stile mafioso è stato possibile in un paese membro dell'UE - un'unione che, in teoria, difende e garantisce i diritti e la sicurezza dei giornalisti. La giornalista aveva scritto sul coinvolgimento del primo ministro maltese nei Panama Papers. I suoi lavori in generale si concentravano sulla corruzione del governo maltese, sul nepotismo, sul patrocinio, sulle accuse di riciclaggio di denaro.

Dilema Veche: leggi l'articolo completo in rumeno