Giornata delle Fasce bianche a Trento, per Prijedor

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Prijedor, 31 maggio (Jer me se tiče )

Anche quest'anno si scende in piazza a Trento per la "Giornata Internazionale delle fasce bianche". Per dire no a tutte le guerre e ricordare chi quel 31 maggio del 1992 a Prijedor in Bosnia Erzegovina, è stato obbligato a portare una fascia bianca al braccio

Ancora una volta ci saremo. In silenzio. In piazza. Fermi. Saremo a ricordare ciò che troppi cercano di dimenticare, di cancellare, di far sparire. Saremo a recitare i nomi di quei 102 bimbi morti in una guerra senza senso. Saremo in piazza con le nostre fasce bianche, perché i segni della discriminazione, dell’ingiustizia, della disuguaglianza, dell’orrore, sono uguali ovunque.

Anche quest’anno vogliamo ricordare, assieme a tante altre città nel mondo hanno deciso di dedicare quel momento del 31 maggio al ricordo. Sono più di 80 le città che con Prijedor, in Bosnia Erzegovina, vogliono ricordare cosa accade quando una guerra finisce e non arriva la pace. Nella Bosnia di oggi, che vuole entrare nell’Unione Europea, quasi 25 anni dopo la guerra che dissolse la ex Jugoslavia la pace è lontana. 

La fine della guerra non ha unito i popoli. I giovani sentono ancora raccontare storie differenti. Si educa alla divisione. Si insegna l’indifferenza, quando non si insegna l’odio.

Ancora non c’è pace, in Bosnia. La ricchezza non è distribuita equamente. La democrazia resta un miraggio. Nella nostra indifferenza crescono le ingiustizie, le violazioni, le povertà.  

La Bosnia, Prijedor e le sue fasce bianche, sono un buon modo per ricordare le nostre responsabilità. Sono un’ottima ragione per costringerci ad un impegno: costruire la pace ovunque, partendo da qui, da casa nostra. Saremo in piazza, in silenzio, per questo. Perché la pace è una cosa che ci riguarda.

 

Si chiede ai partecipanti di indossare una fascia bianca al braccio. Durante la presenza in piazza si dovranno rispettare le misure per il contrasto e la prevenzione della pandemia Covid: indossare la mascherina e mantenere le distanze interpersonali di sicurezza.