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© Marco Iacobucci Epp / Shutterstock

Il 2 ottobre il Governo ha approvato il decreto che recepisce la Direttiva europea anti-SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation). Ma le tutele previste sono molto più limitate di quelle necessarie per contrastare le cosiddette “querele bavaglio”: azioni legali usate per intimidire chi informa, denuncia abusi o critica il potere su questioni di interesse pubblico.

Il decreto, infatti, si applica soltanto ai procedimenti civili transfrontalieri, lasciando fuori oltre il 90% dei casi, come più volte ribadito dai report annuali della Coalition Against SLAPPs in Europe. Il decreto del Governo italiano non prevede alcuna protezione per i procedimenti penali, compresi quelli per diffamazione, tra gli strumenti più usati per colpire giornaliste, giornalisti e attivisti. Inoltre, restringe ulteriormente la definizione di “transfrontaliero”, limitandola ai casi in cui chi avvia l’azione legale e chi la subisce risiedono in Stati diversi.

Di fronte a una legge che lascia senza adeguate tutele la maggior parte delle persone colpite, non possiamo restare a guardare. Per questo, giovedì 22 ottobre, CASE Italia scende in piazza a Roma per chiedere a Governo e Parlamento di intervenire e garantire una protezione effettiva contro le SLAPP.

Lo faremo portando con noi degli ombrelli bucati: il simbolo di una legge che, invece di proteggere chi è sotto attacco, lascia oltre il 90% dei bersagli di molestie legali esposti alla pioggia di azioni temerarie.

Insieme a giornaliste, attivisti, giuristi e alle organizzazioni della coalizione CASE Italia, faremo sentire la nostra voce per difendere la libertà di espressione e il diritto di informare.

Scendete in piazza e unitevi a noi!

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